Domenica, 17 dicembre 2017 - ore 22.12

Pianeta Migranti. Aggrappato sotto un tir.

Un migrante, è stato trovato nell'aerea di parcheggio San Lorenzo dagli agenti di polizia della sottosezione di Vasto Sud, che hanno notato l'uomo che stazionava vicino al camion. Ha viaggiato per chilometri e chilometri aggrappato sotto un tir per riuscire a entrare in Italia

| Scritto da Redazione
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Non sappiamo il suo nome. Rientra nella schiera degli “uomini ventosa”.

Presumibilmente originario del Sudan, ha riferito agli agenti di essere salito sul camion aggrappandosi al pianale. Stremato dal lungo viaggio, è sceso a terra quando il camion si è fermato al parcheggio: ustionato e sfinito è stato portato al Pronto soccorso per un controllo.

L'autista del camion, che non si era accorto di aver viaggiato con l’uomo attaccato sotto al mezzo, ha spiegato agli agenti che, con molta probabilità, potrebbe essere salito sul tir nei pressi di Cerignola (Foggia), dove si era fermato per fare una sosta. Il conducente ha infatti riferito che prima di allora non aveva fatto soste e che il mezzo era stato controllato sia dentro che fuori al porto di Brindisi, da dove era partito. L’uomo quindi, ha viaggiato sotto il camion per circa 150 chilometri, nascosto tra le assi del tir, rischiando la vita. Forse, essendosi reso conto di non poter proseguire il viaggio perché troppo spossato, ha deciso di scendere dal mezzo appena questo si è fermato nell'area di sosta.

In agosto, un altro giovane immigrato, forse minorenne ha percorso 400 Km sull’A1 agganciato con delle cinghie sotto un autoarticolato ed è stato infine salvato dalla polizia stradale.

Sono migranti che arrivano dalla rotta balcanica: Turchia, Patrasso, Brindisi. Da quando questa rotta è sigillata dal muro ungherese e i respingimenti alla frontiera, i migranti non riescono più a raggiungere la loro meta finale: la Germania, l’Austria, i Paesi scandinavi. I trafficanti, sempre pronti a fare affari li sfruttano cinicamente: tentano di continuo di trovare nuovi sentieri, meno controllati, per garantirsi il business.

Secondo l’Organizzazione Internazionale delle migrazioni oggi sono pochi i migranti che cercano di entrare in Europa lungo la rotta dei Balcani. Tuttavia, si ripetono i casi di migranti disperati che cercano di raggiungere l’Europa aggrappati sotto i mezzi pesanti, a volte all’insaputa degli autotrasportatori; sono viaggi terribili che non di rado terminano con la caduta e la morte sotto i tir.

Ma chi scappa da guerre e povertà è pronto a rischiare la propria vita nel deserto, sul barcone, oppure sotto un tir che percorre centinaia di km in autostrada. In questo caso, è prezioso il lavoro, delicato quanto fondamentale, delle forze dell’ordine e della polizia stradale, perché salva delle vite umane.

Normalmente, questi viaggi della disperazione meritano solo un comunicato di poche e aride righe sui giornali perché si tratta di migranti che cercano di introdursi in modo clandestino in Europa, e questa è la preoccupazione principale. Non si fa alcun accenno sul paese da cui scappano e sul perché scappano. Le guerre, i genocidi, le devastazioni ambientali che rendono invivibili certi luoghi non contano niente, rispetto al fatto che si tratta di clandestini.

Ma quante raffiche, quante bombe, quante violenze hanno già visto questi migranti che si agganciano alla pancia dei tir? Quanti trafficanti e criminali hanno già attraversato la loro vita e tenuto in pugno il loro destino?

Quanto terrore nel loro cuore, da esser disposti a vivere l’agonia straziante di ore e ore sotto un camion sopportando le ustioni, lottando per non addormentarsi e non finire schiacciati dalle ruote?

 

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