Martedì, 17 settembre 2019 - ore 01.49

Congresso ANPI di Cremona "Salvador Allende".

| Scritto da Redazione
Congresso ANPI di Cremona

Questa mattina si è svolto il Congresso della sezione ANPI di Cremona "Salvador Allende".
Oltre al nuovo Presidente (Ennio Serventi) ed al nuovo Vice Presidente (Paolo Cattane) è stato eletto il nuovo Comitato Direttivo ed anche i 33 delegati al congresso provinciale che avrà luogo domenica 27 febbraio pv.
Oltre al documento politico il congresso ha approvato anche due ordini del giorno: uno contro la decisione di dedicare una via cittadina ad Aldo Protti e l'altro a favore del Referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua

Documento Politico Congresso Cittadini ANPI
L’Assemblea congressuale cittadina dell’ANPI
Approva la relazione introduttiva tenuta da Evelino Abeni e le linee proposte nel documento nazionale
preparatorio del 15° Congresso Nazionale.
Considera positivamente il lavoro svolto dalla Sezione e dall’ANPI cremonese. In particolare il lavoro
svolto, anche in collaborazione con ANPC, l’Associazione per il ricordo dei Caduti di Cefalonia, vari Enti
locali, lavoro che ha portato alla pubblicazione e alla divulgazione di opere sulla Resistenza nel
cremonese e sulla partecipazione di tanti cremonesi alla lotta di Liberazione nazionale, in particolare di
chi in questa lotta ha dato la vita stessa. La Resistenza è stata definita il secondo Risorgimento, riteniamo
che le Associazioni che la rappresentano dovrebbero essere chiamate a far parte del Comitato istituito
presso la Prefettura per le iniziative relative al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Ritiene contraddittori con tutto questo atteggiamenti come quelli dell’Amministrazione Provinciale e più
recentemente del Comune di Crema che hanno deliberato di sottrarsi alla partecipazione agli organismi
unitari dell’antifascismo e della difesa della democrazia. Tali organismi negli scorsi anni sono stati in
grado di realizzare un rapporto costruttivo fra tutte le forze democratiche per la memoria della nostra
storia, per la difesa dei principi della Costituzione contro ogni rigurgito fascista, per la lotta al terrorismo
di ogni colore, nonché iniziative rivolte alle scuole (in particolare i viaggi nei luoghi della deportazione e
della shoah) che si stanno dimostrando in grado di fare un passo avanti oltre la conservazione della
memoria. Atteggiamento diverso ha avuto ad esempio la Regione Lombardia, la quale ha dimostrato di
apprezzare tangibilmente il lavoro svolto.
Dalla valorizzazione della memoria facciamo derivare l’iniziativa relativa ai problemi odierni, in
particolare ai pericoli di vero e proprio snaturamento della nostra Costituzione Repubblicana. In modo
strisciante si cerca di affermare un presidenzialismo populista che si pone in antitesi a quanto previsto
nella nostra costituzione, che vede al centro della rappresentanza popolare il parlamento, articolato in una
maggioranza e in una minoranza, il bilanciamento tra i poteri e la piena autonomia della magistratura. Si
punta invece ad affermare un capo dell’esecutivo che vorrebbe essere il solo rappresentante diretto del
popolo, come tale con un potere quasi incondizionato, con un parlamento composto in maggioranza da
persone da lui stesso prescelte, con un forte attacco all’autonomia della magistratura. Questa è una strada
che il Paese non deve imboccare, il parlamento deve tornare ad essere pienamente rappresentativo delle
effettive opinioni politiche esistenti nella società, senza abbandonarsi a un bipolarismo troppo
semplificativo e riduttivo, pur nel rispetto delle esigenze di governabilità del paese.
La Costituzione verrebbe colpita anche in altre parti fondamentali: si vorrebbero stravolgere articoli
riguardanti il lavoro e l’economia, come l’art.41 che, pur affermando la libertà d’impresa la commisura
con la libertà, la sicurezza e la dignità dei lavoratori e dei cittadini e con il progresso sociale complessivo.
