Sabato, 02 marzo 2024 - ore 11.48

Sparisce l’insegnamento del latino ed aumentano le slot di Igor Paulinich (Cremona)

Nel Paese dove è nato l’Umanesimo gli ultimi governi, dopo aver paurosamente aumentato le concessioni alle sale slot, hanno abolito lo studio della lingua latina nel triennio di alcuni istituti superiori

| Scritto da Redazione
Sparisce l’insegnamento del latino ed aumentano le slot di Igor Paulinich (Cremona)

Gentile direttore, sono poche e spesso assai specifiche le testate che riferiscono i dati che a mia volta rivelerò. In Italia la percentuale di migranti che si fermano e possiedono un titolo di laurea è di poco inferiore al 10%. In Norvegia, Svezia, Regno Unito la percentuale di migranti che si fermano e possiedono un titolo di laurea oscilla tra il 40 ed il 50%. Un caso? No. Tutto sta nella maggiore attrattività culturale (relata refero) che questi Paesi possiedono rispetto al nostro. Non tanto per nascita di talenti, perché noi non siamo inferiori a nessuno, bensì per opportunità di un lavoro dignitoso soprattutto nell’ambito della ricerca, della cultura, della medicina, dell’arte. Nel nostro Paese un lavoro dignitoso è cosa ardua anche per un laureato italiano di nascita e cittadinanza, e ciò spiega, ma non credo assolutamente debba anche giustificare, la crescente ondata xenofoba da anni in atto da noi. Perché purtroppo la stragrande maggioranza dei migranti che si fermano da noi, essendo inqualificati, saranno eterni disoccupati, e dalla disoccupazione alla delinquenza, senza alcun giudizio morale, il passo è breve. Facciamoci da italiani un esame di coscienza: nel Paese dove è nato l’Umanesimo è mai possibile che i tre o quattro ultimi governi, dopo aver paurosamente aumentato le concessioni alle sale slot, abbiano abolito lo studio della lingua latina nel triennio di alcuni istituti superiori, che l’assistenza ai disabili mentali sia costantemente ridotta a colpi di pensionamento di luminari e che molti noti artisti chiedano sovvenzioni a Paesi ‘culturalmente più attrattivi’per poter continuare a lavorare? E che molti Paesi che vogliano candidare al Nobel un nostro studioso fuggito gli chiedano sempre, come clausola, la rinuncia alla cittadinanza italiana?

Igor Paulinich (Cremona)

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