La proposta di Matteo Renzi di abolire il bollo auto e di aumentare contestualmente le accise sui carburanti preoccupa Figisc Confcommercio. Graziano Bossi, Presidente Provinciale ma anche Consigliere Regionale e Nazionale della Federazione dei gestori delle stazioni di carburante lancia l’allarme sulle conseguenze del provvedimento. In particolare richiama l’attenzione sull’aumento per gli automobilisti e sull’inevitabile crollo dei consumi che porterebbe alla chiusura numerose imprese del settore dei distributori di carburante. Dalle simulazioni, infatti, deriverebbe un aumento dei prezzi alla pompa compresi tra i 16 e i 20 centesimi al litro. Un calcolo semplicissimo, ottenuto mettendo in relazione i poco più dei 6 miliardi di euro provenienti dal pagamento del bollo auto (numero fornito dall’Associazione nazionale filiera industria automobilistica) e i 36-37 miliardi di litri di carburanti venduti nel 2015 in Italia. All’incremento delle accise, poi, deve essere aggiunto il conseguente aumento dell’Iva. Oggi per un litro di benzina paghiamo 0,728 euro di accise e per un litro di gasolio 0,617 euro di tasse. Una situazione paradossale, soprattutto se si considera che, le accise incidono per 0,728 euro su ogni litro di benzina e solo poco meno per il gasolio. Solo pochissimi automobilisti ne avranno dei benefici. Per chi ha un’auto a benzina di piccola cilindrata (sotto i 1300 cc) il risparmio terminerebbe con il raggiungimento dei 15 mila chilometri all’anno, per chi ne ha una di grossa cilindrata la soglia potrebbe salire ai 20 mila. Per Bossi, insomma, questa proposta vuole, semplicemente, “abbassare le tasse visibili e favore di quelle invisibili, che paghi senza accorgertene, come Iva e benzina”. Senza considerare che l’aumento della benzina finirebbe con l’incidere sui prezzi al consumo di quasi tutti i beni. Dagli studi della Figisc emerge che, nel 2015, il bollo auto ha assicurato alle casse delle Regioni oltre 6 miliardi di euro, e solo in Lombardia ha portato a entrate per 849 milioni (il 9% del totale del gettito dei tributi propri). Il rischio è che, eliminando il bollo, non si proceda, da parte del governo centrale, a un uguale trasferimento. Portando, in questo modo, a un peggioramento dei servizi o alla necessità di mettere nuovamente le mani nelle tasche dei contribuenti.
Bossi (FIGISC) contro la proposta di sostituire bollo con accise sui carburanti
Riceviamo da Confcommercio Cremona e pubblichiamo

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