Lunedì, 21 ottobre 2019 - ore 23.13

Bergamo OSA di Luca Fenili vince Sentieri Creativi 2019

Un progetto di testo decorativo che invita a OSARE, a superare i propri limiti, a un passo dal rifugio del Barbellino: ad aggiudicarsi l’edizione 2019 dei Sentieri Creativi, l'iniziativa che porta l'arte in montagna, è il giovane writer Luca Fenili, con il suo progetto “OSA”.

| Scritto da Redazione
Bergamo OSA di Luca Fenili vince Sentieri Creativi 2019 Bergamo OSA di Luca Fenili vince Sentieri Creativi 2019

Bergamo OSA di Luca Fenili vince Sentieri Creativi 2019

Un progetto di testo decorativo che invita a OSARE, a superare i propri limiti, a un passo dal rifugio del Barbellino: ad aggiudicarsi l’edizione 2019 dei Sentieri Creativi, l'iniziativa che porta l'arte in montagna, è il giovane writer Luca Fenili, con il suo progetto “OSA”.

Si chiude così anche questa edizione dei Sentieri Creativi, manifestazione di Bergamo per i Giovani, realizzata nell’ambito della co-progettazione tra Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Bergamo, Consorzio Solco Città Aperta e HG80 impresa sociale, in collaborazione con il Club Alpino Italiano, l’Accademia Carrara di Belle Arti G. Carrara e con il patrocinio del Comune di Valbondione. L’iniziativa è sostenuta da L’Eco di Bergamo, dalla rivista Orobie.

Venerdì 26 luglio presso lo Spazio Polaresco si è svolta la commissione che ha decretato il vincitore dell’edizione 2019 di Sentieri Creativi. Durante la residenza artistica tenutasi tra l’Ostello al Curò e il laboratorio di ricerca artistica Giacomo, sette artiste e artisti hanno progettato ognuno la sua opera da realizzare nei pressi dell’ostello al Curò.

La giuria, composta da Francesco Pedrini curatore del progetto, Amedeo Locatelli viepresidente del CAI - Bergamo, Maddalena Bianchetti rappresentante di Bergamo per i Giovani, Alessandro Mancassola per l’Accademia di Belle Arti G. Carrara e Maurizio Piffari rappresentante del Comune di Valobondione, ha decretato l’opera Osa di Luca Fenili meritevole del premio di 2000 per la realizzazione in quota: “basandosi sui tre criteri, poetica, fattibilità e sostenibilità la giuria ha ritenuto importante premiare l’opera che più ha saputo coniugare l’esperienza artistica con il contesto montano, proponendo un lavoro semplice, ma profondo ed originale”.

L’artista, giovane di 27 anni da tempo impegnato sulla scena writers bergamasca descrive il suo progetto: “L'impianto idroelettrico collegato al rifugio del Barbellino – commenta Fenili - si pone tra il viaggiatore e la vista del lago. A prima vista le sue pareti sembrano essere ricoperte da una texture decorativa puramente estetica in cui dei segni si intrecciano tra loro. Avvicinandosi invece si legge una parola ripetuta ossessivamente: OSA. Un invito a sfidare i propri limiti, ad andare oltre, a superarli, ad OSARE. Mi sento infatti in dovere di spronare me stesso e gli altri nell'affrontare le sfide fisiche tipiche del camminatore di montagna e metaforicamente anche le sfide e gli ostacoli della vita, anch'essa cammino e viaggio fatto di fatiche, di gioie e dolori, strade difficili, traguardi, cadute e risalite”.

L’assessore alle politiche giovanili Loredana Poli esprime così il suo entusiasmo per il progetto giunto alla nona edizione: “Ringrazio tutti i partner importantissimi per questi progetto; il Comune di Bergamo da solo non riuscirebbe ad attrezzare Sentieri Creativi con questa configurazione che va ben oltre i confini del territorio comunale e che dal punto di vista culturale rappresenta un momento di apertura e di opportunità. Grazie al CAI – Sezione di Bergamo, l’Accademia di Belle Arti G. Carrara, e il comune di Valbondione che mettono in campo le loro preziose conoscenze dell’arte e del territorio. Ringrazio anche i e le sette artisti e artiste per lo sguardo attraverso il quale hanno progettato le loro opere, abitare altri luoghi diversi da quello urbano è un’importante occasione di accoglimento di un’idea di bello tra le generazioni che fruiscono la montagna”.

