Contro l’Autonomia Differenziata in 24 ore 120mila firme online| Gian Carlo Storti
L’Italia deve essere Unita, Libera e Giusta
Anche a Cremona si è costituito il Coordinamento ‘Contro l’Autonomia Differenziata’.
Aderiscono: CGIL, UIL, ARCI, ANPI, ACLI, AUSER, Associazione 25 aprile, Comitato Democrazia Costituzionale, Stati Generali Clima, Ambiente e Salute, Pax Christi, Comunità Laudato Si, Libera contro le Mafie, Partito Democratico, Sinistra Italiana, Europa Verde, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, PSI, Italia Viva, Possibile, Giovani Democratici Cremona
A livello nazionale il Comitato ha deciso di affidare alle Cgil territoriali l’attività di coordinamento organizzativo.
Non è cosa da poco che la raccolta delle firme per un referendum abrogativo sia sostenuta ed organizzata sia dalle OO.SS. (Cgil e Uil) , dai partiti dell’opposizione ( salvo Azione di Calenda) e da moltissime associazioni di volontariato che praticano attività sociale su tutto il territorio.
In una sua nota il coordinamento cremonese ‘ concorda nel ritenere l’autonomia differenziata un vero e proprio progetto delle diseguaglianze che dividerà il Paese e aumenterà i divari sociali, compromettendo i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione.
L'autonomia è una vera e propria controriforma che non colpirà solo il Sud, ma l'intero Paese, comprese le “ricche” ed “eccellenti” regioni del Nord, privandolo di opportunità di crescita sociale, occupazionale ed economica.
I rischi sono molti e toccano specialmente le fasce più deboli: ne risentirà l’istruzione pubblica, il welfare universalistico sarà ridimensionato, il sistema sanitario subirà ulteriori danni, la prevenzione degli incidenti sul lavoro sarà indebolita e i contratti collettivi nazionali di lavoro saranno messi in discussione, frammenterà le politiche di tutela dell’ambiente e degli ecosistemi e renderà più difficile anche il fare impresa.
A farne le spese saranno, quindi, soprattutto le fasce popolari e le aree più vulnerabili dell’intero Paese, con gravi ripercussioni sulla coesione sociale e sul tessuto produttivo nazionale’.
Giudizio chiaro. La destra vuole con questa legge e con il ‘Premierato’ stravolgere la costituzione e fortemente ridimensionare la forma di democrazia parlamentare e rappresentativa della nostra Repubblica uscita dalla resistenza antifascista e dalla lotta parigiana.
Si questi concetti dobbiamo ribadirli con forza e con validi argomenti.
Entro metà settembre si dovranno raccogliere 500mila firme, non solo online, ma anche ai banchetti.
Poi la Corte Costituzionale si dovrà pronunciare sull’ammissibilità del referendum stesso. Ci sono anche cinque regioni che chiederanno il referendum: Emilia Romagna, Toscana, Campania, Puglie e Sardegna.
Un fronte vasto che prefigura la costruzione di una alleanza politica al governo di destra della Meloni. E’ presto per dirlo ma questo è un buon inizio.
Essendo questo un referendum abrogativo è necessario raggiungere il 50% + 1 degli aventi diritto al voto ( pari a oltre 25 milioni di elettori) e ottenere il 50% + 1 di SI all’abrogazione.
Si ci tremano i polsi. Ma dobbiamo essere coerenti e tenaci, parlare con tutti i cittadini ed essere fiduciosi. Adelante
Gian Carlo Storti
Cremona 27 luglio 2024
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https://referendumautonomiadifferenziata.com/
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