Sabato, 15 maggio 2021 - ore 19.42

Roma Pensionati , uomini in piazza contro la violenza sulle donne

Lo scorso 8 marzo i i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil si sono ritrovati in piazza del Popolo a Roma per un sit sotto lo slogan “Cari uomini, abbiamo un problema”

| Scritto da Redazione
Roma Pensionati , uomini in piazza contro la violenza sulle donne

Roma Pensionati , uomini in piazza contro la violenza sulle donne

Lo scorso 8 marzo i i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil si sono ritrovati in piazza del Popolo a Roma per un sit sotto lo slogan “Cari uomini, abbiamo un problema”. Il presidio fa seguito all’appello (www.abbiamounproblema.it) lanciato proprio pochi giorni fa dai tre segretari generali dei sindacati dei pensionati, Ivan Pedretti, Carmelo Barbagallo e Piero Ragazzini. Un appello che vuole scuotere le coscienze, degli uomini innanzitutto, e spingere a un cambiamento radicale di atteggiamenti e comportamenti.

In tanti sono arrivati in Piazza del popolo sfidando le distanze e la pioggia. Come Carmelo Gullì, dello Spi Cgil di Reggio Calabria, partito stamattina prima dell’alba. “Sono in piazza contro la violenza. Bisognerebbe iniziare a pensare all’8 marzo non solo come una festa. È arrivato il momento di capire perché i diritti delle donne sono messi in pericolo in un momento storico come quello che stiamo attraversando”.

“Il problema è tutto degli uomini. Siamo noi, con la nostra cultura, a causare violenza. È giusto riflettere sulle cause della violenza sulle donne. Dobbiamo farlo oggi ma anche tutti i giorni”, dice Giuseppe Di Girolamo, dello Spi del Veneto, anche lui in piazza. “La violenza si esprime sul lavoro, perché se c’è una crisi le donne sono le prime a perdere lavoro, perché hanno le pensioni più basse, perché prendono stipendi più bassi. Queste sono tutte forme di violenza”.

“Il problema è la violenza maschile contro le donne e non possiamo più fare finta di niente”, si legge nell’appello. “Perché siamo noi uomini i violenti, non ci sono scappatoie. È una violenza strutturale che ha radici profonde e tante facce, il femminicidio è solo quella più estrema e più visibile”, si legge nell’appello. “Vive nelle azioni quotidiane, nel lavoro, nella società, negli stereotipi e nella cultura, in famiglia, nel rapporto di coppia. La parità di genere perde di senso se si trasforma in un artificio retorico dietro al quale ci nascondiamo e ci mettiamo a posto la coscienza”.

Fonte : liberetà

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