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Carissime democratiche, carissimi democratici, ci auguriamo tutti che sia vero che oggi Giorgia Meloni dirà schiettamente a Donald Trump che deve sedersi a un tavolo con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, e che è l’Unione Europea l’interlocutrice degli Stati Uniti, e non i singoli Stati che la compongono; speriamo davvero ci si possa fidare perché l’unica risposta efficace ai dazi e ai rischi gravissimi che stiamo correndo è il dialogo tra USA e UE: in caso contrario le conseguenze, quelle sì, si abbatteranno sul territorio, mentre le soluzioni non possono che essere prese dentro uno scenario vastamente internazionale. Abbiamo parlato anche di questo lo scorso venerdì, nel confronto che abbiamo avuto con i settori produttivi e le parti sociali lombarde: la presenza della nostra Segretaria Elly Schlein, accanto al Responsabile nazionale PD per le Politiche industriali Andrea Orlando, testimonia tutta l’attenzione che stiamo dando a questo tema: anche su economia, produttività e lavoro va aperta una nuova stagione.

Ne siamo talmente convinti che per il prossimo 16 maggio stiamo organizzando una grande giornata dedicata proprio all’economia: la terremo con ospiti al più alto livello a Monza, presso l’Urban Center - Binario 7 (a pochi passi dalla stazione ferroviaria) anzitutto per ribadire l’ancoraggio strettissimo all’Unione che il nostro Paese deve avere se vogliamo mantenerci saldi davanti all’incertezza che sta dominando oggi il mondo, e poi perché affrontando le questioni energetiche e industriali, parlando di dazi, lavoro e sviluppo, di Italia e di territori, vogliamo costruire la visione di un’altra Lombardia in cui il rilancio economico-sociale proceda accanto alla costruzione di una reale e concreta giustizia a propria volta sociale, e ciò a partire dalla Regione più produttiva d’Italia.
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Produttiva, sì, eppure non più “Locomotiva del Paese”, con buona pace di Fontana e di destra e Lega, e non siamo noi a dirlo ma la Banca d’Italia. Il Presidente della nostra Regione ha fatto il diavolo a quattro quando sono usciti i dati che lo certificano, ma non è con le frasi fatte che si mantengono alti gli standard, né con gli slogan né con le facili rassicurazioni su quanto bene ci vuole “l’amico Trump”. Un esempio? Eccolo: se si prende il sistema sanitario pubblico e lo si rende succube del privato, si può anche andare in giro a dire che rappresenta l’eccellenza, ma la realtà è un’altra, così che lo stesso Fontana che da un lato si gloria che “tutto va ben” è costretto dall’altro ad ammettere che ci sono la bellezza di 77mila interventi chirurgici che erano programmati tra 2020 e 2023 (per la cronaca: siamo nel 2025...) e che ancora devono essere eseguiti. Quanti di quei 77mila lombardi si sono dovuti - se hanno potuto permetterselo - pagare privatamente quello che sarebbe stato un loro diritto? E quanti tra essi non hanno potuto e si sono aggravati? O sono morti? Ebbene, noi ce l’abbiamo una proposta per una sanità migliore e più giusta, in cui i diritti sono diritti di tutti, non privilegi di pochi.
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D’altra parte, che cosa possiamo aspettarci da destra e Lega? La loro tattica è sempre la stessa: negare sistematicamente i problemi, addossarne i costi sulla gente che lavora e favorire i furbi che non pagano mai pegno per ciò che fanno.
Anche qui, se serve un esempio è purtroppo facile farlo: è appena stato varato l’ennesimo condono (il numero ventidue) che premia chi non ha mai pagato le tasse e implicitamente chiama “fesso” chi rispetta le regole, e così l’INPS si trova con un buco di oltre sei miliardi e mezzo di euro; e chi mai sarà a pagarlo, se non quelli che hanno (avrebbero) diritto a una pensione giusta e dignitosa?
Ma Lega e destra, nel frattempo, fanno le solite furbate e mettono in atto le consuete tattiche per distrarre i cittadini e spostarne altrove lo sguardo.
Ad esempio programmano di rimettere l’IVA sulle attività del Terzo Settore e delle sue reti civiche, associazioni e cooperative (dal primo gennaio prossimo) trattando il volontariato come se fosse un’attività commerciale e non il bene comune che è, fatto cioè da coloro che mettono tempo e risorse a disposizione dello Stato - ovvero di tutti noi - per arrivare anche là dove proprio lo Stato non riesce ad arrivare. Naturalmente noi democratici siamo con ACLI, ARCI e Terzo Settore per proteggere insieme a loro i più fragili.
Oppure proseguono con le loro bandiere e bandierine, rivolgendosi addirittura al TAR per intitolare l’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi, arrivando al colmo di insultare nell’Aula del Pirellone chi - come il Consigliere del nostro Gruppo Paolo Romano - faceva notare loro che in primis trattano come al solito il pubblico come se fosse un loro privato, poi che la figura del defunto Presidente Berlusconi è discutibile su molti piani prima ancora che divisiva, e infine che di lombarde e lombardi meritevoli di questo onore ce ne sono parecchi, a cominciare dall’ambasciatore Luca Attanasio, che lo Stato sì che lo ha servito, sino a dare la vita!
O ancora consentono alla galassia dei razzisti e dei sovranisti di fare di Milano la grancassa per il loro odio e la loro propaganda. E noi allora quel 17 maggio saremo a nostra volta a Milano, in Duomo, a dire con forza quello che diremo del resto tra una settimana, il 25 aprile: che ci battiamo per i diritti e per le libertà in nome di quella democrazia che ottant’anni fa è stata conquistata col sangue; nessuno creda di sfilarcela impunemente!
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Questo è il nostro compito e questo è il senso del nostro esserci: dire con forza ciò che tutti sappiamo e che qualcuno pretende di farci dimenticare. Per questo saremo in piazza il 25 aprile: qui tutte le informazioni, anche su come diventare volontario, e sugli eventi collaterali (come quello di giov. 24 alle 18.30 a Niguarda). Il 25 concentramento dalle 12.00 in Piazza Oberdan.
E per questo parleremo di economia il 16 maggio e torneremo a manifestare il giorno dopo, il 17, perché ai seminatori di odio noi replichiamo essendoci, partecipando, dandoci da fare. Vi darò per tempo tutti i particolari organizzativi ma segnatevi già queste date! Diffondete infine la notizia che vi ho dato già nelle settimane scorse: manca un mese e mezzo ai Referendum e studenti, lavoratori e malati potranno votare fuori sede se domiciliati fuori dalla loro provincia da almeno tre mesi; per farlo va presentata domanda al Comune di temporaneo domicilio, con questo modulo compilabile, entro il 4 maggio. Diciamolo a tutte e tutti!
Un caro saluto e un grande augurio di buona Pasqua, Silvia Roggiani, Segretaria regionale PD lombardo |
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