Venerdì, 18 giugno 2021 - ore 20.23

Cremona Pianeta migranti. Naufragio di 130 persone nell’indifferenza generale.

Safa Msehli, portavoce dell’agezia Onu per i migranti (Oim), ha detto: “Lasciati morire in mare. L'umanità è annegata”.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta migranti. Naufragio di 130 persone nell’indifferenza generale. Cremona Pianeta migranti. Naufragio di 130 persone nell’indifferenza generale.

Cremona Pianeta migranti. Il naufragio di 130 persone nell’indifferenza generale.

 

Da due giorni nel Canale di Sicilia 3 barconi messi in mare dai trafficanti libici stavano in difficoltà. Avevano lanciato SOS e suppliche per due giorni ma non c’è stato nessun salvataggio. Eppure, solo due settimane fa il capo del governo Draghi in Libia aveva ringraziato la guardia costiera libica per i salvataggi dei migranti. La cronistoria della vicenda dimostra il contrario. Ciò che avviene da tempo nel Mediterraneo assume l’aspetto di un genocidio.

La ricostruzione dei fatti ora per ora.

“Le comunicazioni annotate da Alarm Phone sono un'atto d'accusa.

Mercoledì, ore 14:11. Il Coordinamento dei soccorsi da Roma “ci ha detto in una conversazione telefonica che avremmo dovuto informare le "autorità competenti" ”, cioé la Libia. “Solo alle 14:44 siamo riusciti a contattare un ufficiale libico che ha dichiarato di essere a conoscenza di tre barche e che la motovedetta “Ubari” le stava cercando” nelle posizioni indicate dalla prima mappa.

Alle 16:15, 17:16 e 19:15 “abbiamo anche informato le autorità del panico a bordo e del fatto che nell'area c’erano delle navi mercantili”. Per tutto il tempo gli operatori del centralino d’emergenza civile sono rimasti in contatto con i migranti alla deriva.

Ore 19:15. “Abbiamo informato le autorità che le persone in difficoltà potevano vedere un aereo, che riteniamo fosse l'aereo di Frontex Osprey”. La traiettoria del volo di sorveglianza europeo è stata registrata dal giornalista Sergio Scandura, di Radio Radicale, come mostra la seconda mappa. Un’altra ora se ne va senza che nessuno sopraggiunga. Sessanta minuti i cui rintocchi sono una condanna a morte. Oramai è buio fitto e dal primo Sos lanciato al mattino sono trascorse quasi 12 ore.

Ore 20:15. “Abbiamo contattato per l'ultima volta le persone in difficoltà, ma la chiamata è stata interrotta prima che potessimo scambiare informazioni. In conversazioni precedenti - riferisce Alarm Phone - avevano ripetutamente affermato che la batteria del loro telefono satellitare stava per esaurirsi”.

Ore 20:52. Una nuova telefonata con Mrcc Italia. Abbiamo spiegato che non siamo quasi mai riusciti a raggiungere le autorità libiche. L'ufficiale italiano ha risposto: “Stiamo facendo il nostro lavoro, chiamateci se avete nuove informazioni”.

Ore 22:22. Finalmente a Tripoli qualcuno risponde al telefono. “L'ufficiale libico ci ha detto che non avrebbero cercato la barca in pericolo perché le condizioni meteorologiche erano pessime. Abbiamo scoperto che la cosiddetta Guardia Costiera libica aveva intercettato un'altra barca, la cui allerta era stata lanciata sempre da Alarm Phone, che trasportava circa 100 persone”, tra cui la donna e il bambino tornati a terra oramai senza vita.

Ore 22:55. Alarm Phone contatta ancora Roma: “abbiamo informato l’Italia che la Guardia Costiera libica non avrebbe condotto un'operazione di ricerca”. L'intera notte trascorre nel silenzio di ogni comunicazione.

Giovedì, ore 7:30. Nuova telefonata al comando italiano: “Chiedendo un'azione immediata. L'ufficiale italiano risponde: "Chiamaci se hai nuove informazioni, sappiamo della barca".

Ore 7:53. Viene inviata una email a tutte le autorità e a Frontex “richiedendo un'operazione aerea e per guidare le navi in transito verso la barca in pericolo”, dove già c’erano i mercantili “Vs Lisbeth”, “Alk” e “My Rose”, oltre alla Ocean Viking di Sos Mediterranee.

Ore 8:49. Dopo un nuovo messaggio Frontex finalmente risponde: "Gentile Signore/a, grazie per la vostra e-mail. Si informa che Frontex ha immediatamente inoltrato il messaggio alle autorità italiane e maltesi".

Ore 10:42. Le autorità libiche negano di essere a conoscenza del barcone in pericolo

Ore 11:31. Tripoli ribadisce di non avere informazioni nonostante le email e i contatti telefonici precedenti. “Hanno anche affermato - riferisce Alarm Phone - che l'Italia aveva chiesto loro di dare il permesso alle navi mercantili di condurre un'operazione di salvataggio, permesso che era stato accordato. Poi hanno ripetuto che non erano usciti in mare e non lo avrebbero fatto a causa del maltempo”.

Ore 17:08. Alarm Phone riceve un'e-mail da Ocean Viking, indirizzata anche alle autorità: “Avevano trovato i resti di un naufragio e diversi corpi, senza alcun segno di sopravvissuti. L’aereo "Osprey 1" di Frontex era sulla scena". All'orizzonte nessuna motovedetta libica.

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-120-morti-canale-di-sicilia 

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