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Se non fosse un’espressione ormai trita ci sarebbe proprio da rispolverarla: spiega in modo rapido e ficcante il momento politico che stiamo vivendo, persino più di tanti approfondimenti. Sì, perché quelle che la destra sta utilizzando sono davvero quella cosa lì: armi di “distrazione” di massa con cui spostare sistematicamente l’attenzione verso il capro espiatorio di turno.
Se ci si fa caso, infatti, è da un bel po’ che dalle parti del Governo è tutto un affanno a cercare bersagli cui indirizzare gli strali di Meloni e Salvini (ma non dimentichiamo Tajani, gaffeur di fama mondiale…) nella speranza che anche elettrici ed elettori voltino la testa là dove secondo loro “la nazione” correrebbe “i più gravi pericoli”; pericoli che poi - chissà come mai - si trovano sempre assai lontani dalle promesse fatte ormai quattro anni fa (si votò il 25 settembre 2022, l’anniversario cade domani) e sistematicamente mai mantenute. |
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Le ricordiamo tutti penso, ma magari un ripasso aiuta.
Correva l’anno 2018 quando Salvini lanciava la sua prima promessa sul taglio, “dal primo Consiglio dei ministri”, delle accise sui carburanti, promessa ripresa da Meloni nel 2019 (ci sono i video, basta cercarli) e ribadita per le elezioni del 2022. Promessa tuttavia mai mantenuta perché si sarebbe trattato di trovare altrove le decine di miliardi di euro che sarebbero venute a mancare. Ora a ricordarglielo fanno tutte le facce possibili (Meloni in questo ha un certo talento) diventano di tutti colori e si mettono a parlare del contesto internazionale, degli oleodotti russi, della guerra, e bla bla, ma la promessa l’avevano fatta loro e sapevano benissimo che era da marinaio: giova ricordare che l’attacco russo all’Ucraina avvenne il 24 febbraio del ‘22, sette mesi (e un giorno) prima delle ultime elezioni politiche italiane.
E le pensioni? Vogliamo parlare delle pensioni e dell’altra promessa di “abolire la legge Fornero”? Non dovevano fare anche questo nel loro “primo CdM” ormai quattro anni fa? E invece è notizia di ieri che - la fonte, inattaccabile, è la Ragioneria dello Stato - l’età pensionabile continua a salire progressivamente e ciò che è oggi - vale a dire 67 anni di età o 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 per le donne) - stando agli scenari demografici Istat dovrebbe arrivare entro il 2031 a 67 anni e 8 mesi di età o a 43 anni e 6 mesi di contribuzione (sempre per gli uomini, per le donne 42). Scenari demografici ottimistici, sia chiaro, perché le cose potrebbero essere anche peggiori.
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Ma fossero solo queste le promesse che non si potevano mantenere e che mai sono state mantenute: ce ne sono molte, molte, molte, altre. Eppure la cosa che trovo in assoluto più irritante è il sistematico tentativo di - appunto - distrazione, come se destra e Lega considerassero le italiane e gli italiani poco più che bambini che si possono far voltare di qui e di là a piacimento sventolando una bandierina colorata o facendo tintinnare un campanellino.
E così se la benzina sale, se in pensione ci si va alle calende greche e se l’odiato - benché indipendente - Istat certifica che il deficit è al 3,1% del PIL (che significa 355 milioni di euro…) allora occorre fare in modo che “la nazione” pensi al grave pericolo delle bambine che vanno a scuola col burqa (dove le avranno viste lo sanno solo loro) e pazienza se il prezzo da pagare è andare contro il Presidente Mattarella persino servendosi di una vecchia circolare ministeriale di trentasette anni fa citata del tutto fuori contesto.
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Questa di prendersela con la scuola, quindi con i bambini - e peggio ancora di servirsi dei bambini per fare pura propaganda - è davvero una pratica vergognosa, ma d’altra parte si sa che i numeri, se non vengono contestualizzati e spiegati, possono dire tutto e il contrario di tutto.
Basti pensare alla Lombardia, che è la prima regione del Paese per numero di alunni con cittadinanza non italiana, dato che ne ospitiamo 237mila (79mila nella Città metropolitana di Milano) il che corrisponde a qualcosa più del 25% del totale nazionale (presenza pari al 13% contro una media italiana dell'11,6%). Ma i numeri sparati così non dicono tutto, anzi, perché se vai a vedere le cose da vicino ti accorgi che il 65% di questi studenti è nato qui e parla dunque l’italiano proprio come i suoi compagni (qualche volta persino il dialetto) dato che hanno frequentato tutti insieme le scuole di ogni ordine e grado, dall’asilo alle superiori. E ti accorgi che le classi in cui la presenza sale sopra il 30% - soglia della nuova crociata di Meloni e soci - sono meno del 7% del totale, e che se si contano solo i bambini nati all’estero si scende a uno ogni 200. In altre parole lo 0,5% dei bambini, che si dovrebbero prioritariamente integrare - viene presentato come “il problema” di un Paese in cui non una delle mirabolanti promesse delle destre è stata mantenuta.
Che poi, per la verità, non è il solo spauracchio quello rappresentato dai bambini: con sprezzo del ridicolo abbiamo visto in questi giorni tanto il Ministro degli esteri disquisire della lunghezza delle gonne femminili correlandola alla (chiamiamola così) “affidabilità” delle donne che le indossano, quanto il nuovo guru delle destre più becere, generalissimo Vannacci, che al grido di “Dio, Patria, Famiglia” e sfoggiando un sorriso marpione e afferma che le donne le preferisce direttamente senza. Si ignora al momento l’opinione a riguardo della di lui signora, però bravissime le nostre Consigliere regionali a rispondergli… come hanno risposto. |
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Finisco allora con un memo sul nostro lavoro per le Conferenze programmatiche provinciali, su cui è sempre aperto il nostro ascolto e che proseguono già dopodomani, sabato 26 settembre, a Lecco, e ricordando ancora una volta (a costo di essere ripetitiva, ma è davvero importante) che scrivendo M20 e devolvendo al Partito Democratico il 2x1000 - soprattutto diffondendo il più possibile questo invito - potremo dare un contributo decisivo alle campagne elettorali in arrivo. E chiudo ricordando ancora la nostra cara Sabina Romeri, i cui funerali sono stati celebrati questa mattina. Mi stringo ai suoi cari e al PD pavese per dare loro l’abbraccio di tutta la nostra comunità. Segnalo l’iniziativa della famiglia, che ha chiesto - e mi pare bello estendere a tutti noi la proposta - di non portare fiori ma di fare una donazione al centro antiviolenza Associazione C.H.I.A.R.A. Aps di Voghera all’Iban IT37S0200856400000104814620. Sono infine e per fortuna confortanti le notizie sulla ripresa di Martina Draghi: la aspettiamo prestissimo tra noi.
Un caro saluto,
Silvia Roggiani Segretaria regionale PD lombardo
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