Domenica, 13 giugno 2021 - ore 03.44

CARTA DI LAMPEDUSA, PER RISCRIVERE LA GEOGRAFIA DEI DIRITTI

| Scritto da Redazione
CARTA DI LAMPEDUSA, PER RISCRIVERE LA GEOGRAFIA DEI DIRITTI

CARTA DI LAMPEDUSA, PER RISCRIVERE LA GEOGRAFIA DEI DIRITTI
Voglio augurare buon lavoro ai tanti e alle tante che dal 31 gennaio al 2 febbraio hanno scelto di tornare a Lampedusa per affrontare le questioni connesse alle frontiere europee. Da sempre il nostro partito ha considerato criminali non solo la logica dei respingimenti e della militarizzazione del Mediterraneo che finora hanno portato solo lutti e sofferenze, ma altrettanto gravi le normative che impediscono a chi sceglie questo continente e questo Paese, di costruirsi un futuro decente, nel lavoro e nei diritti. Riteniamo inaccettabile continuare a vivere in un’Italia in cui la vita di milioni di cittadini è governata da leggi xenofobe e razziste come la Bossi-Fini. E riteniamo importante partecipare ai lavori di elaborazione della Carta, sia per i contenuti che vuole esprimere che per le modalità con cui si va realizzando. Riteniamo infatti che la costruzione di uno spazio pubblico e partecipato capace di rimettere in moto, su contenuti chiari, soggetti collettivi e individuali fra loro diversi ma con prospettive convergenti, è un punto che noi riteniamo decisivo. E’ importante anche perché Lampedusa non deve rimanere il luogo dell’eterna emergenza ma deve diventare simbolo propulsore di una idea alternativa dell’Europa e del suo rapporto con il Mediterraneo.

LA NOTIZIA

I punti cardine della Carta: Cie, accoglienza, mobilità

Focus. L’Agenda programmatica euromediterranea

L’ingresso immediato e sicuro di chi fugge dai conflitti, la necessità di uno stravolgimento delle politiche di accoglienza a livello comunitario, l’azzeramento delle risorse destinate alle opera-zioni militari/umanitarie di controllo dei confini, il completo rovesciamento delle condizioni che legano il soggiorno al lavoro, la libertà di circolazione interna allo spazio europeo. Sono questi alcuni dei punti cardine della «Carta di Lampedusa». La sfida più importante è, però, quella che comincerà alla conclusione dei lavori sull’isola, quando questi nodi si dovranno trasformare in agenda programmatica su scala euromediterranea. Uno dei fronti più caldi su cui si misureranno movimenti ed associazioni, fin da subito, sarà quello della detenzione ammi-nistrativa. Secondo il Viminale, in Italia, ci sono 13 centri in esercizio. Quelli di Serraino Vul-pitta, Brindisi, Crotone, Bologna e Gradisca sono ufficialmente chiusi in attesa di riaprire. Il Cie di Modena è stato definitivamente cancellato, mentre la struttura di Lamezia Terme (Cz) non è più operativa perché i locali non risultano idonei alla destinazione d’uso. A questi si aggiunge la recente chiusura temporanea del centro di via Corelli, a Milano.

Quelli costruiti nel 2011 a Santa Maria Capua Vetere e Palazzo San Gervaso, pur attivi, sono in attesa del completamento dei lavori di adeguamento, mentre anche per il Cie di Milo si prospetta lo stop. Tutti gli altri operano con capienza ridotta a causa dei danneggiamenti prodotti dalle rivolte.

La prima scommessa per i movimenti che si ritrovano a Lampedusa si gioca proprio intorno a questa mappa, che rappresenta il fallimento delle politiche europee in materia di immigrazione.

La protesta delle bocche cucite nel Cie di ponte Galeri a Roma e le rivolte di Torino hanno riaperto la questione della chiusura dei due centri mentre a Bologna, a Gradisca e a Milano, si giocherà un’importante contesa con il Ministero, proprio lì, dove il discorso sulla non riapertura dei Cie già chiusi, ha coinvolto anche diversi enti locali.

Sul fronte dei centri per richiedenti asilo, invece, sarà il Mega Cara di Mineo al centro delle mobilitazioni; è il simbolo di un sistema di accoglienza disastroso e speculativo che, su tutto il territorio nazionale, dopo i nuovi arrivi dalla Siria e dal Corno D’Africa, rischia di gonfiare nuovamente le tasche di speculatori ed affaristi, ancora una volta, sulla pelle dei migranti.

CONSULTA AMPIA RASSEGNA STAMPA DEL 31/01/2014 SULL’ARGOMENTO PROPOSTO

http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=31980#31980

2014-02-02

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