Lunedì, 17 gennaio 2022 - ore 20.47

(CR) Pianeta Migranti. Nasce movimento dal basso che dice basta ai morti in mare.

Per questo nasce il movimento #Le Veglie contro i morti in mare.

| Scritto da Redazione
(CR) Pianeta Migranti. Nasce movimento dal basso che dice basta ai morti in mare.

Cremona Pianeta Migranti. Nasce un movimento dal basso che dice basta ai morti in mare.

Il Mediterraneo è ormai un cimitero di persone e di speranze. Ha poco senso esprimere indignazione e solidarietà ‘dopo’ che il naufragio è avvenuto. Occorre prevenire il disastro e salvare chi è in pericolo. Per questo nasce il movimento #Le Veglie contro i morti in mare.

La legge internazionale del mar, da sempre, obbliga a prestare soccorso ai naufraghi ed a metterli in salvo in un porto sicuro. Un obbligo che è ampiamente disatteso, visto che in 28 anni sono morte in mare 40.555 persone, (circa 1450 l’anno) e che nei primi sei mesi del 2021 sono morte più di 820 persone nella rotta tra Italia e Libia. L’incidente più grave del 2021 è stato quello del 22 aprile con 130 morti. Tutte le cifre dei morti sono in difetto perché tanti naufragi non lasciano alcuna traccia.

Gli Stati che dovrebbero portare i soccorsi, sempre più spesso, si rimpallano la responsabilità o delegano ad altri il compito, come ha fatto l’Italia  con la Guardia costiera libica in cambio di fior di soldi e supporti tecnici.

Purtroppo, succede sempre più spesso che i barconi in balia delle onde, quando lanciano il loro SOS, non vengano nemmeno soccorsi e siano lasciati alla deriva. Questo è anche il frutto di tutti gli ostacoli e i blocchi amministrativi posti alle navi delle ong che praticavano i salvataggi. Tante e pesanti le accuse piovute da più parti nei loro confronti, che peròle conseguenti indagini giudiziarie hanno dissipato come neve al sole perché frutto solo di propaganda politica tendenziosa.

Non salvare i migranti in mare significa dismettere quei doveri di solidarietà -sanciti anche dalla nostra Costituzione oltre che dall’ordinamento internazionale - da parte di organismi, istituzioni e governi intenzionati soltanto a fermare i migranti, a qualunque costo e prezzo. Di fronte a questo squallido spettacolo c’è però, una fetta di società civile che intende reagire, dissentire, denunciare, fare pressione verso quanti non prestano il dovuto soccorso. Sono gruppi di persone che non vogliono

chiudere occhi, orecchie e cuore quando altri esseri umani vengono lasciati morire in mare, o riconsegnati agli aguzzini da cui tentano di fuggire. Sono persone disposte a mobilitarsi immediatamente qualora le richieste di soccorso -inascoltate- vengano comunicate da Alarmphone o da navi, aerei e ong di soccorso presenti nel Mediterraneo. In caso di allarme, cercano di raggiungere il più presto possibile le piazze di fronte alle rispettive prefetture o altre piazza idonee individuate città per città e ad occuparle con una “veglia” ad oltranza fino a che il dovuto soccorso non venga prestato da chi è preposto a farlo. Attraverso i social e l’informazione fanno massa critica coinvolgendo associazioni, scuole, organismi sociali e religiosi…al fine di sollecitare i decisori politici a intervenire, a non lasciar morire esseri umani in fuga o restituirli agli aguzzini dei lager.

Si legge nel loro appello: “Abbiamo l’urgenza di mettere fine alle sofferenze inumane che vengono inflitte a tanti innocenti. La sofferenza di chi viene abbandonato nell’immensità vuota del mare a lunghe agonie disperate, la sofferenza di chi subisce tortura e stupro nei lager libici, la sofferenza di chi, in questo mondo dominato dal profitto, ha fatto l’errore di nascere povero.”

Credono nella forza della nonviolenza attiva. Se di fronte a centinaia di persone abbandonate in mare come dei ‘vuoti a perdere’ le piazze si affollassero di gente, si salverebbero tante vite insieme al principio di umana fraternità, cardine di una convivenza che si dice “civile”. Di fatto, pur

nell’attuale clima di indifferenza e rifiuto verso i migranti, città per città, gli elenchi delle persone disponibili ad essere “chiamate in piazza” si sta allungando. Ci sono già state  mobilitazioni a Genova, Milano, Bergamo e Palermo, Cosenza e anche Madrid.

Per saperne di più: https://youtu.be/SoBwDczxtsw https://www.facebook.com/Le-Veglie-contro-le-morti-in-mare-108403021503985

 

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