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Cremona Resoconto sintetico del Consiglio Comunale del 27 gennaio 2025

In apertura di seduta il presidente del Consiglio Comunale ha ricordato la ricorrenza del Giorno della Memoria

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Cremona Resoconto sintetico del Consiglio Comunale del 27 gennaio 2025

Resoconto sintetico del Consiglio Comunale del 27 gennaio 2025

In apertura di seduta il presidente del Consiglio Comunale ha ricordato la ricorrenza del Giorno della Memoria, ricordano in particolare l’incontro degli studenti con Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute al campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau, che si terrà al Teatro Ponchielli lunedì 3 febbraio.

Esame per la convalida, delle condizioni di eleggibilità e di compatibilità alla carica di consigliere comunale di Andrea Carassai in surrogazione del consigliere comunale Saverio Maria Simi, dimissionario.

In seguito alle dimissioni del consigliere comunale Saverio Maria Simi, si è reso necessario procedere alla surroga con altro candidato appartenente alla stessa lista di appartenenza del consigliere dimissionario. Visto il verbale delle operazioni dell'Ufficio Centrale Elettorale in relazione alle elezioni amministrative tenutesi l'8 e 9 giugno 2024 e del successivo ballottaggio del 23 e 24 giugno 2024, verificato che alla lista con il contrassegno “Forza Italia Berlusconi - PPE - Libertas”, tra i non eletti segue nell'ordine, con cifra individuale 2344, Andrea Carassai che, interpellato, ha accettato la carica e che, allo stato degli atti, consta non trovarsi nelle condizioni di ineleggibilità e o incompatibilità, il Consiglio comunale, con voto unanime, ha proceduto alla convalida a consigliere comunale di Andrea Carassai in surrogazione del dimissionario Saverio Maria Simi. Dopo la votazione, il neo consigliere  ha preso posto nell'aula consiliare.

Interrogazione presentata in data 9 dicembre 2024 dal capogruppo del Gruppo consiliare Fratelli d'Italia Marco Olzi sul mancato passaggio della staffetta olimpica e paralimpica di Milano - Cortina 2026 dalla città di Cremona.

Considerato che:

la staffetta della torcia olimpica rappresenta un simbolo universale di unità e valori sportivi, e il suo passaggio nelle città italiane è un'occasione di grande prestigio e visibilità;

la staffetta della torcia olimpica ha incluso città limitrofe come Pavia, Brescia, Mantova e Piacenza, ma non Cremona;

la nostra città vanta una storia e un patrimonio culturale di rilievo che ben si presta a rappresentare il legame tra sport, cultura e comunità locali;

Cremona ha ricevuto il titolo di Città europea dello Sport nel 2013.

 

Si interrogano il Sindaco e l'Assessore competente:

  1. per quale motivo Cremona non sia stata inclusa nel percorso della staffetta della torcia olimpica e paralimpica di Milano-Cortina 2026;
  2. se l'Amministrazione comunale si sia attivata per candidare Cremona come tappa del percorso, e in caso affermativo, quali siano stati i motivi che hanno portato al mancato accoglimento della candidatura;
  3. quali azioni l'Amministrazione intenda intraprendere per garantire che Cremona possa avere un ruolo centrale in eventi di rilevanza nazionale e internazionale, al fine di valorizzare il territorio e la sua immagine.

 

