Sabato, 18 settembre 2021 - ore 00.05

10 anni di fallimentare politica europea sui Biocarburanti

Transport & Environment: spazzate via foreste grandi quanto i Paesi Bassi

| Scritto da Redazione
10 anni di fallimentare politica europea sui Biocarburanti

Secondo il nuovo studio “10 years of EU fuels policy increased EU’s reliance on unsustainable biofuels”, pubblicato da  Transport & Environment  (T&E), dall’approvazione della Direttiva sulle energie rinnovabili (RED) del 2010, «La sete europea di biodiesel per alimentare le sue auto e camion ha probabilmente spazzato via foreste delle dimensioni dei Paesi Bassi».

Per calcolare l’area di foresta cancellata dal biodisel europeo T&T ha tenuto conto del fatto che la resa per l’olio di palma è di 3,16 tonnellate per ettaro mentre per l’olio di soia è di 0,5 tonnellate per ettaro e il consumo annuo massimo dell’Ue di queste materie prime utilizzate che nell’ultimo decennio, arrivando così a un abbattimento di 4 milioni di ettari di foreste.

T&E chiede all’Ue di «Interrompere immediatamente il sostegno al biodiesel di palma e soia per evitare ulteriore deforestazione, perdita di habitat e maggiori emissioni di CO 2 rispetto al diesel fossile che sostituisce.

La RED fissa per ciascuno Stato membro la quota di energia rinnovabile per i trasporti entro il 2020 e questo ha fatto aumentare la domanda di biodiesel a basso costo utilizzando coltivazioni come l’olio di palma e di soia, che provengono principalmente dall’Asia e dal Sud America. E’ probabile che  la RED abbia contribuito a distruggere circa il 10% degli habitat di oranghi rimasti nel mondo. In Indonesia e Malaysia sono stati abbattuti 1,1 milioni di ettari di tforeste per far posto a piantagioni di palme da olio in aree che erano tra gli ultimi rifugi di quel che resta delle popolazioni di oranghi, stimata in 65.000 individui nel 2017 con una densità compresa tra 0,45 e 0,76 individui per Km2.

Secondo Laura Buffet, direttrice energetica di T&E, «10 anni di questa legge sui combustibili “verdi” e cosa abbiamo da mostrare? Deforestazione dilagante, habitat distrutti ed emissioni peggiori che se avessimo usato un diesel inquinante. Una politica che avrebbe dovuto salvare il pianeta in realtà lo sta distruggendo. Non possiamo permetterci un altro decennio di questa politica fallita. Dobbiamo rompere il monopolio dei biocarburanti nel trasporto rinnovabile e mettere invece l’elettricità al centro della RED».

Infatti, dal 2010 le auto e i camion europei hanno bruciato circa 39 milioni di tonnellate di biodiesel di palma da olio e soia, emettendo fino a 3 volte più emissioni di CO2 rispetto al diesel fossile che è stato sostituito. T&E dice che «L’Ue deve eliminare gradualmente il sostegno a tutti i biocarburanti da e colture entro il 2030 al più tardi nel suo prossimo pacchetto “Fit for 55”, nell’ambito della revisione della RED».

Sembra di sentir risuonare, in termini più tecnici, la profezia di Fidel Castro quando disse che trasformare in biocarburanti cibo e foreste era un crimine contro i poveri e la natura.

T&E ricorda che «Nel 2020 gli oli vegetali vergini (colza, palma, soia) costituivano quasi l’80% delle materie prime utilizzate nella produzione di biodiesel dell’Ue e la domanda totale di biodiesel è aumentata, nonostante la domanda complessiva di carburante si sia ridotta durante la pandemia». Alcuni Paesi europei hanno aumentato il loro mix di biocarburanti, mentre altri hanno mantenuto i volumi costanti per soddisfare gli obiettivi di conformità dell’Ue. L’olio di palma ha raggiunto il suo livello più alto, chiudendo un decennio di crescita che ha visto triplicare il suo consumo. C’è stata poca differenza tra l’utilizzo di olio di colza e olio da cucina usato (UCO), mentre i volumi di  quello di soia sono cresciuti del 17% e i grassi animali del 30% rispetto al 2019. C’è stato anche un rapido aumento del 23% della quota di olio vegetale idrotrattato (HVO), che richiede molto più olio vegetale rispetto ai metodi tradizionali. La capacità di produzione di HVO è destinata a quasi raddoppiare nei prossimi 5 anni, trainata da nuovi progetti di major petrolifere tra cui Total, ENI e Neste.

La Buffet ha aggiunto: «Abbiamo assistito a un grande allontanamento dall’olio di palma nei supermercati. Oggigiorno i consumatori possono scegliere se acquistare beni contaminati con olio di palma. Questo non è il caso dei trasporti. Il settore dei trasporti dell’Ue sta attualmente sostenendo la rovinosa domanda di olio di palma, senza che i consumatori lo sappiano. Dobbiamo immediatamente eliminare gradualmente i biocarburanti da olio di palma».

La REDII aggiornata, adottata nel 2018, traccia un percorso che allontana l’Ue dall’olio di palma. L’uso di biodiesel da olio di palma sarà congelato ai livelli di volume del 2019 e poi, dal 2023, progressivamente eliminato entro il 2030 negli obiettivi verdi dell’Ue. Ma per T&E «E’ troppo tardi e c’è il rischio che l’olio di palma venga semplicemente sostituito dalla soia e altri da oli vegetali, che provocano anche loro la deforestazione».

La Buffet conclude: «Anche se l’olio di palma potrebbe essere il peggiore di tutti, come ha dimostrato la storia, i produttori passeranno semplicemente a ciò che è economico. In realtà, a meno che non si intervenga ora, la palma verrà sostituita con la soia o altri oli vergini, spostando il problema da una parte all’altra del mondo. I biocarburanti da colture non sono la soluzione per il trasporto europeo e non lo saranno mai».

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