Giovedì, 12 dicembre 2019 - ore 15.37

Coldiretti Ue, no ai tagli all’agricoltura: 32 milioni a rischio in Lombardia

L’agricoltura lombarda rischia un taglio delle risorse di circa 32 milioni di euro, tra pagamenti diretti e sviluppo rurale (PSR). È quanto stima la Coldiretti regionale in riferimento alla riduzione del budget per la Politica agricola comune (Pac) dal 2020 al 2021, prevista dalla proposta di regolamento transitorio adottato dalla Commissione europea.

| Scritto da Redazione
Coldiretti Ue, no ai tagli all’agricoltura:  32 milioni a rischio in Lombardia

Coldiretti Ue, no ai tagli all’agricoltura:  32 milioni a rischio in Lombardia

L’agricoltura lombarda rischia un taglio delle risorse di circa 32 milioni di euro, tra pagamenti diretti e sviluppo rurale (PSR). È quanto stima la Coldiretti regionale in riferimento alla riduzione del budget per la Politica agricola comune (Pac) dal 2020 al 2021, prevista dalla proposta di regolamento transitorio adottato dalla Commissione europea.

“È uno scenario inaccettabile – commenta Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia – Bisogna garantire le risorse, affinché l’agricoltura possa continuare a essere un motore di sviluppo sempre più sostenibile per il Paese e per l’Europa”. “Indebolire il comparto agricolo, che è l’unico settore realmente integrato dell’Unione – continua Voltini – significa minare le fondamenta della stessa UE in un momento particolarmente critico per il suo futuro”.

A livello nazionale – afferma la Coldiretti – per l'Italia vengono stanziati 3,56 miliardi in pagamenti diretti e 1,27 per lo sviluppo rurale (Psr), rispettivamente 140 milioni (-3,9%) e 230 milioni in meno (-15,6%) rispetto al massimale 2020, per una riduzione totale di 370 milioni di euro, prevista nel 2021 con il passaggio dal vecchio al nuovo Quadro Finanziario Pluriannuale (QFP).

Nelle prossime tappe del difficile negoziato tra i Capi di Stato e di Governo – spiega la Coldiretti – serve quindi maggiore rigore per salvaguardare le risorse finanziare, ma anche per realizzare una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che  “riequilibri” la spesa, facendo in modo di recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per tutelare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare.

Con l'adozione dei regolamenti transitori, la Commissione europea riconosce che, per il prolungarsi dello stallo sui negoziati paralleli sulla riforma e sul bilancio Ue 2021-2027, non ci sono i tempi per avviare la nuova Pac nel 2021 come previsto. Propone quindi una serie di aggiustamenti necessari a estendere l'attuale quadro legislativo e posticipare l'applicazione delle nuove regole di un anno, affinché la nuova PAC possa entrare in vigore il 1 gennaio 2022.

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