All’interrogazione ha risposto all’assessore con delega allo Sport Luca Zanacchi: Lo scorso 26 novembre 2024 a Verona è stato presentato il percorso della fiaccola olimpica delle prossime olimpiadi invernali. Già in quella occasione fu specificato che la fiaccola avrebbe attraversato tutti i capoluoghi di provincia della Lombardia. Dopo la pubblicazione dei luoghi di arrivo della fiaccola è montata la polemica in quanto Cremona non risultava nella lista delle città indicate per l’arrivo della fiaccola. Nella costruzione del percorso, che toccherà tutta la penisola, la Fondazione Milano-Cortina non ha contattato alcuna delle città interessate. Questo elemento ci è stato confermato a posteriori dagli organizzatori stessi. Il 13 gennaio 2025, anche con il supporto del presidente della Provincia Roberto Mariani, che ringrazio, sono riuscito a contattare la responsabile che a livello nazionale si occupa dell’organizzazione del percorso della fiaccola olimpica. In quella sede, durante la telefonata e nelle successive interlocuzioni, è stato confermato quello che già nella conferenza stampa di presentazione era stato dichiarato. Tutti i capoluoghi di provincia della regione avrebbero visto il passaggio della fiaccola olimpica. Il viaggio della fiaccola è composto da tappe che vedranno alcune città come punto di arrivo e altre città come punto di partenza. Questo in una modalità che non è continuativa e costante ma con il percorso composto da tappe. Per semplificare, il passaggio non funziona secondo il criterio del Giro d’Italia e le città di arrivo non coincidono con le città di partenza. Il 16 gennaio 2025 ho incontrato a Cremona i tecnici che si occupano della logistica del passaggio della fiaccola. È stata indicata la data precisa in cui da Cremona partirà la fiaccola olimpica. Cremona sarà punto di partenza della fiaccola dopo l’arrivo, il giorno prima, a Piacenza. I tedofori non percorreranno tutto il tragitto che separa le due città, il percorso si configura come un percorso ideale e i percorsi sulle città, di partenza e di arrivo, non superano mai i 6-7 km con i tedofori che si alternano ogni 250-300 metri. Il percorso a Cremona sarà di 5 km e attraverserà il centro storico fino ad arrivare alla prima periferia dove il convoglio recupererà l’ultimo tedoforo per poi dirigersi a Brescia. Al momento non mi è permesso comunicare la data di partenza da Cremona, gli organizzatori hanno espressamente chiesto di non divulgarla. Con loro ho discusso una prima ipotesi di percorso con almeno una proposta alternativa che abbiamo proposto in quanto la mattina in cui passerà la fiaccola, con annesso il convoglio, sarà giorno di mercato e quindi il passaggio in centro verrà studiato ad hoc per non cerare disagio alle attività commerciali. Il convoglio di auto e furgoni non attraverserà il centro che invece sarà percorso da un solo tedoforo a piedi assistito dalla scorta della Polizia Stradale incaricata dal Ministero e dalla nostra Polizia Locale. Ad un certo punto del percorso il convoglio dei mezzi devierà escludendo il centro per recarsi sulla via Dante e attendere l’arrivo del tedoforo. Dopo l’incontro tecnico, l’organizzazione ha inviato la documentazione necessaria a proseguire nelle interlocuzioni e allo sviluppo delle attività tecniche. Quando l’organizzazione darà il via libera ci muoveremo per ufficializzare la data del passaggio in città della fiaccola che, ripeto, sarà tappa di partenza. Solo allora ci attiveremo nella promozione di questo importante momento che valorizza lo sport olimpico e allo stesso tempo il nostro territorio. Lo dico perché al seguito della fiaccola ci saranno moltissime media che valorizzeranno le città di partenza e di arrivo. Per rispondere ai quesiti dell’interrogazione mi sento di dire che: Cremona è inclusa nel percorso della staffetta come città di partenza; non era possibile candidare le città in quanto la scelta del percorso era a discrezione della Fondazione e degli organizzatori delle Olimpiadi invernali, è possibile invece candidarsi per essere tedofori sul percorso cremonese e le candidature devono essere inviate alla Fondazione attraverso il sito della stessa, non possono candidarsi soggetti con incarichi amministrativi e politici; le azioni messe in atto sino ad ora sono quelle descritte, le prossime azioni saranno quelle di definire il percorso, condividere con le categorie e i mondi economici potenzialmente interessati, con il collega Luca Burgazzi per la valorizzazione del territorio e della nostra città, come del resto abbiamo fatto e facciamo per altri eventi sportivi importanti. Segnalo che l’Amministrazione è coinvolta in tutte le attività di promozione delle prossime Olimpiadi invernali. Il prossimo 6 febbraio sarò a Milano per  un evento ufficiale delle Olimpiadi invernali e, successivamente, nel mese maggio ospiteremo un evento organizzato in sinergia con l’Assessorato al Turismo e con Regione Lombardia che mira a valorizzare il nostro territorio e le realtà sportive cremonesi. Credo di poter dire che l’Amministrazione è pienamente coinvolta nelle dinamiche relative allo sviluppo di questo importantissimo evento sportivo.

 

Il consigliere Marco Olzi si è detto soddisfatto della risposta ricevuta.

 

 

Interrogazione presentata in data 9 dicembre 2024 dal capogruppo del Gruppo consiliare Fratelli d'Italia Marco Olzi sul sostegno di progetti d'attivazione di un servizio di ambulanza veterinaria.

