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Tamoil. Rossoni-Soregaroli:linee divaricanti .La vedo dura.

| Scritto da Redazione
Tamoil. Rossoni-Soregaroli:linee divaricanti .La vedo dura.

Tamoil. Rossoni-Soregaroli:linee divaricanti .La vedo dura.
Lo scorso venerdì 25 febbraio u.s. si è svolto il Consiglio Comunale di Cremona per fare il punto sulla situazione Tamoil e sulle possibile prospettive.
Erano presenti tutte le  rappresentanze istituzionali ( Provincia di Cremona,Regione Lombardia,Parlamentari  locali, le forze politiche rappresentate in Consiglio ecc.) oltre a  Cgil-Cisl-Uil, alle RSU Tamoil e molti lavoratori.
Il clima generale è stato di grande solidarietà ai lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro.
Il Sindaco Perri,che ha aperto  i lavori, con un discorso bipartisan, ha richiamato  le iniziative fin qui svolte e la conferma del totale impegno della sua amministrazione  nel proseguo dell’iniziativa.
Gianni Rossoni, Consigliere Regionale, oltre ad esprimere apprezzamento per il lavoro fatto da tutti, ha calato sul banco la questione vera e che  non si può eludere.
Insomma in breve ha detto “che la prospettiva di mantenere nell’area Tamoil  ancora un impianto di raffinazione non esiste più. Bisogna ragionare su proposte alternative con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione diretta ed indiretta”.
L’intervento di Rossoni è stato accolto dai lavoratori  in un grande silenzio. Nessun applauso. Gelo in sala.
Gli interventi degli assessori provinciali Paola Orini e Gianluca Pinotti sono stati sulla stessa lunghezza d’onda con una sottolineatura, da parte di Pinotti, che ha evidenziato con forza che anche il territorio deve essere in grado di fare delle proposte alternative.
L’intervento delle RSU Tamoil nella persona di Sergio Boggiani ha chiarito quello che già era noto.
Ai lavoratori non va proprio l’idea di abbandonare la raffinazione. Esistono alte professionalità che debbono essere valorizzate anche per il futuro; la scelta del deposito e del polo logistico non soddisfa le esigenze né dei lavoratori diretti che dell’indotto.
Ha chiuso l’intervento rivolgendo ai politici il monito “ di non farsi infinocchiare” dalla Tamoil.
L’applauso dei numerosi lavoratori presenti è stato fragoroso e non breve a significare la loro totale adesione. Insomma “ i lavoratori della Tamoil non mollano”.
L’intervento di Daniele Soregaroli, consigliere del PD e dipendente della Tamoli, ha posto alcune questioni significative e forti.
In sintesi:
- il quadro politico in Libia sta cambiando e quindi può darsi che fra un mese si abbia un orizzonte societario diverso e magari più disponibile;
- in Tamoil esistono elevate professionalità che potrebbero essere rapidamente riconvertite per la produzione di energia elettrica, a basso costo, che necessita al territorio ed in particolare alla Arvedi;
- ha chiuso l’intervento con una frase che è stata accolta molto male dai politici del centro-destra presenti che più o meno, riprendendo il ragionamento del delegato RSU ,evidenziava la possibilità di “ scrivere una lista dei politici da buttare a mare qualora non soddisfino le esigenze poste dai lavoratori”.
Anche per Soregaroli , mentre Rossoni con voce robusta diceva “ inaccettabile, sono solo capaci di offendere ecc.” gli applausi dei lavoratori sono stati forti e prolungati..

Questa la situazione. Insomma per la Tamoil la vedo dura per questi motivi:
- i lavoratori non sono disponibili, per ora, ad accettare proposte di riconversione;
- non esiste un interlocutore aziendale credibile ( la crisi libica accentua questo aspetto);
- il Governo nazionale ha altri problemi e non si impegna quanto dovrebbe ( vedi altre crisi industriali);
- le istituzioni locali sono deboli e nessuna forza industriale appare all’orizzonte per dare man forte.

Infine vi sono almeno due altri problemi:
- la città ed il territorio non vogliono salvare la Tamoil; oggi solo i radicali vogliono la chiusura, ma la vicenda dell’inquinamento non crea consenso attorno a questa battaglia;
- i lavoratori della Tamoil sono soli; Cgil-Cisl-Uil ,obbiettivamente, oggi non sono in grado di mettere in campo un’azione di lotta forte come lo sciopero generale territoriale

La battaglia, come abbiamo visto in altre situazioni , è solo aziendale. I lavoratori della Tamoil l’hanno capito e per questo hanno bloccato, nei giorni scorsi, la tangenziali e fra di loro si parla di assumere iniziative più forti.
Del resto in questo momento di crisi abbiamo visto molti lavoratori salire sulle torri per essere visibili.
La questione Tamoil per la città è davvero importante;vanno tenuti assieme due obiettivi: bonifica ed occupazione.
Purtroppo chi ha in mano le briscole non le gioca. Parlo ovviamente della Regione Lombardia e Governo.
All’importante lavoro di Cgil-Cisl-Uil va dato atto  e non si può scaricare sul sindacato le debolezze di cui si parlava. Tutte le forze in campo debbono pensare ad iniziative più incisive che appunto leghino la battaglia sull’occupazione a quello della bonifica e questo per non avere i lavoratori chiusi nelle mura aziendali. Non è facile ma ci si deve provare .

Gian Carlo Storti
storti@welfareitalia.it

26 febbraio 2011

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