Domenica, 26 gennaio 2020 - ore 04.15

"Cremona nel Mondo": locale e globale sulle Rive del Po |M.Cazzulani

| Scritto da Redazione

Il progetto, ideato da Marco Pezzoni, intende includere in una rete mondiale  la realtà territoriale cremonese. Diversi gli interventi alla cerimonia di  presentazione
Per un mondo che cambia occorrono risposte adeguate. Questo lo spirito con  cui, venerdì, 20 Gennaio, e nata "Cremona nel Mondo": un'associazione che  riunisce cremonesi di nascita, di adozione, emigrati all'estero ed immigrati  da realtà geografiche più o meno lontane. Un progetto inclusivo che, come  illustrato dal Presidente fondatore, Marco Pezzoni, punta alla costruzione  di una città globale, aperta, multiculturale, fraterna, federalista, non  violenta ed europea.

"Siamo dinnanzi all'individualismo imperante - ha dichiarato Pezzoni a  Lombardi nel Mondo - ma, prima o poi, si comprenderà nuovamente il bisogno  di fare rete. Il singolo non può risolvere le grandi problematiche della
globalizzazione, occorre coesione e solidarietà. Nel Mondo d'oggi - ha  continuato - locale e globale sono mescolati in uno stretto rapporto: quello  che accade in Africa ha ripercussioni sul giardinetto di casa nostra a  Cremona".

Lo sa bene anche il Vescovo Carmelo Scampa: cremonese DOC, impegnato nella  propria missione religiosa in Brasile, a Sao Luis de Montes Belos.
Intervenuto alla cerimonia inaugurale dell'Associazione, il Vescovo ha  evidenziato l'importanza del rispetto e della conoscenza delle culture  autoctone, nei confronti delle quali e da evitare ogni tentazione di stampo  colonialistico: non occorre occidentalizzare l'altro, ma, se lo si vuole  davvero aiutare, va compreso ed accettato per le sue caratteristiche.

Un messaggio di profonda visione internazionale, accompagnato dalla  scientifica analisi del Direttore della Fondazione Migrantes, Mons.  Giancarlo Perego. Costui, dopo avere rilevato come circa 80 milioni siano  gli oriundi italiani sparsi per il Mondo, ha supportato il disegno di città  inclusiva ed aperta proposto da Pezzoni. "E un progetto di sicurezza e  solidarietà - ha dichiarato Perego - necessario per assorbire l'immigrazione  in Italia: strutturale ed indispensabile per il funzionamento della nostra  economia".

A spiegare l'utilita pratica di Cremona nel Mondo e stato il Presidente dei  Mantovani nel Mondo, Daniele Marconcini, che, in veste di vicepresidente di  AIKAL-UNIAE, ha evidenziato come l'attenzione sul territorio vada coniugata  con l'imminente Expo del 2015, dunque, con un ragionamento di respiro  mondiale. In particolare, Marconcini ha dichiarato essenziale riannodare i  legami economici e culturali tra i lombardi dell'emigrazione e le realtà
della Pianura Padana, da cui essi provengono.

"La rete degli italiani nel Mondo dovrebbe essere il riferimento principale  per una Manifestazione come l'Expo di Milano - ha dichiarato il Presidente -  ma dovrebbe cogliere anche l'occasione per riannodare i legami tra le due
Italie: quella che vive qui e quella che opera nel mondo. La proposta di una  "Casa degli Italiani" itinerante - ha continuato- riprende e attualizza un  vecchio sogno dell'Expo di Milano del 1906".

Molte le iniziative in cantiere per Cremona nel Mondo, così come le adesioni  già pervenute al progetto voluto da Pezzoni: un centinaio tra accademici,  politici, giornalisti, ingegneri, industriali, diplomatici e semplici  cittadini, attratti da un piano di sviluppo sociale ed umano alternativo e  coraggioso, volto a dare risposte al Mondo che cambia.

Matteo Cazzulani
m.cazzulani@gazeta.pl


Matteo Cazzulani
Freelance Journalist
m.cazzulani@gazeta.pl
http://matteocazzulani.wordpress.com
http://matteocazzulaniinternational.wordpress.com

WWW.LOMBARDINELMONDO.ORG
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La metamorfosi della città tra locale e globale
“Cremona nel mondo “è un progetto cosmopolitico 
Servono nuovi strumenti concettuali e la valorizzazione di nuovi punti di vista e di nuove esperienze
Oltre il modello della sola internazionalizzazione
La “rete” dei cremonesi all’estero allarga e cambia la nostra visione
La novità di una immigrazione “ strutturale” cambia la nostra autocomprensione

Conciliare la lettura di Saskia Sassen “ la città nell’economia globale” con quella della “ città delle reti” di Manuel Castells con quella della “ Carta del nuovo municipio” del movimento altermondialista. 

