Sabato, 18 maggio 2024 - ore 14.56

"Il mais Ogm uccide come un veleno" Ricerca choc in Francia, Ue: "Verificare"

| Scritto da Redazione

Sotto accusa la variante Nk603 (Monsanto) che può essere solo importata ed è destinata al bestiame. La commissione europea chiede all'Efsa di analizzare i dati. Parigi medita il blocco delle importazioni

 

Da anni infuriano le polemiche sugli Ogm. Sono nocivi alla salute? Devono

essere proibiti? Ma finora nessun studio davvero serio sulla materia era

stato realizzato. Soprattutto un’inchiesta scientifica accurata su un

periodo relativamente lungo (solo inchieste fino a un massimo di 90 giorni).

Adesso, invece, dalla Francia sembrano arrivare le risposte tanto attese. E

il verdetto è di quelli senza appello. Per il professor Gilles-Eric

Séralini, che ha studiato gli effetti di un mais transgenico, “il suo

assorbimento sul lungo periodo agisce come un potente veleno”.

 

Séralini, docente di biologia molecolare e ricercatore presso l’università

di Caen, in Normandia, ha portato avanti il suo studio per due anni, nella

più completa riservatezza, per evitare pressioni e boicottaggi. La ricerca

ha valutato gli effetti del mais Nk 603 (che nell’Unione europea non può

essere coltivato, ma sì importato) e di un erbicida, il Roundup, il cui

utilizzo è in genere associato a quel mais transgenico. Entrambi i prodotti

sono fabbricati dalla multinazionale americana Monsanto. E, va sottolineato,

il Roundup è ormai l’erbicida più venduto al mondo. Séralini e la sua équipe

hanno utilizzato 200 ratti, divisi in tre gruppi: quelli alimentati con il

Nk 603, prodotto con il Roundup. Oppure senza fare ricorso a questo

erbicida. Mentre un gruppo di animali ha mangiato  solo mais non

geneticamente modificato, ma trattato con il Roundup.

 

Ebbene, il confronto è allarmante. «La mortalità è molto più rapida e forte

nel caso del consumo di entrambi i prodotti di Monsanto», ha sottolineato

Séralini al Nouvel Observateur, che pubblica oggi, giovedì, un lungo dossier

sull’argomento. Rispetto a un altro gruppo di ratti, non alimentato con l’

Ogm e il pesticida, il primo fra i 200 è morto a un anno di età (almeno un

anno prima di quelli non «contaminati» dagli Ogm): aveva mangiato il mais

transgenico, trattato con il Roundup. E al diciassettesimo mese dell’

esperimento si è osservato che i ratti alimentati con gli Ogm avevano una

mortalità di cinque volte superiore rispetto agli altri. In generale gli

animali che hanno consumato Ogm hanno riportato tumori alla mammella e danni

gravi al fegato e ai reni.

 

La speranza di vita di un ratto è di due anni, due anni e mezzo. Permettono

di verificare con largo anticipo quello che potrà avvenire a un uomo.

“Riteniamo che le sostanze analizzate – ha precisato il riceratore – siano

tossiche anche per gli uomini. Diversi test che abbiamo effettuato su

cellule umane vanno nella stessa direzione”. “Sono almeno quindici anni che

gli Ogm vengono commercializzati. E’ davvero un crimine che finora nessuna

autorità sanitaria abbia imposto la realizzazione di studi di lunga durata”.

Mercoledì prossimo in Francia uscirà, edito da Flammarion, Tutti cavie (Tous

cobayes), un libro nel quale Séralini illustra la sua ricerca. Ma

soprattutto una sintesi dello studio sarà pubblicata nel prossimo numero di

una prestigiosa rivista, Food and chemical Toxicology. I ricercatori di Caen

non sono degli improvvisati.

 

A livello dell’Unione europea solo due varietà transgeniche sono autorizzate

per la coltivazione, il mais Mon 810, ancora di Monsanto, e la patata

Amflora di Basf. Ma in realtà molti Paesi hanno applicato il divieto

mediante una moratoria (fra quelli la Francia e anche l’Italia). Solo il Mon

810 è davvero coltivato nella Ue, anche se soprattutto in Spagna (l’80%

della superficie totale). Altri 44 prodotti Ogm sono stati autorizzati da

Bruxelles per la commercializzazione, come il mais Nk 603, al centro dello

studio. Sono importati e perlopiù utilizzati per alimentare il bestiame.

Come ha spiegato al Nouvel Observateur Joel Spiroux, collaboratore di

Séralini, «i bovini sono abbattuti troppo presto perché si possano

riscontrare gli effetti negativi degli alimenti transgenici sul lungo

periodo. La speranza di vita di questi animali è compresa fra i 15 e i 20

anni, ma ormai vengono abbattuti a cinque, tre anni , 18 mesi o anche in

precedenza».

 

Intanto, intorno allo studio sta scoppiando un vero putiferio. Il Governo

francese ha già chiesto a Bruxelles “misure che potrebbero portare alla

sospensione d’urgenza dell’autorizzazione a importare il mais Nk 603?. I

Verdi francesi, alleati dei socialisti nell’attuale Esecutivo, chiedono di

andare oltre e di “sospendere tutte le importazioni di Ogm nella Ue”. La

Commissione europea, per voce del commissario alla Salute John Dalli ha

chiesto all’Agenzia per la sicurezza alimentare (Efsa) di analizzare lo

studio di Séralini, le cui posizioni anti-Ogm sono state spesso criticate in

passato dalla comunità scientifica con l’accusa di un approccio troppo

“libero” alla statistica. In ogni caso l’authority alimentare prenderà in

mano i dati dello studio, con la promessa “di trarne le dovute conseguenze”.

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