Università: D’Attorre(Pd), con semestre-filtro vero boom dei posti negli atenei privati
“Come ormai accade spesso quando si confronta con i numeri, la ministra Bernini fornisce una rappresentazione molto parziale dell’aumento dei posti per l’accesso agli studi a Medicina nell’ultimo biennio.
Se si leggono bene le cifre, si osserva che negli ultimi 2 anni accademici i posti nelle università pubbliche passano da 17.100 a 21.000, con un incremento del 22% su base biennale. Il vero boom è quello dei posti nelle università private, che passano da 3.700 a 6.000, con un incremento del 61%. D’altronde, è ormai evidente che l’unica vera ragione dell’assurda riforma del semestre-filtro, che ha suscitato la reazione negativa quasi unanime di studenti, famiglie e associazioni, è il favore fatto alle università private, che hanno mantenuto un autonomo sistema di selezione. In ragione di ciò, le università private hanno inondato i media e i social di spot con cui invitano gli studenti a iscriversi ai loro test, sottraendosi al girone infernale del semestre-filtro ed evitando il rischio di perdere un intero anno.
Peccato che questa possibilità sia praticabile solo per studenti con famiglie in grado di sostenere rette di iscrizione annue che vanno dai 15.000 agli oltre 20.000 euro. In tutto ciò, gli studenti delle università pubbliche, che non hanno superato la selezione l’anno scorso, sono esentati dalla frequenza, ma dovranno comunque aspettare dicembre e gennaio per sostenere i nuovi test, con il rischio di perdere un secondo anno accademico.”
Così in una nota Alfredo D'Attorre, responsabile Università e Ricerca nella segreteria nazionale del Partito democratico.



