Giovedì, 21 novembre 2019 - ore 16.49

Tunisia Amare non è un crimine . Firma l’appello di Amnesty

Ero al parco con la mia ragazza, ci stavamo baciando. Uno sconosciuto ci faceva delle foto. Ci ha minacciate di farle vedere a tutti se non facevamo ciò che ci chiedeva. Ha detto alla mia ragazza di andarsene….e ha cercato di costringermi a fare sesso con lui. La mia ragazza si è rifiutata di andarsene e siamo riuscite a scappare via.”

| Scritto da Redazione
Tunisia Amare non è un  crimine . Firma l’appello di Amnesty

Queste sono le parole di Samira, 17enne lesbica che riceve quotidianamente minacce sessuali per le strade della sua città, in Tunisia. Nel 2015 un uomo aveva cercato di violentarla.

Come Samira, tante altre persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate (lgbti) in Tunisia rischiano di essere arrestate o perseguite sulla base del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere.

Da anni gli attivisti per i diritti lgbti combattono la discriminazione e portano avanti campagne per il riconoscimento dei diritti lgbti dalla società tunisina.

Il Codice penale tunisino criminalizza i rapporti sessuali consensuali tra persone adulte dello stesso sesso.

L'articolo 230 del codice penale prevede fino a tre anni di reclusione e una multa per "sodomia e lesbismo" e l’articolo 226, che punisce con sei mesi di reclusione  gli atti osceni e ritenuti offensivi per la morale pubblica, viene utilizzato anche contro le persone lgbti.

Chiedi al Primo Ministro di porre fine alla discriminazione, di diritto e di fatto, nei confronti delle persone lgbti e di abrogare l'articolo 230 del Codice penale!

 

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