Biennale: PD, crisi istituzionale grottesca e senza precedenti, regole saltate
Dichiarazione di Sandro Ruotolo, responsabile Cultura del Partito Democratico, e Matteo Orfini, parlamentare PD della commissione Cultura della Camera
Siamo oltre la polemica. Siamo dentro una crisi istituzionale e culturale senza precedenti per la Biennale di Venezia.
La giuria internazionale non c’è più. Se ne è andata. Costretta o per scelta autonoma, poco cambia: il risultato è che un organismo indipendente è stato azzerato nel pieno del suo lavoro. E nel frattempo la Biennale ha fatto la sua scelta: riammettere alla selezione Russia e Israele, due paesi guidati da governi criminali. Questo è il punto politico.
Il resto è semplicemente grottesco: i Leoni non saranno assegnati da una giuria internazionale, ma da una “giuria dei visitatori”. Salta la cerimonia di inaugurazione. Si rompe il cuore stesso della Biennale: il suo statuto, la sua credibilità, la sua funzione nel mondo.
È un disastro. Perché una grande istituzione culturale che rinuncia alla propria giuria, che cambia le regole in corsa, che si piega a un contesto di pressioni internazionali, manda un messaggio devastante: le regole valgono finché non diventano scomode. E tutto questo avviene mentre il contesto internazionale è segnato da guerre e accuse gravissime.
La Russia di Vladimir Putin, Israele guidato da Benjamin Netanyahu. Di fronte a questo, la Biennale non ha trovato una linea. Ha perso il controllo. Quello che resta è un’immagine di caos, di improvvisazione, di fragilità. Una delle istituzioni culturali più importanti al mondo trasformata in un campo di tensione politica senza regole. Non è solo una brutta pagina. È un punto di rottura.



