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Pianeta Migranti. L’Italia accolga le vittime di Gaza

Il Tribunale di Roma ordina l’ingresso di famiglie da Gaza in Italia, ma il governo resta fermo.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. L’Italia accolga le vittime di Gaza

Pianeta Migranti. L’Italia accolga le vittime di Gaza

Il Tribunale di Roma ordina l’ingresso di famiglie da Gaza in Italia, ma il governo resta fermo.

Ogni guerra non porta con sé solo morti e feriti: genera anche ondate di profughi in cerca di salvezza. È stato così per l’Ucraina, e accade oggi con il genocidio in corso a Gaza.

Un paradosso amaro: gli stessi Stati che armano Israele, Italia compresa, si ritrovano poi a dover accogliere le vittime di quel conflitto. È la crudele legge della guerra.

Tra il 6 e il 12 agosto 2025, la sezione diritti della persona e immigrazione del Tribunale di Roma ha emesso decisioni di grande rilievo e urgenza: ha ordinato al Ministero degli Esteri di rilasciare visti umanitari a famiglie palestinesi intrappolate nella Striscia di Gaza. Non si tratta di numeri astratti, ma di 40 persone, tra cui bambini, anche piccolissimi, in condizioni drammatiche. Tra loro ci sono anche parenti di cittadini italiani. I giudici hanno imposto tempi strettissimi: i visti dovevano essere pronti entro pochi giorni, perché a Gaza la vita può spegnersi da un momento all’altro. “Sebbene il rilascio del visto umanitario sia formalmente una facoltà dello Stato membro, la discrezionalità deve essere esercitata nel rispetto dei principi costituzionali e degli obblighi internazionali vincolanti per lo Stato” si legge in una delle ordinanze.

La Corte ha parlato chiaro: l’Italia non solo può, ma deve proteggere queste famiglie. Nelle motivazioni, i giudici hanno richiamato la Costituzione italiana, le norme europee sui visti e, soprattutto, la Convenzione ONU contro il genocidio, che impone agli Stati di agire per prevenire rischi gravissimi per la popolazione civile. In altre parole, l’Italia «non può ostacolare l’ingresso» di queste persone, ma deve favorirlo attivamente. Eppure, a fine agosto, i visti non risultavano ancora emessi. Le associazioni che hanno seguito i ricorsi, in particolare ASGI, hanno denunciato l’inerzia del governo.

Gli avvocati hanno così chiesto un intervento urgente al Ministero degli Esteri. Queste ordinanze potrebbero diventare un precedente importante. Dimostrano che il visto umanitario non è un’astrazione burocratica, ma uno strumento concreto e rapido per salvare vite. Ricordano che l’Italia ha obblighi internazionali precisi e non può chiudere gli occhi davanti a chi rischia di morire.

Offrono, infine, una base legale solida a chi invoca canali sicuri e regolari per chi fugge dalla guerra. Intanto, a Gaza la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto: bombardamenti incessanti, mancanza di cibo, acqua, medicine. Per i giudici romani il messaggio è inequivocabile: non c’è tempo da perdere. Ogni giorno di attesa può costare la vita a chi ha già ottenuto, nero su bianco, il diritto di entrare in Italia.

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