Si rivela assolutamente inconsistente il pretesto che da questo articolo nasca un vincolo allo sviluppo
delle imprese: ben altre sono le cause dell’attuale crisi, come l’incontrollata speculazione finanziaria,
mentre l’Italia proprio con questa Costituzione ha potuto avere periodi di forte sviluppo e progresso. Il
progresso è tale solo se si traduce nello sviluppo effettivo della società, prevedendo opportuni limiti alla
assoluta libertà delle leggi di mercato ove queste collidano con i diritti fondamentali dei cittadini.
Inquietanti attacchi alla validità ed applicabilità dei contratti nazionali, alla libera rappresentanza
sindacale e persino al diritto di sciopero mettono oggi gravemente in discussione nella pratica quelle
radici della democrazia che hanno fondamento nei rapporti di lavoro.
L’ANPI cittadino di Cremona pertanto si impegna a costruire e rafforzare la più ampia unità delle forze
sociali, culturali e politiche presenti in città che condividono fermamente la necessità di difesa dei
principi fondamentali della Costituzione affermati a partire dalla conquista della democrazia e della
libertà con la Resistenza, con particolare riferimento all’unità dell’Italia.
Il congresso ritiene infine sia giunto il momento, auspicato da molti anni dall’ANPI di Cremona, perché
una nuova generazione assuma primarie responsabilità nella nostra organizzazione. Ciò è oggi tanto più
possibile in quanto in questi anni tale processo è cresciuto sulla collaborazione e continuità con chi ancora
rappresenta la diretta testimonianza della lotta di liberazione e dell’affermazione della Repubblica, della
Costituzione e dei diritti fondamentali. Queste finalità saranno in tal modo rinvigorite e rinnovate nella
vita cittadina.
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ODG contro la decisione di dedicare una via cittadina ad Aldo Protti
Il Congresso della sezione cremonese dell'ANPI "Salvador Allende"
preoccupato
per l'accentuarsi di forme pesanti di revisionismo storico volte a cancellare o
a stravolgere le radici antifasciste e democratiche della nostra storia;
consapevole
che tali fenomeni vanno presentandosi sia con atti violenti di diversa natura,
sia sotto forma di interventi proposti da diverse istituzioni - locali, regionali e
nazionali - oggi sotto il controllo delle forze della destra, volti a segnare la
storia ed il territorio con messaggi e simboli di chiara valenza revisionistica;
tenuto conto
delle conferme evidenziate anche dalle più recenti, documentate rivelazioni
che testimoniano, oltre ogni ragionevole dubbio, l'attiva presenza del
Sergente Maggiore della GNR Aldo Protti nella zona operativa di guerra della
Valle di Susa per 10 lunghi mesi - dal luglio 1944 all'aprile 1945 - al fianco
delle truppe naziste occupanti ed alla testa del nutrito manipolo di fascisti
cremonesi colà appositamente inviato dal ras di Cremona Roberto Farinacci;
nella considerazione
che quel manipolo di fascisti cremonesi ebbe modo di partecipare, in quei
lunghi mesi, ad oltre 100 rastrellamenti in valle di Susa e nelle altre valli
limitrofe, azioni che portarono non solo alla tragica morte di tanti giovani ma
anche al prolungamento forzato delle operazione di guerra, che senza tali
interventi armati avrebbero anche potuto finire molto prima;
nel ricordare con deferenza e con orgoglio
i 2.024 caduti in quello stesso periodo nella lotta partigiana nelle Valli di Susa,
Lanzo, Chisone e Sangone ed i 15 caduti partigiani cremonesi lassù operanti;
giudica pesantemente negativa
le decisione assunta dal Comune di Cremona di dedicare Via Strettalunga ad
Aldo Protti - ipocritamente motivata dalla indubbia grandezza della figura
dell'artista lirico - che tale ebbe la possibilità di diventare anche per aver
nascosto per tutta la vita questa sua attiva presenza nella caccia ai partigiani
ed ai combattenti per la libertà;
