Domenica, 21 giugno 2026 - ore 08.56

Cremona, Comitato Acqua Pubblica: ‘Non è troppo tardi per una A2Aexit’

«Da questa partita dipende direttamente anche il destino dell’inceneritore»

| Scritto da Redazione
Cremona, Comitato Acqua Pubblica: ‘Non è troppo tardi per una A2Aexit’

«È da ieri su tutti i media locali e sulle pagine economiche dei quotidiani nazionali la notizia che anche l’Autorità Anticorruzione apre un’istruttoria chiedendo per quale motivo non si sia fatta una gara pubblica per la vendita delle azioni di LGH ad A2A»: così Giampiero Carotti, portavoce del Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese. «Va ricordato che la chiusura della nefasta operazione di vendita è già slittata più volte, l’ultima poche settimane fa, quando si è avuta notizia dell’altra istruttoria, aperta quella volta dall’Antitrust, che ipotizza il rafforzamento di una posizione dominante in grado di rendere ridicola ogni ipotesi di concorrenza. Questa è l’Italia: siamo costretti ad attendere che autorità di controllo affermino ciò che sarebbe evidente a chiunque. Sono elementi che tutti i Comitati Acqua (e molti altri soggetti) in Italia hanno da subito evidenziato, avendo davanti agli occhi il quadro delle altre grandi multiutility italiane, che di concorrenza reale non amano sentir parlare», aggiunge Carotti.

«Pochi giorni fa si è risolto il dilemma delle elezioni milanesi: dilemma totalmente ininfluente sulla questione LGH-A2A, visto che entrambi i contendenti al ballottaggio hanno affermato a chiare lettere di non ritenere strategica la partecipazione del Comune di Milano in A2A. Detto in soldoni, è molto probabile che a settembre il controllo pubblico su A2A diventi un nostalgico ricordo. Interpellati al riguardo, i due supermanager di A2A Valotti e Camerano (che ricordiamo piazzisti di grandissimo livello pochi mesi fa a Cremona) hanno sostanzialmente fatto spallucce, ma hanno anche sottolineato i guadagni che Milano e Brescia realizzerebbero se ora vendessero le proprie azioni, che durante il loro mandato si sono molto apprezzate (grazie anche alla prospettata “partnership” con LGH)», prosegue il portavoce del Comitato Acqua. «Da questa partita dipende direttamente anche il destino del nostro amato inceneritore, rispetto al quale il balletto di date di spegnimento è stato oggetto di roventi e giustificate polemiche, balletto conclusosi con il vergognoso inciampo finale (ce lo teniamo fino al 4076)».

«A fronte di tutto questo, cioè di una operazione che ha totalmente tagliato fuori la cittadinanza, che ha svenduto le nostre principali aziende pubbliche locali a un unico offerente, che ora inanella istruttorie dietro istruttorie, che non riesce neppure a ottenere il contentino della chiusura dell’inceneritore, poniamo una semplice ma pragmatica domanda. Non converrebbe, anche solo come sorta di “assicurazione”, di tutela, cominciare a lavorare a una A2Aexit? Il percorso non è concluso, non è troppo tardi. Perseverare è diabolico», conclude Carotti.

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