Lunedì, 28 novembre 2022 - ore 03.29

Pianeta migranti. Fondi per la cooperazione con i paesi africani alle motovedette libiche.

L’ASGI (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) ha impugnato davanti al Tribunale Amministrativo del Lazio il Decreto con il quale il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ha accordato al Ministero dell’Interno un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per la rimessa in efficienza di 4 motovedette libiche per respingere i migranti.

| Scritto da Redazione
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Pianeta migranti. Fondi per la cooperazione con i paesi africani alle motovedette libiche.

L’ASGI (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) ha impugnato davanti al Tribunale Amministrativo del Lazio il Decreto con il quale il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ha accordato al Ministero dell’Interno un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per la rimessa in efficienza di 4 motovedette libiche per respingere i migranti.

 L’attività di sostegno alle autorità libiche, evidenzia la responsabilità del Governo italiano, tanto nelle operazioni di respingimento condotte dal governo libico su delega del governo italiano, quanto nell’aggravamento delle condizioni di vita di migranti e rifugiati in Libia, dove gli stessi sono sottoposti a trattamenti disumani e degradanti, in totale spregio degli artt. 2 e 3 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo.

“Riteniamo necessario mettere in discussione le politiche attuate dalle autorità italiane ed europee, le quali finanziano direttamente ed indirettamente le autorità libiche, le rafforzano con attrezzature e strumentazione” afferma ’ASGI. “ L’Italia e l’Unione Europea, in questo modo, delegano il controllo della frontiera alle autorità libiche, di fatto impedendo le partenze, rendendo la fuga dei migranti dalla Libia ancora più pericolosa anche grazie alla strumentazione che inevitabilmente è utilizzata dalle autorità libiche per attaccare le navi delle ONG durante le operazioni di soccorso

rendendo ancora più drammatiche le condizioni di vita dei migranti.”

“Occorre al più presto tornare nell’ambito di un dibattito democratico sul tema e disdettare formalmente e quanto prima l’accordo tra Governo Gentiloni e Al Serraj, così come quelli con altri soggetti in Libia che non diano garanzie di agire nel rispetto dei diritti fondamentali della persona ” concludono le legali dell’ASGI.

In particolare, dal punto di vista giuridico la vicenda è caratterizzata da chiare e gravi illegittimità.

Il decreto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, infatti, appare con tutta evidenza illegittimo per eccesso di potere, sotto il profilo dello sviamento di potere. L’art. 1 comma 621 L 232/2016 istitutivo del Fondo Africa stabilisce, infatti, che il fondo stesso è finalizzato a realizzare “interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi africani d’importanza prioritaria per le rotte migratorie”. Per contro, il decreto 4110/47 svia i Fondi da tali finalità fornendo supporto tecnico alle competenti autorità libiche per migliorare la gestione delle frontiere e dell’immigrazione, inclusi la lotta al traffico dei migranti e le attività di ricerca e soccorso. Appare assolutamente evidente come l’utilizzo dei fondi sia profondamente difforme rispetto agli obiettivi per i quali tale fondi erano stati stanziati.

Come attori della società civile, impegnati nella difesa dei diritti di migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione, abbiamo il dovere di contrastare tali prassi illegittime con ogni strumento giuridico a disposizione. Il ricorso in oggetto è un’occasione per impedire che si configuri un’evidente illegittimità e, più in generale, può essere un’occasione per mettere in discussione le politiche violente e gravemente lesive dei diritti umani che caratterizzano quel tratto di mare, a due passi dalle coste europee, che continuiamo a chiamare Nostrum.

 

https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/

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