Lunedì, 25 marzo 2019 - ore 00.47

Smuraglia (Anpi), Italicum e riforma Senato diminuiscono spazi di democrazia

Un intervento appassionato del presidente nazionale dell’Anpi, dal palco del XVII Congresso della Cgil

| Scritto da Redazione
Smuraglia (Anpi), Italicum e riforma Senato diminuiscono spazi di democrazia

“C’è sempre bisogno di difendere gli spazi di democrazia. Perché questi diminuiscono quando due persone estranee al Parlamento trovano un accordo sulla legge elettorale, imponendola poi ai relativi partiti. Una legge elettorale che è l’esatto contrario di quanto promesso per anni, che ancora una volta non dà la parola ai cittadini, non fa scegliere i propri rappresentanti, creando un Parlamento di nominati. Questa è cattiva politica, ed è anche riduzione degli spazi di democrazia”. Un intervento appassionato quello di Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi, avvocato ed ex senatore dei Democratici di Sinistra, dal palco del XVII Congresso della Cgil, apertosi oggi a Rimini. Un intervento centrato sulle declinazioni della parola “democrazia” e sugli assalti che essa sta subendo, che ha incontrato il favore della platea, che gli ha tributato un lungo e sentito applauso.

Dopo la bocciatura della legge elettorale avanzata dal governo, il cosiddetto “Italicum”, Smuraglia è passato all’esame della proposta di riforma del Senato. “Vi è sicuramente l’esigenza di differenziare il lavoro delle due camere, visto l’allungamento dei tempi che spesso comporta l’uguaglianza dei loro compiti, anche se altrettanto spesso questo ha comportato il miglioramento dei provvedimenti” ha detto. Ma la proposta in campo è un “mostriciattolo che svuota totalmente il Senato, facendo venire meno l’elettività, la funzione di rappresentanza delle autonomie locali, il ruolo di garanzia democratica”. Un risultato gravissimo, soprattutto se l’Italicum “verrà approvato con un forte premio di maggioranza per la coalizione vincitrice delle elezioni: avremmo allora una sola camera, con un’enorme maggioranza di governo, e questo in democrazia non è accettabile”. A questo si somma, inoltre, la volontà dell’esecutivo di “introdurre un nuovo istituto, quello della votazione a data certa dei provvedimenti del governo, dando così al governo il potere di decidere l’agenda del Parlamento, facendo praticamente scomparire ogni iniziativa di carattere parlamentare”.

Fonte. Rassegna sindacale

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