Sabato, 30 maggio 2026 - ore 03.10

Pianeta Migranti. Libri di testo a sfondo razzista

Le Nuove Indicazioni Ministeriali 2025 per la scuola dell’infanzia riflettono un’ideologia identitaria e suprematista anacronistica in un mondo multiculturale.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Libri di testo a sfondo razzista

Pianeta Migranti. Libri di testo a sfondo razzista Le Nuove Indicazioni Ministeriali 2025 per la scuola dell’infanzia riflettono un’ideologia identitaria e suprematista anacronistica in un mondo multiculturale.

Nel maggio 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato le nuove Indicazioni nazionali per i curricoli della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

Il documento, presentato come un aggiornamento volto a valorizzare l’identità culturale e a rafforzare le “radici” degli studenti italiani, ha suscitato ampio dibattito tra pedagogisti, storici ed educatori. Già nell’incipit del capitolo di Storia si legge: "Solo l’Occidente conosce la Storia", un’affermazione che sottende un’idea di superiorità culturale della civiltà occidentale rispetto alle altre Dal testo, emerge con forza una narrazione della storia centrata sullo sviluppo della civiltà occidentale: dalla Grecia classica alla Roma imperiale, dal Cristianesimo medievale all’Umanesimo e al Rinascimento, dalla nascita degli Stati moderni fino ai valori dell’Illuminismo e della democrazia liberale europea. Si legge, che “l’insegnamento della storia deve favorire la consapevolezza dell’identità europea e dei principi di libertà, diritto e razionalità che l’Occidente ha maturato nel corso dei secoli”.

Che “Lo studio delle civiltà extraeuropee può essere affrontato in quanto funzionale alla comprensione del primato della cultura occidentale nell’affermazione dei diritti umani e della democrazia”. La storia vista con gli occhi del vincitore. Nei secoli passati, l’Occidente ha colonizzato le Americhe, l’Africa, l’India portando via oro e risorse preziose; ha ridotto gli indigeni in schiavitù, imponendo loro anche la fede cristiana. Il testo ministeriale riflette la visione di un Occidente protagonista assoluto della civiltà; l’unico che conosce la storia e ritiene le altre culture (il mondo islamico, le culture asiatiche, africane e amerindie) marginali o ancillari rispetto alla superiorità occidentale. E’una lettura distorta e parziale che ignora la storia delle civiltà africane precoloniali, il pensiero filosofico orientale, i sistemi politici delle società indigene americane o i contributi scientifici arabi medievali. Una democrazia “solo occidentale” Nel testo in questione si legge che solo l’Occidente ha inventato e messo in atto la democrazia.

È vero che in Grecia si sono sviluppate forme embrionali di governo partecipativo e che la modernità europea ha teorizzato i diritti individuali, ma forme di deliberazione collettiva, giustizia condivisa, e potere diffuso esistevano anche in società africane, amerindie e asiatiche, ben prima del contatto con l’Europa. Presentare la democrazia come un prodotto occidentale e lineare, - da Atene a Bruxelles- è scorretto, e rafforza un’idea gerarchica delle culture: alcune sono “naturalmente democratiche”, altre “refrattarie” o “ritardatarie”. Una narrazione che, oggi più che mai, rischia di legittimare discriminazioni e razzismi.

La Società italiana di antropologia culturale ( SIAC) ha definito il testo ministeriale “del tutto anacronistico rispetto al mondo in cui viviamo” perché rievoca “visioni suprematiste e ideologicamente tendenziose, con rimandi impliciti a strutture totalitarie. La didattica storica/sociale che ne deriva è orientata a una narrazione di matrice ideologica, più che a una formazione storica critica e pluralista.

Questo mette a repentaglio la funzione della scuola come spazio di confronto aperto e democratico.

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