Premesso che:

la tutela e il benessere degli animali rappresentano valori fondamentali per una comunità che aspira a sensibilizzare i cittadini su tematiche ambientali ed etiche;

la presenza di un servizio di ambulanza veterinaria, già attivo in molte realtà comunali italiane, ha dimostrato di essere uno strumento utile e necessario per garantire interventi tempestivi in caso di emergenze che coinvolgano gli animali;

l'educazione delle nuove generazioni alle tematiche relative al benessere animale e all'importante ruolo sociale che gli animali d'affezione svolgono come pilastro fondamentale per una crescita consapevole e responsabile, rappresenta un tema fondamentale.

 

Considerato che:

alcune associazioni locali già elaborato progetti educativi e iniziative a favore dell'istruzione su questi temi, oltre ad aver proposto l'istituzione di servizi dedicati come l'ambulanza veterinaria, così come già avvenuto nella vicina Mantova;

tali progetti e servizi potrebbero beneficiare della collaborazione dell'Amministrazione comunale, anche in sinergia con ATS, sia in termini organizzativi che promozionali;

 

Rilevato che:

un maggiore supporto da parte delle istituzioni locali a favore di queste iniziative potrebbe contribuire a sensibilizzare ulteriormente i cittadini, migliorando il benessere dell'individuo e degli animali e promuovendo comportamenti virtuosi;

Cremona, come città culturalmente e socialmente attenta, potrebbe rappresentare un modello positivo nell'adozione di politiche innovative in questo ambito;

 

Si interroga l'Amministrazione Comunale per sapere:

  1. se durante il mandato in corso l'Amministrazione intenda sostenere o promuovere progetti educativi in collaborazione con scuole, associazioni e altri enti finalizzati a sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche relative alla tutela e al benessere degli animali ad integrazione del Regolamento per la tutela del benessere animale del Comune;
  2. se si stia valutando la possibilità di attivare, anche in via sperimentale, un servizio di ambulanza veterinaria nel tenitorio comunale, eventualmente in collaborazione con associazioni specializzate o enti preposti;
  3. quali misure concrete l'Amministrazione preveda di adottare al fine di creare sinergie utili per la realizzazione di tali iniziative.

 

All’interrogazione ha riposto l’assessore con delega all’Ambiente Simona Pasquali: Sussiste l’obbligo da parte del Distretto Veterinario dell’ATS, sulla base delle vigenti norme nazionali e regionali, della la cattura degli animali vaganti randagi (cani e gatti) e del loro ricovero nei canili o gattili sanitari (così come quello realizzato in via Casello). La fauna selvatica è invece di competenza della Regione. Per il recupero delle carcasse è stabilito qual è l’ente preposto per lo smaltimento in base alla specie. Il recupero e la cura degli animali selvatici sono demandate alla Provincia e ai CRAS (Centri di Recupero Animali Selvatici) finanziati dalla Regione e gestiti dalla Provincia. Il Comune ha sempre guardato con favore a queste iniziative pur non avendo obblighi in tal senso. Da più di dieci anni l’Amministrazione collabora con l’Ordine dei veterinari e associazioni per l’organizzazione di corsi per patentini, oasi, formazione e sensibilizzazione. Abbiamo avviato  interlocuzioni con attività private, mentre è costante il dialogo con il Distretto Veterinario dell’ATS, con l’Ordine dei veterinari e con le realtà associative presenti sul territorio. Sono in corso approfondimenti con il Comune di Mantova rispetto alle convenzioni che ha attivato. Si sta valutando la possibilità di un regime di convenzione legato a progetti sociali di sostegno ai più fragili che beneficiano nella loro vita dell’amicizia di un animale di compagnia ma che hanno difficoltà poi a muoversi e, di conseguenza, recarsi a centri di cura.

 

Il consigliere Marco Olzi si è detto soddisfatto della riposta ricevuta.

Interrogazione presentata in data 18 dicembre 2024 dalla consigliera comunale del Gruppo consiliare Fratelli d'Italia Chiara Capelletti sull’Ufficio manomissioni, occupazioni suolo pubblico e pubblicità e la possibilità di possibile un percorso di efficientamento.

Premesso che:

il 23 agosto 2024 avevo presentato un'interrogazione a risposta scritta per meglio conoscere ed approfondire il lavoro dell’Ufficio manomissioni, occupazioni suolo pubblico e pubblicità e da me erroneamente definito Ufficio/sportello permessi plateatici.

