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Cremona al tempo di Federico II | Matteo Cazzulani

Cremona capitale imperiale: la politica cremonese raccontata in una biografia polacca su Federico II di Svevia

| Scritto da Redazione
Cremona al tempo di Federico II | Matteo Cazzulani

Cremona al tempo di Federico II | Matteo Cazzulani

Cremona capitale imperiale: la politica cremonese raccontata in una biograï¬Âa polacca su Federico II di Svevia

Città dalla provata fedeltà, sempre al ï¬Âanco dell'Imperatore anche in occasione di sconï¬Âtte, capitale politica del Nord Italia. Così la città di Cremona viene rappresentata del libro Federico Hohenstauf Imperatore Romano (Fryderyk Hohenstauf Cesarz Rzymski in lingua originale), biograï¬Âa di Federico II di Svevia redatta, in polacco, dal Professor Jerzy HauziÅ„ski.

Nonostante, come dichiara apertamente l'autore, la biograï¬Âa intende trattare vita e parabola politica di Stupor Mundi (com'è denominato Federico II), le vicende politiche italiane del tempo trovano ampio spazio, con particolare evidenza nei confronti di Cremona: capoï¬Âla dello schieramento ghibellino in Nord Italia e sede privilegiata di Federico in Lombardia.

Cremona viene introdotta come città fedelissima dell'Imperatore ï¬Ân dall'inizio dell'epopea politica di Federico, quando, nel 1212, un reparto militare cremonese soccorre il giovane svevo, costretto a gettarsi nel ï¬Âume Lambro, da un agguato di milanesi e piacentini nei confronti della delegazione della città di Pavia, che stava scortando Stupor Mundi nel suo itinerario verso la Germania per ricevere la corona imperiale.

Successivamente, Cremona è sede di una Dieta nel 1226, convocata per organizzare il governo imperiale in Nord Italia, nella quale Federico mette al bando le città dello schieramento guelfo che avevano deciso di disertare l'evento. Tale decisione ï¬Ânisce per inasprire il conï¬Â‚itto tra Cremona e Milano, attorno al quale si stava già giocando il controllo del Cremasco e, piu in generale, della Riva Sinistra dell'Adda: territorio di importanza commerciale strategica per entrambe le città.

A seguito dell'elezione a Papa di Gregorio IV , che sostiene attivamente il rilancio dell'intesa guelfa Milano-Piacenza-Brescia-Lodi in funzione anti-imperiale, negli anni trenta del XIII secolo Cremona diviene centro politico di una rete di città ghibelline assieme a Pavia, Parma, Reggio, Modena e il Monferrato. Federico non solo sostiene tale rete, ma la espande, grazie anche all'appoggio di Ezzelino da Romano, a Verona e Ferrara.

Il ruolo di Cremona capitale politica dell'Imperatore nel Nord Italia viene ben relazionato dall'autore in occasione di una seconda campagna lombarda di Federico, che riporta Verona nel campo ghibellino, aggiunge Bergamo, Mantova Vicenza e Treviso allo schieramento imperiale, e permette al sovrano svevo di sconï¬Âggere i Comuni guelï¬Â a Cortenuova nel 1237.

In occasione di tale battaglia, relaziona l'autore, Cremona è luogo di residenza di Federico, oltre che città nella quale il Carroccio milanese viene portato e mostrato alla popolazione come trofeo di guerra (prima di essere inviato a Roma).

A seguito dell'incremento del peso politico di Cremona legato alla vittoria di Federico a Cortenuova, anche la città di Lodi, ï¬Ânora roccaforte guelfa, entra in orbita cremonese e passa allo schieramento ghibellino, sancendo, così, il predominio di Cremona sul basso Adda.

Lo stretto legame con Stupor Mundi

L 'ascesa politica di Cremona, come prevedibile, è tuttavia legata a doppio ï¬Âlo con le vicende di Federico, che una volta scomunicato da Papa Innocenzo IV perde il sostegno della città di Parma, che passa al campo guelfo. Intenzionato a porre rimedio immediato per mantenere il potere in Nord Italia, Federico lancia un assedio a Parma col sostegno di una coalizione di città ghibelline capeggiata da Cremona, di cui fanno parte anche Pavia, Reggio, Modena, Treviso e Bergamo.

Conclusosi con una vittoria dei Comuni guelï¬Â accorsi a supporto di Parma - Milano, Piacenza e Brescia in primis - l'assedio segna l'inizio del declino di Cremona, che vede il suo Carroccio preso dai parmensi come trofeo di guerra assieme alle corone e al tesoro imperiale di Federico.

Un anno più tardi, nel 1249, Cremona, accorsa a sostegno dell'alleata Modena, viene sconï¬Âtta dalla guelfa Bologna (col supporto di Ferrara, passata allo nel frattempo allo schieramento guelfo) a Fossalta.

Tale disfatta militare aggrava la crisi politica di Cremona anche internamente, con lo schieramento guelfo capace di prendere temporaneamente il potere ï¬Âno all'avvento di Uberto Pallavicini. Costui ricompatta la fazione ghibellina cremonese, e vendica la sconï¬Âtta dell'anno precedente sconï¬Âggendo Parma nel 1250, rubandone il Carroccio.

L 'impresa del Pallavicini segna, tuttavia, il canto del cigno per Cremona. Con la morte di Federico, nel 1250, la città vede ampliï¬Âcarsi le proprie divisioni interne, con il partito guelfo, grazie anche e sopratutto al sostegno del popolo, avviato a prendere il potere, e ad inserire così Cremona nell'orbita politica di Milano.

Una testimonianza fuori Italia

La narrazione della storia politica di Cremona nel XIII secolo effettuata dall'autore non fa menzione di episodi di rilievo, come la Battaglia di Castelleone del 1213, con la quale Cremona batte Milano e ne conquista lo storico Carroccio, rafforzando la sua egemonia nel Basso Adda.

Nemmeno la vittoria cremonese sulle forze guelfe di Bologna a San Cesario nel 1229, che proietta Cremona a citta-leader di tutto il Nord Italia, viene citata nella biograï¬Âa.

Alcuna menzione, per ovvi motivi di scarso interesse da parte del pubblico polacco, è fatta anche nei confronti dello straordinario contributo che l'epoca federiciana ha dato a Cremona in termini di riqualiï¬Âcazione idrica - si pensi anche al Canale della Tagliata in chiave strategica.

Personalità di spicco della politica cremonese medievale, come il Vescovo Sicardo, sono altresì omesse.

Cio nonostante, la presenza di un racconto storicamente ben documentato presso il panorama editoriale polacco rende una notevole testimonianza della storia della città di Cremona al di fuori della storiograï¬Âa nazionale.

Matteo Cazzulani

Cracovia 15 aprile 2020

Foto : miniatura che rappresenta Federico entrare a Cremona col Carroccio dei milanesi dopo Cortenuova

 

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