Mercoledì, 29 settembre 2021 - ore 03.38

Vaccino coronavirus l’Ue prenota 300 milioni di dosi

Quante dosi spetteranno all’Italia del vaccino Covid Pfizer-Biontech? Almeno il 13,51% delle 300 milioni di dosi riservate all’Ue

| Scritto da Redazione
Vaccino coronavirus l’Ue prenota 300 milioni di dosi

L’Unione europea prenota il vaccino Covid della Pfizer, realizzato in collaborazione con BioNtech. Ieri la casa farmaceutica americana ha dato l’annuncio che milioni di dosi del vaccino, sicuro ed “efficace al 90%”, arriveranno già entro fine 2020.

“Abbiamo concluso i negoziati, il contratto sarà adottato domani al collegio dei commissari e sarà firmato nei prossimi giorni, alla conclusione delle procedure” ha detto oggi la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides.

“Domani autorizziamo un contratto per un massimo di 300 milioni di dosi del vaccino sviluppato dalla società tedesca BioNTech” ha precisato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Appena le dosi del vaccino Covid saranno materialmente disponibili, ha aggiunto, “il nostro piano è di distribuirlo rapidamente, ovunque in Europa”.

Quante dosi spetteranno all’Italia del vaccino anti Covid? Almeno il 13,51% delle 300 milioni di dosi riservate all’Unione europea: “La ripartizione delle dosi avviene sulla base della popolazione di ciascun Stato membro rispetto al totale degli abitanti dell’Ue”, secondo dati ricavati da fonti Eurostat.

In ogni caso le dosi di vaccino per l’Italia potrebbero anche aumentare, perché Roma e le altri capitali europee hanno a disposizione cinque giorni –  dal collegio dei commissari Ue di domani – per presentare a Bruxelles eventuali opt out (rinunce). Se ci saranno astensioni, le dosi per gli altri Paesi cresceranno, fa sapere la Commissione europea

Intanto il gruppo di lavoro sui vaccini anti Covid è al lavoro dal 4 novembre per organizzare la logistica della distribuzione nelle regioni italiane, dal trasporto, alla conservazione fino alla somministrazione. Il coordinatore del gruppo, formato da 15 esperti, è Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute. Il piano prevede il coinvolgimento delle Regioni.

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