Al via a Bologna l’8° Convegno Nazionale di SOS Dislessia
Scuola, DSA e Intelligenza Artificiale: la rivoluzione digitale corre, l’Italia frena
La provocazione degli esperti: “Se l’IA scrive al posto nostro, ha ancora senso insegnare a leggere e a scrivere?”
Bologna, 10 marzo 2026 – L’intelligenza artificiale scrive testi, riassume libri, corregge compiti e traduce in tempo reale. Gli studenti la usano già ogni giorno. La scuola italiana, invece, discute ancora se vietarla. È da questa contraddizione che nasce la provocazione dell’8° Convegno Nazionale di SOS Dislessia, in programma il 20 e 21 marzo a Bologna, presso lo ZanHotel: “Mouse o matita? Se l’intelligenza artificiale scrive al posto nostro, ha ancora senso insegnare a leggere e a scrivere?” Una domanda volutamente scomoda che riunirà neuroscienziati, psicologi, pedagogisti, operatori della scuola e innovatori digitali per discutere del futuro dell’educazione nell’era dell’intelligenza artificiale.
Sul tavolo c’è anche una questione più ampia: il ritardo con cui il sistema scolastico italiano sta affrontando la trasformazione digitale. “La rivoluzione tecnologica è già avvenuta, ma la scuola italiana continua a inseguirla tra divieti e paure - spiega Giacomo Stella direttore scientifico di SOS Dislessia e tra i massimi esperti italiani di Disturbi Specifici dell’Apprendimento - “se continueremo a rispondere al cambiamento con restrizioni e tabù, rischiamo di rendere la scuola sempre più inaccessibile proprio per gli studenti che avrebbero più bisogno della tecnologia”.
I dati. In Italia oltre il 5% degli studenti ha una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento – dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia – e per molti di loro strumenti digitali, sintesi vocale, software di scrittura e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale rappresentano un supporto fondamentale per accedere ai contenuti e studiare con maggiore autonomia. Le ricerche più recenti mostrano infatti che questi strumenti possono migliorare motivazione, fiducia in sé stessi e risultati scolastici, riducendo il carico cognitivo sulle abilità più fragili e permettendo agli studenti di concentrarsi sulla comprensione e sul pensiero critico. Ma gli studi indicano anche un altro dato importante: la tecnologia da sola non basta. I risultati migliori si ottengono quando gli strumenti digitali sono inseriti in un contesto educativo preparato, con docenti formati, compagni informati e ambienti realmente inclusivi. Quando invece la tecnologia viene vietata o utilizzata come semplice scorciatoia, il rischio è quello di creare nuove forme di esclusione, meno visibili ma non meno profonde. La trasformazione digitale ha già cambiato il modo in cui apprendiamo. Scriviamo sempre meno a mano, leggiamo sempre più su schermi, ascoltiamo testi invece di leggerli e affidiamo memoria, calcolo e perfino la produzione di contenuti agli algoritmi. Viviamo ormai in una dimensione “onlife”, per usare l’espressione del filosofo Luciano Floridi, in cui vita online e offline si intrecciano continuamente. La domanda che attraverserà il convegno è quindi inevitabile: il nostro cervello sta cambiando più velocemente della scuola?
Il programma. Durante le due giornate di lavoro interverranno numerosi studiosi ed esperti del mondo della ricerca, della clinica e dell’innovazione educativa. Tra questi lo stesso Giacomo Stella, Alessandro Rossi, Fabio Celi, Christina Bachmann, Daniela Di Donato, Stefania Millepiedi, Vincenzo Ciccarese e Claudia Liuzzi, insieme a figure impegnate nello sviluppo di modelli di scuola innovativa come Samanta Parise, Daniele Barca e Salvatore Giuliano. Il confronto toccherà temi diversi ma strettamente collegati tra loro: dal funzionamento del cervello alla lettura digitale, dall’adolescenza nell’era degli algoritmi all’uso dell’intelligenza artificiale nella scuola primaria e secondaria, fino al ruolo delle tecnologie accessibili e della robotica nei processi di apprendimento. Il filo conduttore che attraverserà l’intero convegno è semplice ma radicale: in un mondo in cui i contenuti sono ovunque, la scuola non può più limitarsi a trasmettere informazioni. Il suo compito diventa insegnare a distinguere, interpretare e comprendere.
“La vera questione non è scegliere tra mouse o matita, tra carta o schermo - conclude Stella - “la domanda è che tipo di studenti e di cittadini vogliamo formare in un mondo in cui l’intelligenza artificiale è già parte della nostra vita quotidiana”.
Il convegno è rivolto a docenti, clinici, dirigenti scolastici, professionisti dell’educazione e famiglie. Sono previsti crediti ECM per i clinici e crediti MIM per i docenti e l’iscrizione è possibile anche tramite Carta del Docente.
Per informazioni e iscrizioni: https://www.sosdislessia.com/convegno-nazionale-2026
Info: 347 7886581 - info@sosdislessia.com
Per contatti stampa
Natascia Maesi
335 1979414
natascia.maesi@gmail.com



