Lunedì, 24 giugno 2019 - ore 15.23

Crema La moschea non si farà Il Centro Islamico non ha i requisiti di Stefania Bonaldi

La commissione che presiede la gara per la concessione in diritto di superficie di un’area di proprietà comunale, finalizzata alla realizzazione di attrezzature destinate a servizi religiosi, ha ritenuto non ammissibile la partecipazione dell’unico soggetto candidato, ovvero il Centro Islamico Cremasco.

| Scritto da Redazione
Crema La moschea non si farà Il Centro Islamico non ha i requisiti di Stefania Bonaldi

Non è risultata accoglibile l’ istanza di riapertura termini proposta dalla Associazione partecipante né è stata ritenuta idonea la documentazione integrativa prodotta, sotto richiesta del Comune, per il profilo della sostenibilità e tracciabilità finanziaria dell’intervento, che, è bene ricordarlo, era totalmente a carico dei partecipanti.

L’Amministrazione Comunale si è spesa in questi anni con buona fede, trasparenza e molta determinazione nella volontà di affermare un diritto che continuiamo a ritenere inviolabile, quello di pregare il proprio Dio, all’interno di un luogo dignitoso e sacro. Ciò, nell’epoca del mondo “globale”, con riferimento sia ai fedeli di religione islamica, che avevano manifestato apertamente le proprie aspirazioni di disporre di un luogo di culto, sia ai fedeli di altre confessioni, diverse dalla cattolica.

Per questa ragione, pure in un momento storico particolarmente difficile e delicato, dettato da un contesto internazionale talora drammatico, abbiamo ritenuto che fosse compito dell’Amministrazione Comunale, appositamente interpellata, quello di creare le condizioni perché tale diritto “inviolabile” potesse essere garantito ed esercitato.

Lo abbiamo fatto in massima trasparenza e buona fede, consapevoli del fatto che il tema sarebbe stato divisivo, foriero di polemiche e di strumentalizzazioni, che avrebbe generato tensioni e preoccupazioni e che, sul piano del consenso, avrebbe persino potuto essere nocivo per la Amministrazione. Tuttavia ci pareva  giusto, serio e responsabile, come Amministratori, trovare soluzioni dignitose e rispettose, riconoscendo un diritto e consentendo il suo esercizio nella legalità e alla luce del sole, circostanza che ritenevamo e continuiamo a ritenere più sicura e tutelante per tutti.

Di qui la predisposizione di una variante urbanistica per individuare un luogo idoneo da destinare al culto, cercando il massimo della compatibilità fra il territorio, i suoi abitanti ed il nuovo insediamento. Variante portata a compimento per Via Milano, perché le sole aree destinate al culto in precedenza erano tutte contigue a oratori e chiese cattoliche.

Da subito, tuttavia, al netto di ogni strumentalizzazione, abbiamo anche affermato che non sarebbe stato “luogo di culto purchessia”, ma che avremmo preteso e vigilato, con gli strumenti amministrativi che ci sono dati, affinchè questo diritto si potesse dispiegare con precise garanzie e vincolando le comunità religiose partecipanti ad un bando ad una serie di impegni , a cominciare dal rispetto dei principi di eguaglianza, libertà e democrazia sanciti dalla nostra Costituzione, il cui dettato vale per tutti, ma pretendendo anche precise tutele in ordine alla trasparenza, alla sostenibilità finanziaria, alla tracciabilità dei finanziamenti impiegati, alla traduzione in italiano dei testi della predicazione, alla sicurezza.

Ne è nato un bando, studiato dalla giunta e licenziato dal consiglio comunale lo scorso inverno, elaborato anche con un contributo della commissione consiliare Ambiente e territorio, che sanciva la cornice entro la quale si sarebbe potuta dispiegare la realizzazione del luogo di culto.

Il resto è cronaca di questi giorni.

L’unico soggetto partecipante, la Comunità Islamica Cremasca, non è stata in grado di offrire le garanzie richieste dal bando per la sostenibilità e la tracciabilità finanziaria dell’opera.

Circostanza che comprova peraltro come il bando non fosse stato tagliato su misura su nessuno, come  chi ha giocato a lungo sulle preoccupazioni e sulle paure di onesti cittadini ha inutilmente e falsamente sostenuto, per gettare ombre e discredito sulla Amministrazione.

Ciò che è evidente è che non sussistono, ad ora,  quelle condizioni  essenziali e tassative previste per la realizzazione del luogo di culto islamico, né è immaginabile che tali condizioni possano sussistere nel breve-medio termine, quindi è esclusa, oggi, l’idea di un nuovo bando. Certamente non  nel corso dei prossimi mesi.

Esprimendo rammarico sincero per la comunità musulmana, che coltivava la speranza, a breve, di potere disporre di un proprio luogo di preghiera, non posso che ribadire che l’Amministrazione e la struttura comunale, che ringrazio per l’impegno profuso in questo lungo percorso, continueranno a spendersi per trovare strade che consentano di coniugare l’esercizio di un diritto fondamentale, nel rispetto della legalità,  delle aspirazioni e delle preoccupazioni dell’intera nostra comunità cremasca.

 

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