1)La città come luogo di intersezione tra locale e globale
2)La città come comunità multiculturale
3)La città come società civile capace di autonome relazioni internazionali
4)La città come luogo di riconoscimento e affermazione di nuovi diritti
5)La città  come parte di un sistema urbano globale è in una rete, non in una piramide
6)La città e la società dell’informazione favoriscono una nuova circolazione di senso
7)Il governo urbano non è tanto la struttura del potere locale in sé, quanto l’insieme di meccanismi di negoziazione, partecipazione, governance
8)La città come “arena” del conflitto e del nuovo pluralismo e come “attore” economico  nello scenario internazionale 
9)La città come arena di politiche globali e come resistenza identitaria progettuale
10)La città come reinvenzione culturale e sociale attraverso la democratizzazione della democrazia
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La prima di "Cremona nel Mondo" resoconto dell'incontro

Venerdì 20 gennaio prima iniziativa di " Cremona nel Mondo" con la partecipazione straordinaria di mons. Carmelo Scampa, originario di Scandolare Ripa D'Oglio, attualmente vescovo di Sao Luis de Montes Belos in Brasile.
" Cremona nel Mondo" è un' associazione che unisce cremonesi, cremonesi in diaspora in Italia o emigrati all'estero e  immigrati di prima e seconda generazione. Contemporaneamente è un progetto per una città globale, nonviolenta, multiculturale, europea, federalista, fraterna,
" Cremona abita il mondo e il mondo abita Cremona" ha detto Marco Pezzoni : " le nostre città sono ormai un punto di intersezione tra locale e globale, arena di confronto e conflitto per il riconoscimento di nuovi diritti, reti di autonome relazioni  internazionali con altre comunità locali. Per questo alle paure e al rischio di chiusure localistiche si deve offrire in alternativa un  progetto cosmopolitico nuovo che democratizzi la democrazia, costruisca una comunità multiculturale rispettosa delle differenze, trasformi la visione della città "periferia dell'impero" in attore internazionale, magnete di conoscenze e motore di soluzioni creative sul piano sociale,urbanistico, tecnologico, ambientale".
" Nei 27 Paesi dell'Unione europea sono a rischio povertà o esclusione sociale 114 milioni di persone, di cui circa 15 milioni risiedono in Italia: il 24,7% della popolazione totale . E' evidente il rischio - ha detto Pezzoni - di effetti destabilizzanti sulla coesione sociale e sullo stesso sistema politico. Per la rigenerazione delle nostre democrazie sono dunque importanti quei laboratori di cittadinanaza che propongono una visione nuova della polis e che chiedono all'associazionismo e al volontariato di passare dal pre-politico al politico: non contro i partiti, non dentro ai partiti, ma sullo stesso piano dei partiti con eguale dignità e piena autonomia nella differenza dei ruoli ".

Presentato da Mario Aldighieri, già responsabile della Pastorale della terra in Brasile, il vescovo Carmelo Scampa, parlando delle tante migrazioni in Brasile, ha ricordato i 25 milioni di origine italiana che ormai fanno parte integrante di quel grande Paese. Ma soprattutto ha sostenuto che la Chiesa missionaria non esporta e impone culture " altre", non occidentalizza altri popoli. Anzi favorisce la nascita di un clero locale e di una comunità di fede che assume la cultura del popolo che la professa. Una testimonianza di fede che si fa carico dei gravi problemi sociali irrisolti, della riforma agraria incompiuta, dei contadini senza terra, della droga che colpisce e annichilisce migliaia di giovani nel territorio della sua diocesi. E si è augurato che la consapevolezza che siamo un' unica famiglia umana rigeneri una più forte e autentica solidarietà internazionale. 
Mons. Giancarlo Perego, direttore nazionale della Fondazione Migrantes, ha commentato i dati dell'emigrazione italiana nel mondo, quasi 80 milioni di oriundi; ha sottolineato la novità dell'emigrazione più recente di tanti giovani talenti che ci racconta di una nuova mobilità mondiale che, invece di essere basata sulla competizione economica,  richiederebbe piuttosto una maggiore collaborazione e cooperazione tra gli Stati. Per quanto riguarda l'immigrazione in Italia, ormai divenuta "strutturale" cioè indispensabile per interi settori dell'economia, bisogna passare al più presto, secondo mons.Perego, al riconoscimento dei diritti di nuova cittadinanza come propone la Campagna " L'Italia sono anch'io". Perchè " solo una città inclusiva è una città più giusta, più sicura e fraterna . E solo una conoscenza e "coscienza planetaria" ci possono orientare nel nuovo millennio. Per questo serve ripensare la polis di fronte alle sfide della globalizzazione, un nuovo dialogo interculturale e interreligioso, una visione complessiva che riscatti e ripensi  la città come costruzione sociale viva, come comunità accogliente, plurale e aperta. Per questo serve anche una informazione più corretta, uscendo dalla prigione di luoghi comuni sbagliati come quelli diffusi sui Rom e sui Sinti, comunità che ad esempio in Germania hanno riorganizzato a livello industriale il settore del recupero dei rottami ferrosi e che in Italia tengono in piede l'attività circense, prima in Europa con l'80% dei circhi". 

