Lunedì, 15 agosto 2022 - ore 17.07

Con l’aria più pulita in UE si sarebbero potute salvare 178 mila vite nel 2019

| Scritto da Redazione
Con l’aria più pulita in UE si sarebbero potute salvare 178 mila vite nel 2019

La nota informativa dell’AEA «Health impacts of air pollution in Europe» (Impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute in Europa) presenta stime aggiornate su come tre inquinanti principali, particolato fine, biossido di azoto, ozono troposferico, hanno inciso sulla salute dei cittadini europei nel 2019. La presente nota informativa valuta inoltre i potenziali benefici di miglioramento della qualità dell’aria rispetto ai nuovi valori orientativi consigliati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Inoltre, la nota informativa misura i progressi verso il piano d’azione dell’UE per l’inquinamento zero di ridurre di più del 55 % entro il 2030 il numero di decessi prematuri dovuti all’esposizione al particolato fine.

  • Secondo le stime più recenti dell’AEA, 307 000 persone sono decedute prematuramente a causa dell’esposizione all’inquinamento da particolato fine nell’UE nel 2019[1]. Si sarebbe potuto evitare almeno il 58% di questi decessi, ossia 178 000 persone se tutti gli Stati membri dell’UE avessero raggiunto il nuovo livello orientativo di 5 µg/m3.
  • La qualità dell’aria in Europa era migliore nel 2019 che nel 2018, il che ha comportato anche un minor impatto negativo sulla salute. Il calo dell’inquinamento segue una tendenza a lungo termine, guidata da politiche volte a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria.
  • Nel quadro del Green Deal europeo, il piano d’azione dell’UE per l’inquinamento zero stabilisce l’obiettivo di ridurre il numero di decessi prematuri a causa del particolato fine di più del 55 % entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005. Secondo l’analisi dell’AEA, l’UE è attualmente sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo, dal momento che il numero di tali decessi è diminuito di circa un terzo dal 2005 al 2019.

«Investire in un riscaldamento domestico, in una mobilità, in un’agricoltura e in un’industria più pulite consente di migliorare la salute, la produttività e la qualità della vita di tutti gli europei, e in particolare dei più vulnerabili. Questi investimenti salvano vite e contribuiscono anche ad accelerare il progresso verso la neutralità in termini di emissioni di carbonio e una forte biodiversità», ha affermato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA.

«Il diritto di respirare aria pulita dovrebbe essere un diritto umano fondamentale. È una condizione necessaria per società sane e produttive. Nonostante i miglioramenti nella qualità dell’aria riscontratisi in passato nella nostra regione, dobbiamo ancora percorrere ancora molta strada prima di raggiungere i livelli indicati nei nuovi orientamenti dell’OMS sulla qualità globale dell’aria», ha affermato il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, dott. Hans Henri P. Kluge. «All’OMS, apprezziamo il lavoro svolto dall’AEA, che mostra tutte le vite che potrebbero essere salvate se si raggiungessero i nuovi livelli di qualità dell’aria, fornendo ai responsabili politici solide prove dell’urgente necessità di affrontare quest’onere sanitario”.

La pubblicazione della nota informativa dell’AEA ha preceduto l’EU Clean Air Forum (forum europeo «Aria pulita») che ha avuto luogo il 18 e il 19 novembre 2021. Il forum ha riunito decisori, parti interessate ed esperti che riflettono sullo sviluppo e sull’attuazione di efficaci politiche, progetti e programmi europei, nazionali e locali, e di informare sulla revisione in corso delle norme dell’UE, compreso il loro più stretto allineamento con gli orientamenti dell’OMS in materia di qualità dell’aria.

(Fonte Agenzia europea dell’ambiente)

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