 

Considerato che:

l’Ufficio manomissioni, occupazioni suolo pubblico e pubblicità gestisce una serie di procedimenti differenti (circa quaranta) che fanno capo al regolamento del Canone Unico Patrimoniale (CUP) con istruttoria procedurale delle istanze relative a manomissioni, occupazioni, plateatici, occupazioni per feste, passi carrai, manufatti diversi che occupano il suolo pubblico (fioriere, paletti etc .. ), pubblicità, targhe, frecce commerciali, gestioni delle entrate CUP, etc.

Una parte di questi permessi riguarda specificatamente attività lavorative (cantieristiche, edili, di traslochi, ... ) sia private che pubbliche e che devono trovare nel Comune di Cremona un prezioso alleato per poter svolgere il lavoro grazie non solo a percorsi digitalizzazione/sburocratizzazione ma anche con tempistiche sempre più rispondenti alle esigenze dei committenti ed esecutori dei lavori.

 

Dato che dalle risposte ottenute dalla mia prima interrogazione a risposta scritta emerge che:

nell'anno 2023 sono stati rilasciati n. 705 permessi “72 ore” (tra cantieri e traslochi);

nell'anno 2023 sono stati rilasciati n. 1.012 permessi superiori a 72 ore (tra cantieri e enti pubblici);

nell'anno 2023 sono stati rilasciati n. 80 permessi per manomissioni del suolo pubblico;

nell'anno 2023 sono stati rilasciati in totale n. 1.797 premessi per attività cantieristiche varie;

che il trend del 2024 risulta sostanzialmente in linea (primo semestre 2024 totale permessi rilasciati per attività cantieristiche varie pari a 900);

che il tempo medio per il rilascio dei permessi “72 ore" e superiori a 72 ore risulta essere - sia per il 2023 che per il 2024- pari a 10 giorni;

che il tempo medio per il rilascio dei permessi per manomissioni del suolo pubblico risulta essere per il 2023 pari a 63 giorni e per il primo semestre 2024 pari a 60 giorni;

che le entrate derivanti dagli oneri versati dai richiedenti i permessi sono state pari a € 629.909,98 per l'anno 2023 e pari a € 468.205, 75 nel primo semestre 2024 e che tali entrate finanziano la parte corrente del bilancio senza vincoli di destinazione;

con il supporto dell'ICT, si sta lavorando ad un riassetto basato su una possibile completa digitalizzazione delle pratiche per snellire le procedure e diminuire i carichi relativi alle richieste di correzioni errori o di integrazione, percorso che dovrebbe essere realizzato attraverso tavoli tecnici.

 

Si interroga il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:

  1. se sono stati fatti incontri con le rappresentanze economiche e delle categorie prevalentemente utilizzatrici di tali tipologie di permessi (cantieristici, edili, di traslochi) per valutarne la congruità delle tempistiche, accogliere eventuali suggerimenti/proposte migliorative da mettere in atto o da sperimentare per agevolare l'avvio delle commesse (per la riduzione delle tempistiche per i permessi delle 72 ore e per l'abbattimento consistente dei tempi di rilascio per i permessi superiori alle 72 ore - quest'ultimi ad oggi viaggiano sui due mesi);
  2. se si è mai pensato o valutato di sperimentare uno sportello “veloce” per le attività cantieristiche e/o edilizie, magari di concerto con le rappresentanze di categoria;
  3. quanti tavoli tecnici e con quali professionisti si sono tenuti e a che punto è il percorso per il riassetto basato su una possibile completa digitalizzazione delle pratiche;
  4. perché non si prevede di vincolare le entrate derivanti dagli oneri versati dai richiedenti i permessi?
  5. perché non stabilire che una percentuale (ad esempio l'80%) di queste entrate che deriva prevalentemente per lavori di edilizia cittadina venga destinata a (ad esempio): rifacimento marciapiedi, manutenzioni edili delle strade o delle piazze, decoro urbano e arredo urbano?

