Martedì, 16 luglio 2019 - ore 05.56

Per Nicola Zingaretti segretario Pd di Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)

Cari amici di Welfare Cremona, precedute dal voto degli iscritti che nei vari Congressi di partito hanno selezionato i tre candidati Roberto Giachetti, Maurizio Martina e Nicola Zingaretti, domenica 3 marzo 2019 avranno luogo le primarie del Pd con le quali tutti i suoi potenziali elettori sono invitati agli ormai tradizionali gazebo per scegliere il prossimo segretario.

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Per Nicola Zingaretti segretario Pd  di Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)

Per Nicola Zingaretti segretario Pd  di Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)

Cari amici di Welfare Cremona, precedute dal voto degli iscritti che nei vari Congressi di partito hanno selezionato i tre candidati  Roberto Giachetti, Maurizio Martina e Nicola Zingaretti, domenica 3 marzo 2019 avranno luogo le primarie del Pd con le quali tutti i suoi potenziali elettori sono invitati agli ormai tradizionali gazebo per scegliere il prossimo segretario. 

Un appuntamento forse decisivo per cercare di rivitalizzare un partito che, pur ammaccato, rimane la principale forza di opposizione al governo  M5S-Lega.

Raccolte un po’ di informazioni, da osservatore simpatizzante, talvolta critico del Pd, penso che Zingaretti sia la persona giusta per provare a voltare pagina nello stile e nei contenuti della gestione del partito. Sul piano dello stile, l’accentuato carisma leaderistico di Renzi ha finito col mettere in secondo piano l’aspetto del partito inteso come comunità di dirigenti, militanti ed elettori in costante dialogo con la società e presente sul territorio mediante l’attività degli eletti nelle Istituzioni e mediante l’attività dei Circoli, ora da rianimare aprendoli e potenziando la loro influenza decisionale. Sul piano dei contenuti, l’opera di ricostruzione credo debba partire dall’autocritica degli errori compiuti, iniziando da quello, forse più evidente, di aver diviso il centrosinistra sul tema delicatissimo della riforma costituzionale. La sconfitta al referendum del

4 dicembre 2016, anticipata e seguita da altri esiti negativi in varie elezioni amministrative, ha segnato l’avvio di una perdita di fiducia da parte di una quota significativa del suo elettorato che poi è ulteriormente defluito alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 nelle quali il Pd ha toccato il picco minimo del 18,7% dei consensi. Una batosta da cui sarà difficile ma necessario riprendersi.

Orbene, ritengo che Nicola Zingaretti, attualmente al suo secondo mandato di presidente della Regione Lazio, abbia il profilo umano, l’esperienza politica e la competenza amministrativa per stabilire un rapporto empatico tra partito e società, soprattutto con la sua parte più debole bisognosa di maggiore istruzione, lavoro, dignità e protezione, posto che la parte più forte è in grado di difendersi da sé. A tale scopo, il tour elettorale “Piazza Grande” in diverse città italiane, oltre a evocare la bella canzone di Lucio Dalla, ribadisce la volontà di unire un vasto campo di forze culturali, associative, politiche in cui il Pd – abbandonata ogni presunzione di autosufficienza - sia il fulcro a servizio di una coalizione alternativa credibile, pronta per le sfide presenti e future.

Annoto, infine, che quando è stato parlamentare europeo, Zingaretti si è segnalato come relatore della direttiva comunitaria a tutela dei diritti di proprietà, che contiene le sanzioni penali, in vigore in tutti gli Stati membri, per coloro che importano merci illegali e pericolose dai paesi extra-Ue. Confido che, se chiamato a guidare il Pd, saprà tenere alte le bandiere dell’Italia e dell’Unione europea, per far sventolare insieme i due più importanti vessilli della nostra pubblica identità.

Cordiali saluti , Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)

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