Domenica, 16 giugno 2019 - ore 01.38

STUDIO EPIDEMIOLOGICO SUL CREMONESE SERVE COLLABORAZIONE TRA ATS E ARPA

Si è svolta nei giorni scorsi all’interno della Commissione Sanità della Regione Lombardia l’audizione, richiesta dal Movimento 5 Stelle, che ha visto protagonista il Dott. Paolo Ricci Direttore dell’Osservatorio Epidemiologico dell’ATS Val Padana.

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STUDIO EPIDEMIOLOGICO SUL CREMONESE  SERVE COLLABORAZIONE TRA ATS E ARPA

STUDIO EPIDEMIOLOGICO SUL CREMONESE  SERVE COLLABORAZIONE TRA ATS E ARPA

Si è svolta nei giorni scorsi  all’interno della Commissione Sanità della Regione Lombardia l’audizione, richiesta dal Movimento 5 Stelle, che ha visto protagonista il Dott. Paolo Ricci Direttore dell’Osservatorio Epidemiologico dell’ATS Val Padana.

Il Dottor Ricci ha sottolineato la situazione di importante pressione ambientale cui è sottoposta la città di Cremona da parte di aziende manifatturiere, in particolare l’acciaieria, per quanto riguarda l’emissione in atmosfera di polveri sottili che si caricano di altri micro-contaminanti che una volta sprigionati nell’aria ricadono al suolo. L’area di ricaduta di tali emissioni è estesa, oltre al comune di Cremona, anche ad alcuni comuni limitrofi, quali Sesto ed Uniti, Spinadesco, Bonemerse, Gerre de’ Caprioli e Crotta d’Adda. I dati in possesso della ATS Val Padana registrano un’incidenza preoccupante di malattie nella città di Cremona e nei suddetti paesi limitrofi che è superiore rispetto al resto della provincia; ad esempio: tumore al polmone (+ 7 % in città), leucemie (+ 23 % in città, + 81 % nei paesi limitrofi), ospedalizzazione per patologie respiratorie (+ 14 % in città, + 33 % nei paesi limitrofi). Tali fattori hanno suggerito all’Osservatorio Epidemiologico e al Servizio Salute e Ambiente di ATS Val Padana, in collaborazione con autorevoli ricercatori, di condurre una articolata indagine epidemiologica, tutt’ora in corso.

Lo studio ha diversi obiettivi, tra i quali: costruire un modello di ricaduta al suolo delle emissioni totali di polveri sottili; calcolare i casi di malattia attribuibile all’esposizione in studio; controllare il follow up, attraverso vari indicatori di salute, di una coorte di nati nell’area di ricaduta costruita dal modello; studiare gli Eventi Avversi della Riproduzione (EAR) nella medesima area di ricaduta; realizzare lo studio caso-controllo sulle leucemie registrate nel Registro Tumori ATS per verificare se l’esposizione in questione sia maggiore nei casi (malati di leucemia) rispetto ai controlli (non-malati di leucemia). Consapevoli del fatto che non è possibile realizzare lo studio epidemiologico ideale, l’equipe guidata dal Dottor Ricci ha avviato uno studio di coorte nei soggetti nati tra il 2003 ed il 2012 con l’intento di analizzare le possibili correlazioni tra l’inquinamento ambientale e la salute dei cittadini. A tal proposito, dichiara il

Consigliere regionale del M5S Degli Angeli che ha partecipato all’audizione: “È doveroso sottolineare la grande importanza che assume la collaborazione tra ente sanitario ed ente ambientale, quindi tra ATS e ARPA; ci auguriamo una stretta collaborazione tra questi due enti, così come auspichiamo che le direzioni regionali Welfare e Ambiente inizino a fare un percorso condiviso per trovare un connubio tra queste due materie che sono strettamente legate e sempre di più devono camminare insieme”. È dunque necessario mettere a disposizione le competenze di cui si dispone per lavorare sul modello di ricaduta (cioè quanto inquinamento viene registrato per km2) per avere dati scientifici esatti sulla correlazione tra malattia e inquinamento per determinate patologie”. Continua il Consigliere Degli Angeli: “Particolarmente interessante è la situazione in cui vengono a trovarsi i paesi limitrofi a Cremona che, oltre alla presenza di agenti inquinanti nel proprio comune, si trovano a dover fronteggiare l’incidenza delle attività della città. Tra questi quello che merita una menzione particolare è Crotta d’Adda in cui insiste un impianto di biogas, in cui sono presenti numerose aziende zootecniche e che già ospita una voluminosa discarica di rifiuti d’acciaieria (oltre 1 milione di metri cubi). L’ultima attività, in ordine di tempo, che dovrebbe essere inserita in questo territorio è un impianto di compostaggio della ditta SOVEA. Un eventuale assenso a questo impianto andrebbe gioco forza ad aggravare la situazione ambientale di questo territorio. Lunedì 21 gennaio si svolgerà presso la sede della Provincia di Cremona la Conferenza dei Servizi decisiva per dirimere la questione”. 

 

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