Domenica, 25 agosto 2019 - ore 00.04

POTENZA\ aise\ RINNOVATO L’ASSE DI COOPERAZIONE TRA BASILICATA, GRECIA E ARMENIA

“PORTA COELI INTERNATIONAL ART GALLERY”: Si è tenuta nei giorni scorsi la conferenza stampa per presentare il rinnovato accordo di cooperazione tra “Porta Coeli International Art Gallery & Academy” di Venosa e il Centro di Cultura “ Metamorphosis” di Lepanto.

| Scritto da Redazione
POTENZA\ aise\ RINNOVATO L’ASSE DI COOPERAZIONE TRA BASILICATA, GRECIA E ARMENIA

POTENZA\ aise\ RINNOVATO L’ASSE DI COOPERAZIONE TRA BASILICATA, GRECIA E ARMENIA

“PORTA COELI INTERNATIONAL ART GALLERY”: Si è tenuta  nei giorni scorsi  la conferenza stampa per presentare il rinnovato accordo di cooperazione tra “Porta Coeli International Art Gallery & Academy” di Venosa e il Centro di Cultura “ Metamorphosis” di Lepanto.

Presente Padre Ignatios Stavroupolos, monaco madigrita ortodosso, teologo e segretario della congregazione monastica di Lepanto.

L’iniziativa internazionale – è stato sottolineato - assume particolare rilievo anche in forza dei recenti accordi sottoscritti da Porta Coeli Academy con la “NUR” Art Gallery di Yerevan (Armenia). Anche l’Armenia, infatti, sarà protagonista nell’accordo siglato, consentendo così la costruzione di un vero e proprio asse di laboratorio culturale e artistico sulla rotta ancora inedita Venosa-Lepanto-Atene-Yerevan.

A fare una sintesi della storia della collaborazione con Porta Coeli è stato padre Ignatios: “iniziata sette anni fa con il trasferimento in Basilicata delle icone di scuola bizantina cretese dal monastero di Metamorphosis. Di qui l’inizio di un discorso e, soprattutto, una domanda: come continuare? Come dare sempre più vita ad una lavoro culturale che man mano interessava altri Paesi in virtù del desiderio di conoscenza dell’arte e della cultura? Ecco allora l’illuminazione: attuare un trasferimento al contrario, vale a dire portare il Know how lucano in Grecia, utilizzando, anche, la grande ricchezza dei master e degli studi condotti sulla cultura bizantina. Potrebbe sembrare un paradosso – dice Padre Ignatios – ed in effetti lo è, si è trattato del primo scambio di cultura e arte con le icone che ne fanno parte a pieno titolo dalla Basilicata con il frutto della sua ricerca verso chi le icone le materializza, le produce, le costruisce.

Questo significa interscambio, condivisione, questo è arricchimento reciproco e il tutto dovrà continuare nel tempo, con il coinvolgimento di altre persone, di altri giovani che hanno far away eyes, occhi che guardano lontano”.

In questo contesto, il consigliere Aurelio Pace si è posto un quesito: “cos’è una porta culturale? E’ l’ingresso verso altre culture, finora vissute solo come frutto di studio recondito dai luoghi di provenienza. La sfida è quella di affiancare istituzionalmente una sfida ambiziosa lanciata dai privati già prima che nascesse l’idea e la storia di Matera 2019. Porta Coeli è stata accolta in Armenia dal Ministro della cultura a testimonianza del suo adoperarsi per far crescere il seme dell’arte nelle sue manifestazioni che sono molteplici e ‘colpiscono’ diversi ambiti. Un triangolo ideale – ha sottolineato Pace – tra Armenia, Grecia e Basilicata con un portale in onore della nostra terra. Percorsi della cultura non inventati, ma reali e che devono servire ad uscire da quello che potremmo definire ‘il monologo lucano’. Ecco, non dobbiamo cadere dentro questo monologo, bensì superarlo nel nome della territorialità e di un rapporto duraturo perché autentico.

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