Sabato, 21 settembre 2019 - ore 19.06

Anpi Soresina Miguel Gotor (Liberi Uguali) parla dell’attualità di Antonio Gramsci

Il fascino e l'attualita' del pensiero di Gramsci hanno catalizzato l'attenzione di un pubblico numeroso a Soresina, grazie al contributo di Giancarlo Corada e di Miguel Gotor.

| Scritto da Redazione
Anpi Soresina Miguel Gotor (Liberi Uguali)  parla dell’attualità di Antonio Gramsci Anpi Soresina Miguel Gotor (Liberi Uguali)  parla dell’attualità di Antonio Gramsci

Anpi Soresina Miguel Gotor (Liberi Uguali)  parla dell’attualità di Antonio Gramsci

Il fascino e l'attualita' del pensiero di Gramsci hanno catalizzato l'attenzione di un pubblico numeroso a Soresina, grazie al contributo di Giancarlo Corada e di Miguel Gotor.

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L'iniziativa promossa  dalla sezione dell'ANPI di Soresina e introdotta dal prof. Rocchetta ha visto Giancarlo Corada svolgere un serio approfondimento su cio' che e' vivo e cio' che e' morto della vasta elaborazione gramsciana. Secondo Corada concetti come blocco sociale, questione meridionale, intellettuale organico, egemonia, nazionalpopolare, sono tuttora validi e utilizzati per comprendere le societa' complesse di oggi. Miguel Gotor, docente di storia moderna, si e' concentrato su uno dei Quaderni del carcere piu' stimolanti: "Passato e presente".

Gramsci e' innanzitutto un dirigente politico, un parlamentare eletto in una democrazia liberale che si trasforma rapidamente in un  regime fascista che lo imprigiona. Gramsci diventa cosi' un prigioniero politico. E comincia a interrogarsi su quello che e' accaduto. Lo fa in carcere e lo fa da militante che e' stato sconfitto.  Noi oggi - continua Gotor - lo vediamo come grande intellettuale, dopo Machiavelli il pensatore politico italiano piu' conosciuto  e studiato al mondo.

Ma Gramsci rilegge la storia italiana, la sconfitta della sinistra,  i caratteri della societa' rompendo con una tradizione culturale elitaria, che fotografa il presente senza il coraggio di modificarlo, incapace di conoscere le potenzialita' delle classi subalterne e della stessa classe operaia.  Gramsci vede gia' negli anni '30 le caratteristiche di una borghesia italiana che di fronte alle sfide del cambiamento vira a destra, si chiude nel fortino dei propri privilegi.

Sempre in quella raccolta "Passato e presente" Gramsci individua nell' "apoliticismo" degli italiani una caratteristica negativa per gli sviluppi di una democrazia della cittadinanza. Oggi l'equivalente sarebbe il termine "antipolitica". Infine in quegli scritti Gramsci ci mette sull'avviso quando si genera uno scontro tra generazioni, tra giovani e vecchi. Quando si pensa che la storia cominci da zero, che prima non si sia fatto nulla. La rottamazione porta al deserto, a costruire sulla sabbia. Mentre Gramsci ci ammonisce che i soffitti si costruiscono su case che abbiano fondamenti. Di particolare e drammatico interesse la riflessione gramsciana sui " cavalieri ungheresi" in grado di impadronirsi di un sistema di potere oligarghico quando una societa' entra in crisi e si smembra.

Prima o poi si riuscira' a cacciare i "predatori" ma una societa' disarticolata e frantumata fatichera' poi a ricomporsi. E se lo fara' ripartira' da una consistenza di coesione piu' sottile. Insomma, se i processi di indebolimento dei ceti medi e del mondo del lavoro continua, se crescono le disuguaglianze siamo piu' esposti ai predatori di democrazia e siamo piu' in difficolta' a ricostruire equilibri sociali piu' avanzati e piu' giusti. Questo vale anche per l'oggi. Attualita' di Gramsci, appunto.

MP

 

 

 

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