"Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo...." (Lc.2,7)
E’ nato in una stalla per dirci che è presente proprio in quei luoghi dove la bellezza dell’umanità è negata. Per ricordarci che la vera umanità e l’essenza della Sua verità non sono presso le luci e i consumi natalizi delle nostre città, ma nelle periferie abbandonate alla loro miseria, nei campi profughi, agli angoli del mondo dove c’è oppressione ed esclusione. E’ lì che possiamo incontrarLo se siamo ancora capaci di superare i confini della nostra mente e del nostro cuore, se osiamo incrociare direttamente gli sguardi di chi abita questi luoghi.
E’ nato fuori dalla sua città, come molti rifugiati. Per sopravvivere, ha dovuto lasciare il suo Paese. Ha dovuto nascondersi per sfuggire il controllo impietoso delle autorità.
E’ stato perseguitato dal potere politico e religioso del suo tempo, condannato come un colpevole dai grandi tribunali e poi ucciso.
Oggi, milioni di persone innocenti stanno affrontando esperienze simili. La loro dignità umana scompare nei luoghi della guerra, lungo le rotte recintate dal filo spinato, nella povertà della loro condizione di vita, nelle stive asfissianti dei barconi , negli hotspot-prigione; nei respingimenti forzosi dei paesi europei che li condanna a vagare senza meta fino al limite delle forze.
Milioni di persone sono, oggi, l’icona della Sua presenza che assume sembianze africane, medio orientali, asiatiche… e che si esprime in lingue culture, religioni differenti. Sono loro il luogo teologico del Suo prendere forma umana, dentro questo Natale 2015.
Alla stalla di Betlemme, solo i pastori Lo hanno visitato -bambino piccolo e indifeso- e gli hanno rivolto gesti di tenerezza! Nell’umiltà della loro mente e del loro cuore avevano conservato la convinzione che la tenerezza è il vero atteggiamento degno dell’uomo verso i piccoli.
Anche oggi tanti uominini e donne, come i pastori, sanno chinarsi sui piccoli della storia con gesti di solidarietà concreta e, con autentico spirito di servizio sanno “lavare i piedi” a chi è sfinito dal duro cammino della vita.
E’ un esercito mite che opera nel silenzio, che rinuncia ad ogni forma di potere che non sia il costruire l’incontro e la fraterrnità con tutti, soprattutto con gli ultimi, con gli scartati dall’arroganza del potere dominante; è una forza morale e profetica che ci ricorda che esiste un solo solo vero potere politico: l’impegno a costruire la fraternità universale. E’ una forma di contropotere, un segno di contraddizione, ma è anche forza trainante verso politiche e istituzioni non improntate all’indifferenza o lla chiusura ma alla compassione e alla misericordia.
Pax Christi Cremona


