28 APRILE E 1° MAGGIO: PER UN LAVORO SICURO, GIUSTO E DIGNITOSO
Egregio Direttore, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro e alla vigilia della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio, i dati ci ricordano che la Lombardia resta al centro di un’emergenza nazionale: troppe persone perdono la vita o la salute nel tentativo di guadagnarsela.
La fotografia scattata dagli ultimi report INAIL e dalle analisi dell’Osservatorio Vega Engineering è drammatica. Con 164 vittime nel 2025, la Lombardia si conferma la regione con il più alto numero di incidenti mortali in Italia. Anche la nostra provincia vive una situazione particolarmente grave: è l’unica “zona rossa” della regione, con un indice di mortalità ben superiore alla media nazionale e un aumento dei decessi da 7 a 13 nell’ultimo anno monitorato.
Per fermare questa strage bisogna fare di più, una volta per tutte. La sicurezza sul lavoro e la dignità del lavoro devono diventare una priorità assoluta nell’agenda politica.
In questi anni, in Regione, abbiamo cercato di trasformare l’indignazione in proposte concrete, partendo da un principio chiaro: la sicurezza non è una fatalità, ma una scelta politica. Per questo è necessario smettere di parlare di “morti bianche”, un’espressione che rischia di suggerire inevitabilità, quando invece si tratta di tragedie spesso prevenibili.
Servono interventi precisi: rafforzare risorse e personale dedicati alla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro (PSAL); investire sulla formazione e sulla tracciabilità, contrastando il fenomeno degli “attestati facili” e garantendo qualità e trasparenza; introdurre un salario minimo negli appalti regionali, subappalti compresi, per combattere il dumping contrattuale; contrastare lo sfruttamento degli stage promuovendo contratti regolari e tutelati; concentrare l’attenzione sui settori più a rischio – edilizia, agricoltura e metalmeccanica – con una tutela particolare per i lavoratori stranieri; introdurre criteri premiali negli appalti pubblici che valorizzino il rispetto dei contratti collettivi, la sicurezza, la parità di genere e l’occupazione giovanile.
Sono proposte in parte già approvate e in parte in discussione, che ora devono essere attuate con determinazione.
Non possiamo limitarci al ricordo. La nostra battaglia è per un lavoro dignitoso, per una tecnologia al servizio della sicurezza e una formazione che rappresenti un diritto continuo e non un adempimento formale.
La sicurezza è un diritto. La prevenzione è un dovere.
Milano, 28 aprile 2026