 

All’interrogazione ha risposto l’assessore Luca Zanacchi: In continuità a quanto richiesto nelle precedente interrogazione a risposta scritta, confermo i dati presentati a suo tempo: le previsioni del 2024 sono verificate, veritiere e in linea con i dati contenuti nella risposta. Il competente ufficio comunale continua nelle sue attività, ma allo stesso tempo l’Amministrazione si è mossa per efficientarne il funzionamento a beneficio della macchina amministrativa, dei suoi dipendenti e del servizio, ma soprattutto dei numerosi utenti che ad esso si rivolgono. Di seguito le risposte ai questi posti.

  1. nei mesi scorsi abbiamo effettuato diversi incontricon i gestori, Padania Acque, Fiber Coop, LD Reti, A2A e i loro sub appaltatori. Per quanto riguarda le categorie, abbiamo incontrato i rappresentanti di ANCE. Con loro abbiamo ragionato su diversi aspetti legati alla presentazione delle richieste e al loro percorso amministrativo, dei tempi e delle difficoltà che vivono i richiedenti a anche quelle che si presentano agli uffici. Questa fase di ascolto è servita per strutturare e affinare le dinamiche legate all’intero iter. A seguito di questo è stato ipotizzato un percorso di digitalizzazione che potrebbe velocizzare di molto il servizio sia per l’utente finale che per i tecnici che trattano ogni singola richiesta;
  2. la prospettiva più funzionale alla specifica situazione è proprio la digitalizzazione del servizio e, dopo gli incontri sopra citati, ci siamo mossi per arrivare ad una struttura che consenta una completa digitalizzazione del servizio. In sostanza, le richieste, la documentazione, le eventuali integrazioni, le tante frequenti correzioni e anche i pagamenti saranno presto tutti possibili da remoto. A breve partirà la fase di sperimentazione. Avremmo voluto partire tra dicembre 2024 e gennaio 2025, ma dopo tutti gli approfondimenti svolti, posso dire che la fase di sperimentazione partirà, in linea di massima, tra febbraio e marzo 2025. In questo periodo saremo in grado di portare a tutti gli operatori una proposta operativa che vedrà anche l’accorpamento, passaggio  importantissimo, delle istanze di manomissione e occupazione per velocizzare il rilascio delle autorizzazioni;
  3. riteniamo che la digitalizzazione possa dare servizi più rapidi e efficaci di un eventuale sportello veloce che comporterebbe un corposo riassetto anche del personale;
  4. per quanto riguarda il percorso di digitalizzazione, tra febbraio e marzo partirà la sperimentazione che durerà il tempo necessario per affinare lo strumento per poi entrare in piena attività con le dovute integrazioni che si renderanno necessarie. Per giungere a questo abbiamo effettuato numerosi incontri interni per poi interfacciarsi con gli altri uffici dell’Ente. Abbiamo quindi incontrato gli addetti dell’ICT del Comune, la Polizia Locale e abbiamo svolto ulteriori  incontri con soggetti esterni all’Ente;
  5. gli oneri introitati al momento non sono vincolati, si potrebbe approfondire il tema nella consapevolezza che questi oneri contribuiscono a garantire servizi alla comunità, servizi che spesso non prevedono entrate, si pensi, per esempio, al sociale e alle scuole;
  6. quota parte di queste entrate entrano nelle casse dell’Ente in parte corrente e per questo motivo vanno già ad alimentare le spese di manutenzione delle strade. L’ipotesi di determinarne una quota percentuale certa vincolata ad interventi che potremmo definire viabilistici è un’ipotesi da approfondire nel dettaglio, ma è allo stesso tempo una dinamica già in atto.

Interrogazione presentata in data 20 gennaio 2025 dalla Capogruppo del Gruppo consiliare Oggi per Domani Maria Vittoria Ceraso sul decoro delle vetrine dei negozi sfitti.

Premesso che:

nel centro storico di Cremona, in seguito alla progressiva chiusura di attività economiche, sono sempre più numerosi i fondi commerciali lasciati sfitti per lunghi periodi, e che questo fenomeno riguarda sempre più strade cittadine;

le vetrine sfitte e i negozi chiusi creano già di per sé un senso di vuoto e aumentano la percezione di desertificazione, indebolendo in particolare l'attrattività del centro storico come luogo di socializzazione, ritrovo e svago, rendendo meno gradevole l'esperienza dello shopping e del vivere il cuore cittadino.

 

Dato atto che:

vi sono vetrine sporche e non oscurate in maniera decorosa, sulle quali sono affissi, sia sulla parte esterna che interna, manifesti, volantini, fogli di giornale, avvisi vari ecc;

vi sono fondi commerciali protetti da serrande forate dove l'intercapedine tra queste e la porta di ingresso diventa ricettacolo di sporcizia e rifiuti vari, causando oltre a problemi di igiene pubblica un forte degrado estetico.

