Ai sindaci non bastano le rassicurazioni verbali degli esponenti del Governo. All’ipotesi di tagliare i presidi sul fronte sicurezza (prefettura, questura, vigili del fuoco) che circola da tempo dicono NO e sottoscrivono un documento che inviano al Premier Renzi.
La missiva è inviata anche ai ministri Alfano, Boschi, Madia e al sottosegretario Luciano Pizzetti.
Nella lettera-documento fra l’altro scrivono : La riforma Delrio di fatto cancella le Province, trasformandole in enti di Area vasta, la cui definizione verrà stabilita, anche dal punto di vista territoriale, dalla Regione entro due anni, ai sensi di quanto previsto dalla legge di riforma costituzionale in corso di approvazione in Parlamento. Ad oggi, rispetto ad alcuni accorpamenti prospettati tra Cremona e Mantova, per quanto attiene prefetture e comandi preposti alla sicurezza, non emerge un disegno complessivo. In tema di sicurezza sono diverse e impegnative le sfide che i nostri territori hanno di fronte e che aree di municipalità medie e piccole come le nostre vivono problemi nuovi, che richiedono un grande presidio. Si dà atto che lo spirito di collaborazione manifestato dal governo si è declinato in molti modi e i nostri Comuni non hanno fatto mancare il proprio aiuto allo Stato centrale in tutte quelle partite urgenti ed emergenziali che impegnano il nostro Paese sul versante dell’accoglienza e dell’integrazione”.
In conclusione i 70 sindaci evidenziano ‘l’assurdità di un disegno non coordinato di razionalizzazione dei servizi erogati ai cittadini, dalla sicurezza alla sanità, al trasporto pubblico locale, alle Camere di Commercio”. Infine i sindaci ‘la totale contrarietà ad ogni processo che tenda a diminuire il presidio di sicurezza sui nostri territori e che venga sospeso per lasciare il tempo alla costruzione di progettualità coerenti e percorsi di cambiamento positivo, capace di valorizzare e non deprimere i territori’.



