Domenica, 21 luglio 2019 - ore 08.44

Riforma Costituzionale Giuseppe Azzoni risponde a Franco Verdi : non è una buona riforma

Signor direttore, vorrei contestare nel merito (scusandomi subito per la schematicità cui lo spazio mi costringe) la lettera al giornale con cui l’amico Franco Verdi difende la riforma costituzionale Renzi-Boschi. Intanto non è accettabile la sua tesi: o si cambia o la nazione muore.

| Scritto da Redazione
Riforma Costituzionale Giuseppe Azzoni risponde a Franco Verdi : non è una buona riforma

Dipende da come si cambia: nella storia e nel mondo di oggi certi cambiamenti hanno portato e stanno portando disastri, era meglio non farli. E non è accettabile che ci si impadronisca impropriamente del termine ‘riforma’ per cui chi non condivide una proposta del premier è ‘contro le riforme’: dipende dal contenuto della riforma! Se io

proponessi una riforma diversa da quella che piace a Verdi e lui non fosse d’accordo, io non potrei dire che lui è ‘contro le riforme’ma che è contro la ‘mia riforma’. Per me la Renzi-Boschi è uno stravolgimento in peggio della Costituzione perché sposta il potere dal Parlamento, rappresentativo eletto dai cittadini, al Governo e a chi ne è alla testa. Il Parlamento viene drasticamente indebolito. Il Senato diventa una specie di dopolavoro non eletto che dà, salvo particolari occasioni, pareri non vincolanti. Si poteva eliminare ma allora occorreva sostituirne la funzione di contrappeso (che spesso, anche recentemente, è risaltata come necessaria per evitare notevoli sbagli... e gli sbagli nelle leggi non sono bazzecole). Così si è tenuto un senato paravento per evitare altri contrappesi. La Camera dei deputati intanto grazie all’Italicum, una legge elettorale ad hoc, potrà non

rappresentare più la maggioranza del popolo ma un partito beneficato da un esagerato premio di seggi che lo fa diventare artificialmente maggioranza. La Camera per di più sarà composta da un forte numero di deputati ‘nominati’(e ‘nominandi’in

caso di crisi) dal segretario di quel partito, probabilmente anche capo del governo. Questo non è più lo spirito della Costituzione uscita dall’accordo tra le forze della Resistenza. Questa non è ‘democrazia decidente’come dice l’amico Verdi. E’un modo per far decidere a ‘chi comanda’, oggi Renzi domani chissà. Meglio, io dico, impegnarsi intanto per attuare davvero la eccellente Costituzione che abbiamo e poi per operare riforme ma in senso di maggiore democrazia e non al contrario.

Giuseppe Azzoni (Cremona)

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