Pianeta Migranti. Da profughi a homeless.
Con la cessazione delle misure di integrazione rivolte ai richiedenti asilo, a partire dal 1° gennaio 20120 si interrompono i percorsi di inclusione sociale per gli ospiti dei progetti SIPROIMI (ex SPRAR), con titolo di soggiorno per ragioni umanitarie e per richiesta d’asilo.
Preoccupazione per i migranti che verranno espulsi dai centri di accoglienza.
Appello e manifestazioni davanti alle Prefetture da parte delle associazioni del Tavolo Asilo.
Ripristinare subito gli Sprar e abolire le circolari "punitive" del Viminale.
Queste le richieste del Tavolo Asilo composto da: A Buon Diritto, ACLI, ActionAid, Arci, ASGI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CIR, CNCA, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Papa Giovanni XXIII, Europasilo, FCEI, Focus-Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Emergency ONG, Legambiente, Médecins du Monde – Missione Italia, MEDU, Oxfam Italia, Senza Confine e SIMM del Tavolo Asilo Nazionale
Nei giorni scorsi, con una nota, il Tavolo ha espresso timore per la sorte di migliaia di persone (1.468 secondo il Viminale) ospiti dei progetti Siproimi (ex Sprar), con titolo di soggiorno per ragioni umanitarie e per richiesta d’asilo.
Si legge nell’appello del Tavolo Asilo:
"Siamo scesi in piazza per chiedere di ripristinare lo Sprar e garantire a tutti i richiedenti asilo e rifugiati presenti nel nostro Paese un’ accoglienza dignitosa, nel rispetto della Costituzione". Sono richieste avanzate nel corso di diverse manifestazioni in corso davanti alle prefetture di varie città italiane (fra cui Parma, Napoli, Salerno, Bari, Reggio Calabria e Palermo).
L’appello ha ricevuto qualche risposta. L’ultima nota del Viminale, a cui è seguito un incontro con rappresentanti dell’ANCI, fornisce alcune rassicurazioni su quel che accadrà dopo il 31 dicembre, dimostrando di comprendere quale impatto tali provvedimenti avranno sulle persone ora in accoglienza e per gli operatori del sistema. E’ un parziale risultato positivo ottenuto a seguito delle pressioni e delle proteste delle associazioni.
Lo stesso ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha assicurato che "nessuno finirà per strada". In ogni caso, secondo i rappresentanti del Tavolo, le disposizioni del Viminale non sembrano tenere conto né della recente sentenza della Cassazione a sezioni unite (che ha sancito l’irretroattività della legge 132/2018), né "della contraddizione di prorogare fino a giugno 2020 i progetti Siproimi, chiedendo però agli stessi la cessazione dell’accoglienza di richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria" entro fine dicembre. Pertanto, le associazioni chiedono il ritiro delle recenti circolari dell'Interno, “che si basano su una interpretazione erronea e illegittima del primo decreto sicurezza, di cui peraltro da tempo il Terzo Settore chiede l’abolizione”.
Nel frattempo il Tar del Veneto accogliendo il ricorso di un migrante ha decretato che coloro che avevano il diritto di accedere al sistema di accoglienza non possono essere espulsi dalle strutture. Il Tar del Veneto si rifà alla recente sentenza della Cassazione (la numero 29460 del 13 novembre 2019) che ha sancito l’irretroattività del decreto sicurezza e sottolinea come “nel caso in cui la protezione umanitaria è già stata riconosciuta al richiedente asilo non può essere eliso un beneficio – la prestazione delle misure di accoglienza – collegato a detto riconoscimento”. Un altro colpo alle politiche di Salvini che ci auguriamo vengano smantellate presto. Le due sentenze – Cassazione e Tar del Veneto – danno la possibilità a quanti rischierebbero di essere espulsi dalle strutture di fare ricorso entro la fine dell’anno. In questo senso le associazioni si stanno mobilitando per permettere al più alto numero di migranti possibile di presentare il ricorso.


