Sabato, 20 luglio 2019 - ore 21.42

I RADICALI SOSTENGONO LE RAGIONI DELL'ASTENSIONE DALLE UDIENZE DEGLI AVVOCATI PENALISTI di Sergio Ravelli

RIFORMA DELL’ORDINAMENTO PENITENZIARIO. Parlamento e Governo devono adoperarsi affinché il decreto attuativo della riforma dell’ordinamento penitenziario completi al più presto il proprio iter normativo

| Scritto da Redazione
I RADICALI  SOSTENGONO LE RAGIONI DELL'ASTENSIONE DALLE UDIENZE DEGLI AVVOCATI PENALISTI di Sergio Ravelli

I RADICALI  SOSTENGONO LE RAGIONI DELL'ASTENSIONE DALLE UDIENZE DEGLI AVVOCATI PENALISTI di Sergio Ravelli

RIFORMA DELL’ORDINAMENTO PENITENZIARIO. Parlamento e Governo devono adoperarsi affinché il decreto attuativo della riforma dell’ordinamento penitenziario completi al più presto il proprio iter normativo.

Siamo in presenza di una riforma attesa da oltre 40 anni che consente di riportare l’esecuzione penale entro una cornice di legalità costituzionale e costituisce l’adempimento di un impegno assunto dall’Italia in sede europea dopo l’umiliazione della condanna subita nel 2013 nel caso Torreggiani.

In assenza di una forte volontà politica sarà vanificato il lavoro degli Stati Generali dell'Esecuzione Penale iniziati nel maggio 2015 e mortificato il lavoro di tutti coloro che in questa riforma ci aveva creduto come atto di civiltà non più prorogabile. Quando si parla di carcere si crede, a torto, che ad essere coinvolte siano solo le persone che hanno diretto contatto con la detenzione: gli oltre 58 mila detenuti (per circa 45mila posti letto), i 33 mila agenti di polizia penitenziaria e gli operatori giuridico-pedagogici, in numero assai ridotto rispetto alle reali necessità. Quando ci si interessa al carcere, in realtà, non si parla solo di loro, ma anche di noi, perché non esistono discariche sociali, ma solo luoghi in cui la democrazia perde pezzi.

Nella convinzione che sia ancora possibile giungere all'approvazione della riforma, il Partito Radicale sostiene con convinzione le ragioni dell’astensione dalle udienze proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane.

Cremona, 2.5.2018

Sergio Ravelli

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