Venerdì, 26 febbraio 2021 - ore 13.40

Avvistata una foca monaca nell’Area marina protetta di Porto Cesareo

Un ritorno dopo 50 anni del mammifero marino più raro del Mediterraneo

| Scritto da Redazione
Avvistata una foca monaca nell’Area marina protetta di Porto Cesareo

L’Area Marina protetta di Porto Cesareo ha annunciato l’’«Eccezionale avvistamento» di una foca monaca (Monachus monachus), Ad avvistarla è stato  un pescatore sportivo, Omar De Benedittis, che si trovava con la sua imbarcazione nel cuore della Riserva, la zona A dove  è vietata qualunque tipo di attività eccetto quella della ricerca scientifica. De Benedittis, dopo aver filmato e fotografato l’animale ha immediatamente avvertito i biologi dell’area marina che, dopo aver analizzato accuratamente le immagini,  hanno confermato che si tratta di  «uno splendido esemplare di foca monaca».

Il direttore dell’Area marina protetta, Paolo D’Ambrosio, ha sottolineato che si tratta di «Siamo di fronte alla documentazione filmata e reale di un ritorno atteso da anni e di importanza rilevante. La foca monaca, infatti, era scomparsa da tempo in diverse zone dal Mediterraneo, l’ultimo avvistamento nelle acque di Porto Cesareo risale addirittura agli anni Settanta. Un esemplare pescato in quel periodo e poi imbalsamato, fa mostra di sé nel locale museo di Biologia Marina. Una serie di ragioni, che vanno dall’antropizzazione del litorale costiero sino alla minaccia di predatori senza scrupoli, ne ha decretato l’allontanamento e la quasi estinzione. Oggi lo storico ritorno testimoniato da incredibili immagini che ci riempiono di gioia e qualificano, qualora ve ne fosse ancora bisogno, l’eccellente lavoro che si sta svolgendo da anni nell’Amp Porto Cesareo. L’insieme delle misure di conservazione unite alla fortissima attività di sensibilizzazione ambientale attuata in diverse forme e modalità, ha fatto accrescere in tutte le categorie che utilizzano la Riserva Marina Nazionale, dai pescatori ai residenti, dai diportisti agli imprenditori, dai turisti agli ambientalisti, un forte senso di rispetto oltre ad una presa di coscienza di uno sviluppo che sia soprattutto ecosostenibile. La scorsa estate, proprio grazie a  questa sinergia, con la nidificazione e la nascita di ben 82 esemplari di tartaruga Caretta caretta, in un tratto di costa in cui insite uno stabilimento privato che registra un’altissima presenza di bagnanti».

Anche per Antonio Terlizzi, docente di zoologia e biologia marina all’università di Trieste, e per 20 anni docente presso il Disteba di UniSalento, oltre che responsabile per conto del Conisma di diversi progetti di gestione e valorizzazione dell’efficacia dell’Amp Porto Cesareo, è una scoperta importante: « La foca monaca mediterranea (Monachus monachus) è un mammifero pinnipede, unico rappresentante, in mediterraneo, della famiglia delle foche. Può raggiungere i 300 chili di peso. Un tempo presente in tutto il Mediterraneo, ha visto rarefarsi la sua popolazione come conseguenza della frequentazione turistica delle coste e, soprattutto, della cattura e uccisione da parte dell’uomo. Si nutre di pesci e cefalopodi. Alla fine del Novecento si considerava estinta in Italia. Di recente, abbiamo assistito a segnalazioni nel basso Adriatico e lungo le coste ioniche italiane, greche e albanesi. L’ultima segnalazione in Salento è di un cucciolo piaggiatosi a Frigole che poi è morto a Torre San Gennaro. E’ importante, qualora si dovesse avvistarla, non molestarla, non disturbarla e segnalarne esclusivamente la presenza».

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