nella considerazione che
il giusto riconoscimento di Cremona al grande artista lirico sia già
sufficientemente rappresentato dalla targa ricordo posta da anni nel foyer del
teatro Ponchielli;
convinto che
la decisione di dedicargli la via nella quale ebbe i natali risulti invece essere
un evidente e palese segnale della volontà di offendere e tendenzialmente
cancellare il ricordo dell'eroica presenza dei cremonesi nella lotta per la
libertà e contro le tirannide fascista e l'invasore tedesco;
consapevole
che la battaglia per la difesa e lo sviluppo delle democrazia passi anche
attraverso segnali e simboli di carattere valoriale e culturale;
chiede
al Sindaco, alla Giunta, al Consiglio comunale ed ai componenti la
Commissione Toponomastica di rivedere quella decisione, che assume il
senso di un'onta nera nei confronti della storia della nostra città;
impegna
le rappresentanze dell'ANPI all'interno del “Comitato per la difesa e lo
sviluppo della democrazia” a sollevare la questione in tale ambito, con
l'obbiettivo di indurre il rafforzamento della battaglia culturale e politica in
difesa dei simboli e dei valori della Resistenza e della Costituzione;
impegna altresì
gli iscritti ed i militanti dell'ANPI cremonese in un'azione profonda e
capillare di informazione e di dibattito nella città, volta a rafforzare il legame
della Cremona di oggi con le proprie radici storiche, utilizzando a questo fine
anche le numerose occasioni che si presenteranno nel 2011, nel 150esimo
anniversario dell'Unità d'Italia.
Deo Fogliazza
Cremona, 6 febbraio 2011
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ODG a sostegno della ripubblicizzazione dell'acqua.
Considerato che nel corso dell’anno 2010 è stata effettuata una raccolta firme per la richiesta di tre
referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua, coerentemente alle norme costituzionali
riguardanti la piena realizzazione dei diritti dei cittadini;
considerato che a tale raccolta firme hanno aderito ufficialmente l’ANPI locale e nazionale;
ricordando l’alto valore simbolico derivante dall’avere iniziato tale raccolta firme in occasione del
25 aprile, anniversario della liberazione degli italiani dal nazifascismo;
preso atto che tale raccolta firme si è conclusa con lo straordinario risultato di 1.400.000 firme, il
risultato più alto nella storia di questa nazione;
preso atto che il superamento della quantità di firme necessarie è stato riconosciuto dagli organi
competenti
preso atto che due dei tre quesiti presentati sono stati riconosciuti ammissibili dalla Corte
Costituzionale
preso atto che le motivazioni di tale sentenza di ammissibilità riconfermano pienamente la validità
dei quesiti dichiarati ammissibili ad ottenere gli scopi per cui sono stati presentati
il congresso della sezione ANPI Salvador Allende di Cremona
conferma il proprio appoggio a tale iniziativa impegnandosi a dare in base alle proprie capacità e
possibilità il massimo appoggio alla fase successiva, sollecitando i cittadini a partecipare alla
consultazione referendaria, riconoscendolo come efficace strumento di partecipazione democratica
e cooperando con il comitato referendario costituito nell’anno 2010 per ottenere il raggiungimento
del quorum necessario per la validità degli esiti e per la scelta dei due Sì in occasione di tale
consultazione.
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Direttivo AMPI "Salvator Allende"
Il Congresso della sezione ANPI “Salvador Allende” di Cremona tenutosi domenica 6 febbraio ha
eletto il proprio Comitato Direttivo che risulta composto da:
Evelino Abeni
Giuseppe Azzoni
Francesca Berardi
Pierantonio Bonetti
Vittorina Bozzi
Paolo Cattane
Giampiero Carotti
Deo Fogliazza
Anna Grimaldi
Carlo Pollina
Grazia Rossi
Ennio Serventi
Rodolfo Bona
Il Direttivo si è subito riunito ed ha nominato Ennio Serventi, Presidente e Paolo Cattane Vice
Presidente

 

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