Lunedì, 21 ottobre 2019 - ore 12.22

Roma 41° Congresso del Partito Radicale. Eletti Maurizio Turco, segretario, e Irene Testa, tesoriere. | Sergio Ravelli

Roma 41° Congresso del Partito Radicale. Eletti Maurizio Turco, segretario, e Irene Testa, tesoriere.

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Roma 41° Congresso del Partito Radicale. Eletti Maurizio Turco, segretario, e Irene Testa, tesoriere. | Sergio  Ravelli

Roma 41° Congresso del Partito Radicale. Eletti Maurizio Turco, segretario, e Irene Testa, tesoriere. | Sergio  Ravelli

Sergio Ravelli(Cremona )è risultato il primo dei non eletti al Consiglio Generale)

Maurizio Turco e Irene Testa: sono rispettivamente il nuovo segretario e il nuovo tesoriere del Partito Radicale: eletti praticamente all’unanimità, a conclusione di tre giornate di lavoro che hanno visto impegnati i circa cinquecento iscritti, che hanno partecipato al 41esimo congresso del Partito tenutosi presso l'Auditorium Antonianum di Roma. Si tratta insieme di un punto di arrivo, e di un punto di partenza.

Il congresso ha confermato la natura transnazionale e transpartito del Partito Radicale. Ciò significa che non viene meno il principio che si può iscrivere chiunque, anche persone che aderiscono ad altre organizzazioni. La mozione politica approvata praticamente all’unanimità (una decina gli astenuti) ricalca e recepisce il contenuto della relazione che Turco, nella sua veste di rappresentante legale del Partito, ha tenuto in apertura dei lavori. Un “recupero” e un esplicito richiamo alle lotte di Pannella e dei radicali negli anni ’80 e ’90 contro lo sterminio per fame nel mondo, quando – inascoltato – Pannella mise in guardia: “Se non ci occupiamo ora e subito dell’Africa e della tremenda situazione in cui vivono le loro popolazioni, piagate da guerra, fame e malattie, presto sarà l’Africa ad occuparsi di noi”. Pannella in quegli anni elaborò un manifesto-appello che “descriveva” tutti i passaggi che l’Occidente avrebbe dovuto compiere, sotto forma di aiuti allo sviluppo e interventi umanitari, per salvare milioni di vite umane e le bibliche migrazioni che Banca Mondiale e agenzie dell’ONU prevedono entro il 2050 di centinaia di migliaia di profughi. Quel manifesto-appello di Pannella venne poi nel corso di pochi mesi sottoscritto e fatto proprio da oltre cento premi Nobel.

Nella mozione, si legge  “che il sistema dei diritti umani fondamentali, attualmente sotto attacco sia a livello nazionale che a livello internazionale, anche da parte di paesi con riconosciuta tradizione democratica, costituisce una piattaforma non negoziabile in quanto tesa a garantire ad ogni persona di qualsiasi nazionalità, sesso, religione, il minimo di diritti volti a riconoscere la stessa dignità umana”. Fatta questa premessa, si ricorda appunto che si vive in un mondo nel quale, secondo le stime della Banca Mondiale, non è garantita, ad almeno 736 milioni di persone una soglia minima di dignità della vita, dal momento che sono costrette a vivere con meno di 1,90 dollari al giorno. E si individua come urgenza inderogabile il mettere in campo iniziative politiche concrete a fronte del fatto che centinaia di milioni di persone, “concentrate in India e Bangladesh e nell’Africa sub-sahariana sono sterminate dalla fame e dalla sete, dai cambiamenti climatici e da politiche predatorie, e che per sfuggire dalle condizioni inumane dei propri territori, danno vita agli imponenti ed inarrestabili fenomeni migratori verso i cosiddetti paesi sviluppati”.

Sono inoltre stati confermati come obiettivi fondamentali: 1- la scelta federalista e per gli Stati Uniti d’Europa, unica alternativa all’attuale assetto istituzionale dell’Unione Europea intergovernativa che ha alimentato ed alimenta i nazionalismi, i populismi e i protezionismi; 2- la necessità che il diritto alla conoscenza entri a pieno titolo del sistema dei diritti umani fondamentali, essendo il diritto alla conoscenza fondamentale per consentire alle persone di potersi liberamente auto-determinare, con ciò costituendo il naturale antidoto ai populismi che, uniti ai nazionalismi e ai protezionismi, mettono in percolo, come la storia insegna, la stessa pace mondiale.

Quella approvata a conclusione del 41 congresso è un documento che impegna i radicali in un ventaglio di iniziative da sviluppare in sede ONU, presso il Parlamento Europeo e altri organismi internazionali, nell’arco di cinque anni.

8.7.2019

www.radicalicremona.it

 

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