Di seguito gli altri progetti in mostra:

Anna Aiolfi SILENZIO: Silenzio si basa sulle suggestioni avute lungo il sentiero verso il Barbellino. Una volta giunti a destinazione le orecchie dei viandanti sono irrorate dal frastuono del fiume che scorre velocemente verso la valle. Ciò che manca, in questo luogo, è un oggetto che crei uno stacco sonoro dal continuo urlare del fiume chiedendogli, quasi, il silenzio. L’installazione si ispira alle campane a vento ma il materiale con la quale è costruita sono dei semplici sassi del lungo e si sviluppa a ridosso del ponticello che scavalca il fiume, aggrappandosi ad un filo che collega i due argini.

Lorenzo Benzoni TENDAGGIO COLOR VIOLA COMOLIA La viola di comolia è un fiore endemico della catena orobica che sta scomparendo a causa del riscaldamento globale. Il mio intervento non è altro che un tentativo di reinserire questo colore che sta vendo a mancare all'interno del territorio. La morbidezza dei tendaggi contrasta con il paesaggio circostante e si inserisce tra le pareti di un rudere abbandonato, evidenziando uno spazio di intima relazione tra uomo e natura.

Giacomo Bissi CONQUISTA: Gilmoreichnus è un anfibio vissuto e estinto sulle alpi Orobie durante il Permiano (300 milioni - 250 milioni di anni fa). I suoi resti non sono mai stati trovati, ma se ne conosce l’esistenza grazie alle impronte fossilizzate sulle rocce. L’anfibio si configura come il milite ignoto: il Gilmoreichnus ha combattuto per la sopravvivenza e ha lasciato tracce della sua esistenza, ma ad oggi il suo corpo non è stato rinvenuto.  L’opera consiste nella creazione di una lapide che individui simbolicamente la tomba di tutti i Gilmoreichnus probabilmente dispersi sulle alpi Orobie. Sulla lapide saranno incisi il nome e il periodo in cui è vissuto, ma anche una frase del filosofo Ralph Waldo Emerson: “vai dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia “. Il significato strettamente letterale della frase può essere riferito al vissuto del Gilmoreichnus: si connota però anche come epitaffio che parla del defunto e insieme invita il lettore a pensare.

Laura Crevena HERBARIUM 21 30: Herbarium 21 30 è un’esposizione permanente all’interno dei resti di una delle casette in pietra che caratterizzano la zona del lago naturale del Barbellino. L’intento del progetto è di racchiudere all’interno di una delle costruzioni gli elementi dominanti del paesaggio circostante. Forte è la componente naturale, costituita dalla molteplice flora locale di grande rilevanza botanica, ricca di endemismi e proprietà oï¬Âƒcinali; essa sarà selezionata ed illustrata in un erbario inciso su lastre di Corten, un particolare tipo di acciaio che con l’ossidazione forma uno strato superficiale dai toni arrugginiti che richiamano quelli delle numerose tracce lasciate dalle opere di costruzione dell’uomo.

Giulia Maffioletti PER FIACCOLE LE STELLE: Descrizione: Con quest’opera vorrei lavorare su un piccolo rudere che si trova nella conca del Barbellino, zona in passato molto frequentata dai pastori. L’edificio al momento non ha più un tetto, il mio intento è quello di ricostruirlo con una struttura costituita da cavi di acciaio che non sarà in grado di riparare dalle intemperie ma rispecchierà il tetto dei nomadi e dei pastori transumanti fatto di punti ricollegabili agli astri e linee che formano le costellazioni, un tetto che sarà anche mappa per leggere il cielo estivo.

Oliver Russo TENSIONI ISOLATE (E L’INERZIA DEL VENTO): Il lavoro vuole esplicare il come una semplice installazione possa resistere nei confronti delle intemperie e delle correnti d’aria, soprattutto a certe quote, usandole a proprio favore. Cavi tesi, pali ferrei installati nella roccia, legno, e stoffe che danzano in maniera frequenziale accompagnate dal vento e dall’acqua.

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