Ocse: Guerra (PD), giovani e sicurezza? La metà non sa se lavorerà mese prossimo
“Prima di parlare dei problemi alla nostra sicurezza che ci vengono dai giovani, come fa il decreto incostituzionale che stiamo convertendo alla Camera, non sarebbe meglio parlare della forte insicurezza che il nostro mercato del lavoro offre ai giovani? Non sarebbe importante abbandonare la narrazione della ‘sicurezza’ intesa solo come ordine pubblico per capire che la vera insicurezza è quella di un giovane su due che non sa se lavorerà il mese prossimo?”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Partito Democratico, commentando i dati che emergono dalla Economic Survey dell’Ocse sull’Italia.
“La realtà dei bassi salari reali, che a fine 2025 erano in Italia ancora al di sotto dei livelli del 2019, secondo l’Ocse è particolarmente vera per i salari dei giovani, intrappolati in un mercato del lavoro che offre loro instabilità contrattuale e limitate prospettive di progressione di carriera. Oltre il 39% dei lavoratori nella fascia d’età 15-29 anni ha un contratto di lavoro temporaneo (a fronte del 33% nell’Ue): una percentuale quasi tre volte superiore a quello dei lavoratori più anziani. E questa percentuale supera il 50% arrivando al 53% nella fascia 15-24 anni, rispetto al 47% della media UE”.
“Rispetto a quei paesi dell’Unione Europea che hanno come il nostro alte quote di contratti a termine, in Italia è meno frequente la transizione verso forme di occupazione più stabili. Di conseguenza, come già certificato anche dall’Istat e dal Cnel, sono molti, troppi, i giovani lavoratori che restano bloccati in una precarietà a lungo termine. E incontrano molta più difficoltà ad acquisire competenze, non da ultimo perché, sia a causa della precarietà del rapporto di lavoro, sia ovviamente dei bassi salari con cui ne possono acquisire le prestazioni, i datori di lavoro hanno scarsi incentivi a investire nella loro formazione. Da qui insicurezza sul proprio futuro, disincentivi a fare figli e tanta, troppa, voglia di emigrare”, conclude Guerra.
Roma, 23 aprile 2026



