Mercoledì, 08 febbraio 2023 - ore 07.57

Cremona Pianeta Migranti. Giornata internazionale dei diritti dei migranti.

“Ma quali sono i diritti dei migranti” si chiede la rivista Nigrizia, in un suo articolo qui riportato.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Giornata internazionale dei diritti dei migranti.

Cremona Pianeta Migranti. Giornata internazionale dei diritti dei migranti.

Il 18 dicembre ricorre la Giornata internazionale per i diritti dei migranti, istituita nel 2000 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione dell'approvazione della Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, avvenuta in questa data dieci anni prima. La giornata si pone come scopo quello di prevenire lo sfruttamento e mettere fine ai movimenti clandestini o illegali, stabilendo le condizioni minime di riconoscimento e accettazione del migrante a livello universale .

L'idea inizia a prendere forma quando nel 1972 persero la vita 28 lavoratori originari del Mali, a causa di un incidente di un camion (che trasportava macchine da cucire) avvenuto sotto il tunnel del Monte Bianco: sul mezzo erano nascosti i migranti, che in direzione della Francia, erano alla ricerca di un lavoro.

“Ma quali sono i diritti dei migranti” si chiede la rivista Nigrizia, in un suo articolo qui riportato.

Fondazione Migrantes ha pubblicato la quinta edizione del rapporto dedicato al mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati.

Un focus su uno dei diritti più violati, quello all’asilo, che fa il punto non solo sul quadro delle guerre e delle crisi che hanno portato il numero delle persone in fuga nel mondo a registrare livelli più elevati di sempre, ma anche si fa denuncia di ciò che accade lungo le frontiere interne e marittime dell’Europa, dove si diffondono controlli impropri, si innalzano muri e si muore in mare.

Il report si concentra infatti sulla crescita delle detenzioni arbitrarie in Libia e sul vertiginoso calo delle domande d’asilo registrate nell’Unione europea, la stessa che grida all’allarme e si blinda.

Dito doppiamente puntato dunque: sui centri di detenzione libici che fanno capo alla Direzione per il contrasto dell’immigrazione illegale; quei lager (così li ha definiti anche papa Francesco) dove, secondo Fondazione Migrantes, tra gennaio e ottobre il numero di migranti reclusi è decuplicato: si è passati dalle 1.100 persone di gennaio alle 10mila di giugno. E dove, fino al 6 novembre, la guardia costiera libica ha riportato indietro 28.600 migranti.

E su quell’Unione europea in cui, mentre i numeri dei migranti nel mondo aumentavano (l’ultima stima parla di 82,4 milioni di persone), si registrava un meno 12% di arrivi irregolari di rifugiati e migranti e un calo di un terzo del numero di richiedenti asilo. Un crollo presente anche in Italia, dove le domande di asilo presentate nel 2020 segnano un meno 38% rispetto all’anno precedente. Tanto che, per trovare un numero così basso, occorre tornare indietro fino al 2013.

L’accusa più grave è quella che riguarda l’alto numero delle persone morte o disperse nel mar Mediterraneo: 1.559 contro le 1.448 dello scorso anno, soprattutto in quella parte centrale che riguarda Italia e Malta (oltre 1.200).

La sintesi del report è consultabile qui

 

Migranti: ma quali diritti? - Nigrizia

 

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