Giovedì, 28 maggio 2020 - ore 04.18

Pianeta Migranti Cremona . In tempo di Covid 19 le ONG sono benedette.

Solo alcuni mesi fa le Ong erano definite, “taxi del mare, fattore di attrazione dei migranti, conniventi con i trafficanti”. Erano indagate, processate, bloccate in mare o nei porti. Ora che aiutano i nostri cittadini colpiti dal coronavirus sono ben accolte e gradite dalla volubilità politica dei sovranisti nostrani.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti Cremona . In tempo di Covid 19 le ONG sono benedette. Pianeta Migranti Cremona . In tempo di Covid 19 le ONG sono benedette.

Pianeta Migranti Cremona . In tempo di Covid 19 le ONG sono benedette.

Solo alcuni mesi fa le Ong erano definite, “taxi del mare, fattore di attrazione dei migranti, conniventi con i trafficanti”. Erano indagate, processate, bloccate in mare o nei porti. Ora che aiutano i nostri cittadini colpiti dal coronavirus sono ben accolte e gradite dalla volubilità politica dei sovranisti nostrani.

Non è passato un secolo da quando il dibattito quotidiano era focalizzato sui porti chiusi di  Salvini e sulle Ong taxi del mare. Queste erano le grandi preoccupazioni dei politici che; nelle piazze e sui media, accusavano le poche navi umanitarie nel Mediterraneo di favorire una sostituzione etnica in nel nostro paese. L’emergenza, allora, erano i migranti intorno ai quali si creava paura, fobia e razzismo per scopi elettorali. Secondo i leghisti, i migranti e i rifugiati ci portavano le malattie (ma il coronavirus è arrivato dai manager in business class) e le Ong erano ritenute il cavallo di Troia degli interessi del potente speculatore Soros.

Con queste tesi si è creato un terrore immaginario fino a quando il terrore reale, quello da Covid 19 è arrivato per davvero e ha flagellato in particolare la Lombardia. E’ proprio in questa regione a guida leghista che Giulio Gallera, assessore al welfare, ha dichiarato che

 “l’aiuto dei medici delle Ong è il benvenuto”.

Subito, tornano in mente le immagini delle navi non governative lasciate in mare intere settimane col loro carico di umanità sofferente, per la chiusura dei porti. Tornano in mente i processi di Salvini contro il personale umanitario; il suo ardire da ‘capitano’ nel sottolineare che la “mangiatoia dell’immigrazione clandestina aveva fatto impazzire le Ong”. E poi i suoi decreti sicurezza che avevano trattato le Ong da organizzazioni para-criminali ponendole in condizione di non poter più operare. Il loro crimine era di salvare vite non-italiane in mare, e per questo erano considerate forze antipatriottiche. Ora, invece, sono diventate una valida risorsa a cui attingere per contenere l’emergenza sanitaria in corso nel nostro paese. Così dopo una simile inversione ad U dell’umore politico, la tanto vituperata Medici senza frontiere (MFS), oggi, lavora negli ospedali di Lodi e Codogno e fa  assistenza domiciliare ai pazienti positivi al Covid-19  a partire da “una scelta di doverosa solidarietà ai colleghi medici e di vicinanza alla popolazione italiana” in un momento tanto difficile.

Actionaid ha inviato decine di suoi attivisti su tutto il territorio nazionale.

A Cremona, la statunitense Samaritan’s Purse, ha aperto un ospedale da campo.

Hope Onlus, che opera nei territori di guerra di Siria, Libano, Palestina e Israele,  ha donato al Policlinico di Milano e all’Ospedale San Gerardo di Monza dei macchinari per la terapia intensiva.

Emergency ha messo a disposizione le sue competenze maturate durante l’epidemia di Ebola. Nei suoi ambulatori adotta un protocollo per individuare i pazienti con sintomi da Covid19 e li indirizza ai servizi competenti. A Milano, in collaborazione con il Comune offre assistenza alle persone più a rischio. Su richiesta del governatore Fontana, è presente a Bergamo, nell’ospedale da campo, per insegnare le tecniche di contenimento del contagio tra medici.

Ora le “odiate” ONG lavorano fianco a fianco coi loro detrattori, senza risentimenti.

Il loro compito è stare in prima linea, come sempre, ad aiutare chi soffre, mettendo in campo tutti i mezzi possibili per alleviare le sofferenze e curare chi sta male. Ci stanno aiutando “a casa nostra”, una casa che è anche la loro, come lo sono tutte le case del mondo in cui ogni giorno fanno del bene al prossimo. Infatti, mentre operano in Italia sono presenti anche su altri fronti di guerra o di calamità in tante parti del mondo.

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