Sabato, 14 dicembre 2019 - ore 06.35

Storti.Tamoil:la battaglia difensiva ci farà perdere.

| Scritto da Redazione
Storti.Tamoil:la battaglia difensiva ci farà perdere.

Storti. Berlusconi dimettiti. Tamoil:la battaglia difensiva ci farà perdere.
Il 21 gennaio è stato il 90° anniversario della fondazione del PCI..Il PCI di Gramsci,Togliatti,Longo e Berlinguer.Questa data è ormai solo un ricordo nella storia.
Pur venendo da quella scuola non sono un nostalgico. Direi che in modo convinto ho intrapreso la strada del cambiamento e oggi credo che il Partito Democratico, come dice Veltroni forza di centro-sinistra, possa essere non l’erede di quella sinistra ma il soggetto che è in grado di andare oltre quella esperienza e di disegnare una società che nella sua modernità deve essere più giusta e solidale.
Ma siamo ancora nel tunnel.
Berlusconi si dimostra molto radicato fra la gente, i sondaggi gli danno ancora fiducia e nonostante gli scandali resiste e non si dimette. Non ha senso dello Stato !!  Che strumenti vi sono per scalzare colui che non solo danneggia l’Italia all’estero ma che non da prospettive ai giovani ? Sicuramente il voto.
Bene ha fatto Saviano a dedicare  la sua laurea ad  “honoris causae”   ai magistrati di Milano. Una scelta di campo chiara ed inequivocabile.
Bene sta facendo il PD di Bersani a raccogliere le firme sotto la richiesta “ Berlusconi dimettiti” .
Non è una iniziativa populista come alcuni amici dicono.
C’è bisogno di dare un senso alla battaglia d’opposizione e questo è uno strumento di visibilità forte che taglia in due la mela e colloca i democratici e gli italiani dalla parte sana.
Anche chi non vota PD, ma è all’opposizione, dovrebbe sentirsi impegnato in questa iniziative.
La crisi economica morde, ormai siamo quasi arrivati all’osso. I dati sulle ore di cassa integrazione sono sbalorditivi. Forse è in atto una crescita economica  ma questa si accompagna ad una persistente diminuzione di occupazione.
Anche a Cremona la crisi della Tamoil è emblematica di una situazione. La proprietà per logiche aziendali ha deciso di sbaraccare l’impianto mettendo i lavoratori nell’angolo.
Vi è un aspetto di cui pochi parlano però.
La città,il territorio,hanno fino ad oggi lasciato soli i lavoratori della Tamoil.
La sensazione è che  pochi vogliano difendere la Tamoil così com’è. Insomma è un impianto che da anni inquina e perché mai dovrebbe essere salvata?.
Gli stessi lavoratori ed il sindacato danno la sensazione di voler difendere gli impianti così come sono e di non affrontare il tema della riconversione.
Necessita una riflessione diversa. E’ giusto e doveroso difendere i posti di lavoro diretti ed indiretti ma questo a mio avviso non potrà passare da una battaglia tesa a difendere l’esistente impianto ma da una iniziativa che salvando l’occupazione sia in grado di proporre una prospettiva aziendale diversa.
Non solo i verdi hanno proposto  la trasformazione dell’impianto in una struttura che riconvertita produca energia pulita. Molte altre forze, anche economiche, potrebbero essere interessate.
In questa riflessione sulla riconversione vi dovrebbe anche essere l’obiettivo della bonifica.
Ecco su due parole d’ordine come riconversione e bonifica forse la città, i giovani e gli altri lavoratori potrebbero scendere in lotta a fianco dei lavoratori della Tamoil.
Una sola battaglia di difesa e di resistenza non porterebbe da nessuna parte  e l’uscita dal tunnel nel quale siamo  risulterebbe molto più difficile se non impossibile.
Gian Carlo Storti
www.welfarecremonanetwork.it
storti@welfareitalia.it

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