Sabato, 13 giugno 2026 - ore 16.28

Spinadesco , il paradiso dei pescatori di Giorgio Brabieri

Spinadesco è un paese sull'acqua. Appena sotto scorrono il Canale Navigabile, il cavo Morbasco, i fiumi Adda e Po. E' una zona che per i pescatori è un vero e proprio paradiso.

| Scritto da Redazione
Spinadesco , il paradiso dei pescatori di Giorgio Brabieri Spinadesco , il paradiso dei pescatori di Giorgio Brabieri

Da vecchio pescatore prendo spunto da un libro del 2003 scritto da Maria Luisa D'Attolico e Fiorella Lazzari dal titolo 'Spinadesco si racconta...', una splendida pubblicazione fotografica curata nell'impaginazione dal grande artista Ezio Quiresi, fotocomposta dallo Studio Pi-Tre e stampata da Fantigrafica. Il sindaco di allora Alfredo Gardani e l'assessore alla cultura Mariano Mondoni nella prefazione scrivevano che le storie reali ed i personaggi del libro avevano il compito di servire come testimonianza alle generazioni future.

Spinadesco è un paese sull'acqua. Appena sotto scorrono il Canale Navigabile, il cavo Morbasco, i fiumi Adda e Po. E' una zona che per i pescatori è un vero e proprio paradiso. Chi va sul Canale Navigabile sceglie di solito proprio la zona di Spinadesco perchè l'acqua è più pulita, gira parecchio pesce e c'è grande tranquillità. Non ci si sporca perchè ci si posiziona sul cemento e non in mezzo al fango.Uno specchio d'acqua sul quale si sono svolti campionati mondiali (2008) e italiani di pesca. Per pescare nel Navigabile però occorre, oltre alla licenza di pesca, anche il tesserino annuale della Fips. Bastano una canna di adeguata lunghezza, un mulinello, un galleggiante (el tapo), un po' di piombini, un amo e l'esca. Nel Canale di solito si usano lombrichi (beeghe) o cagnotti, le larve di mosca carnaria. Si pescano prevalentemente carassi, bremm, qualche carpa, poche amboline. Vietata la pesca con il bilancino.

Adesso provo ad indicarvi la strada che porta al Po e alle sue lanche. Si entra dalla via Milano a Spinadesco. Si passa il paese sino alla strada (curva a scendere sulla sinistra) che porta al Canale Navigabile. Si supera il ponte e si va sempre dritto anche quando la strada diventa sterrata. Ad un certo punto la strada va verso il basso (a destra) e si nota un vecchio furgone abbandonato in mezzo alle erbacce. Si gira appena appena a destra e c'è un sentiero che va dritto in mezzo alla vegetazione. In auto non si passa, con lo scooter o la bici sì. Così si arriva ad una lanca che a destra batte contro il pennello sul Po e a sinistra va a finire nella canalina che arriva a sfociare nel fiume all'altezza del Manola. Qui è meglio pescare a fondo, cercando di catturare qualche anguilla o carpa utilizzando come esca la beega o il granoturco. E' possibile che abbocchi anche qualche pescegatto, sicuramente carassi e bremm non mancano.

Scendendo invece a sinistra dall'argine, sempre su una strada sterrata (anche con qualche buca di troppo) si arriva al Manola, località in cui molti cremonesi passano le giornate d'estate nelle loro casottine in muratura. Una volta sulla sinistra c'era una osteria dove  si mangiavano amboline e pescegatto fritti dopo un piatto di salumi e davanti ad un buon bicchiere di vino fresco. Quando ha chiuso è comunque rimasta per anni sulla strada una 'tromba' per l'acqua, dove i pescatori si fermavano di ritorno da una giornata sul fiume per dissetarsi e bagnarsi un po'. Adesso non c'è più nemmeno quella. Al Manola si può pescare nella canalina o direttamente nel fiume. Lì dove l'acqua è più fonda sono stati avvistati gli ultimi storioni del nostro fiume.

Superato il Manola si viaggia in direzione Cremona su una strada sabbiosa e polverosa. Qui si incontra sulla destra (c'è un largo spiazzo) una prima lanca che è aperta verso il Po. In questo grande specchio d'acqua è facile pescare con il bilancino i cefali, pesci che arrivano dal mare e che non riescono più a tornare verso casa. I cefali viaggiano a pelo d'acqua dove c'è un po' di corrente. E' un pesce che appena si sente sfiorato dalla rete riesce a volare per alcuni metri. E' uno spettacolo da vedere e una rabbia per il pescatore che si vede la preda sfuggire. Qualcuno nella mia rete c'è finito ed ha portato in tavola il gusto ed il sapore del mare. Io pesco ma il pesce non mi piace, a parte qualche ambolina fritta.

Quasi davanti alla Maginot ci sono altre due lanche, nascoste dallo spiaggione che si allunga verso il fiume. La prima è piccola, profonda, quasi un buco nella sabbia. Ma si possono pescare alborelle e pesce bianco. La seconda arriva sino alla immissione della canalina in Po e costeggia il pennello dove c'è il Cristo in legno. Qui si può pescare con il tappo o a fondo, ci sono discrete carpe e pescigatto. E' tempo di tornare a casa, si può rientrare da Spinadesco oppure tagliare in mezzo ai campi per arrivare sull'argine dove c'è la pista delle moto e il ponte sul Mandracchio.

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