Sulla stessa lunghezza d'onda Daniele Marconcini, presidente dei Mantovani nel Mondo, che ha sottolineato come lo slogan dell' Expo 2015 " Energia per la vita, nutrire il pianeta" rappresenti una sfida e una sollecitazione, in particolare,  per i nostri territori così fortemente collegati all'agricoltura, all'agroalimentare, alle problematiche del cibo e al destino e all'utilizzo del fiume Po e ha illustrato il progetto Unaie-Aikal in vista di questo appuntamento : " la rete degli italiani nel mondo dovrebbe essere il riferimento principale per una Manifestazione come l'Expo di Milano che certo si rivolge a tutti, ma dovrebbe cogliere anche l'occasione per riannodare i legami tra le due Italie: quella che vive qui e quella che opera nel mondo. La proposta di una "Casa degli Italiani" itinerante riprende e attualizza un vecchio sogno dell'Expo di Milano del 1906. Si tratta dunque di rinsaldare legami sia economici che culturali degli italiani all'estero anche con le comunità d'origine della nostra Pianura, in uno spirito di nuova solidarietà, seguendo le tracce di figure importanti come Madre Cabrini e Geremia Bonomelli" .

Del potenziale turistico delle città d'arte del Po ha parlato anche Fausto Cacciatori, presidente regionale della CNA. In previsione dei 25 milioni di turisti in arrivo da tutto il  mondo per l'Expo 2015 ciascun territorio dovrebbe valorizzare al massimo le proprie capacità di attrazione e le proprie eccellenze: " Cremona dovrebbe promuoversi come comunità mondiale della musica, da Stradivari alle attuali botteghe dei maestri liutai, da Monteverdi a Ponchielli, fino a Mina".
Carla Bellani, vicepresidente delle Acli, ha sottolineato la necessità di una nuova autocomprensione della città che, dentro la crisi economica e sociale attuale, diventa scenario di nuove disuguaglianze e povertà : " la critica alla globalizzazione non può portare a chiusure egoistiche e razziste, anzi ci chiede di riconquistare spazi di democrazia e rigenerare partecipazione a difesa dei beni comuni".
Rosita Viola, per 8 anni direttrice nazionale del Consorzio italiano di solidarietà, una ong molto attiva nei Balcani, ha preannunciato che " Cremona nel Mondo" si occuperà fortemente della cooperazione internazionale, oggi umiliata in Italia, in particolare di quella decentrata o policentrica, che fa perno su attori locali : " Un progetto cosmopolitico deve prendere in considerazione tutte quelle energie e professionalità impegnate negli obiettivi del Millennio: per battere fame e mortalità infantile servono medici, educazione  ma anche un'economia che rispetti la sovranità alimentare di ciascun Paese".
L'assemblea, presieduta da Said Boutaga, responsabile per Cremona nel Mondo del dialogo euro-arabo, si è conclusa con l'impegno di definire con proposte precise la Piattaforma da presentare alle forze sociali ed economiche cremonesi e alle Istituzioni locali in vista dell' Expo dei popoli.

Nota informativa
Il progetto e l'associazione " Cremona nel Mondo" nascono dal confronto e dalla collaborazione tra singole personalità dell'associazionismo cremonese con esponenti dell' immigrazione, portatori di diverse sensibilità religiose e culture, e con la rete di cremonesi all'estero, lnsomma da un lato il mondo è entrato e risiede a Cremona, dall'altro Cremona è parte dell'Europa, aperta al mondo e proiettata nel mondo. 
                                                         

All' associazione " Cremona nel Mondo" hanno cominciato ad aderire economisti, imprenditori, insegnanti, medici impegnati nella cooperazione internazionale, immigrati, cremonesi all'estero, ricercatori, missionari, artisti, giornalisti, rappresentanti del volontariato . Chi è interessato a conoscere progetto e statuto può rivolgersi a Marco Pezzoni marcopezzoni@alice.it

a cura di Marco Pezzoni

 

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