 

Considerato che:

il fenomeno reca pregiudizio, oltre che all'igiene pubblica, anche al decoro urbano, generando non solo un naturale scadimento nella percezione della qualità e dell'immagine della città ma anche l'accrescersi della percezione di insicurezza da parte della popolazione;

è dovere primario dell'Amministrazione comunale salvaguardare il decoro, l'igiene, la cura, la manutenzione e pulizia della città;

nel 2018 è stato modificato l'art. 171 nel Regolamento viario della Qualità urbana del Comune che in relazione alle vetrine sfitte, prevede, al fine di tutelare il decoro cittadino, che “è obbligo per i negozi non utilizzati per un periodo continuativo superiore a 60 giorni, ad esclusione di impossibilità tecniche (dovute ad esempio a ristrutturazioni), mantenere pulite e in ordine le vetrine. In caso contrario è obbligo oscurare l'interno del negozio mediante apposizione di teli o vetrofanie raffiguranti immagini e/o simboli tipici della nostra città”. In particolare la Giunta di allora aveva ritenuto opportuno prevedere oltre ad un obbligo anche, in caso di violazione dello stesso, una sanzione amministrativa da un minimo di euro 25 ad un massimo di euro 500.

 

Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Sindaco e la Giunta:

  • con quale modalità l'Amministrazione ha esercitato dal 2018 un'azione di controllo delle vetrine delle attività commerciali non attive in ottemperanza a quanto stabilito dall'art. 171 del Regolamento viario della qualità urbana?
  • è stata intrapresa una prima fase di carattere preventivo ed informativo, volta ad individuare le vetrine trascurate ed i proprietari dei relativi locali, informando questi ultimi degli obblighi scaturenti dal citato art. 171?
  • quante sanzioni sono state erogate dal 2018 a seguito dell'accertamento di eventuali responsabilità nell'inosservanza dell'art. 171?

 

All’interrogazione ha dapprima risposto l’assessore con delega al Commercio Luca Zanacchi: Stiamo lavorando alacremente sul tema del decoro. Accanto a importanti progetti di riqualificazione di alcuni comparti della città, al progetto “Giovani in Centro” e a tutti gli altri progetti del PNRR, nonché ad interventi di manutenzione già in atto e in programma, stiamo sviluppando interventi di carattere preventivo e di controllo su alcuni aspetti che generano un deterioramento dei luoghi pubblici: vedasi, ad esempio, i controlli in atto sulle manomissioni stradali e i relativi ripristini. Ricordo inoltre la decisione di interdire alcune aree del centro storico a mezzi pesanti e food truck va in questa direzione. Con alcuni colleghi di Giunta, ad iniziare dagli assessori Simona Pasquali e Paolo Carletti, stiamo redigendo un piano del decoro che tra i punti individuati prevede anche l’intervento proprio sulle vetrine dei negozi sfitti. Condivido che alcune vetrine, di fatto abbandonate, concorrano a generare situazioni di incuria che non giovano alla qualità e al decoro del nostro abitato. Mi riferisco all’intero abitato perché questa dinamica non è concentrata solo nel centro storico. Credo che nello specifico il regolamento comunale dia gli strumenti necessari per attuare un controllo sulle modalità di gestione delle vetrine dei locali sfitti che certamente saranno oggetto di una intensificazione dei controlli e delle eventuali sanzioni. L’articolo citato dalla consigliera è certamente uno strumento utile.

 

L’assessore alla Sicurezza Santo Canale ha completato la risposta con i seguenti dati: 18 sono stati gli accertamenti da parte della Polizia Locale. Il Comando scrive ai proprietari dei negozi e nel frattempo ha elevate 12 sanzioni amministrative per il mancato rispetto dell’articolo 171 del  Regolamento viario e della qualità urbana del Comune.

 

La consigliera Maria Vittoria Ceraso si è detta non soddisfatta della risposte ricevute. 

 

Mozione presentata in data 17 dicembre 2024 da consiglieri comunali vari (primo firmatario Roberto Poli) sull’appello contro le norme salva no vax.

Premesso che:

Il decreto milleproroghe che sta per essere presentato, in relazione alle multe per chi non aveva rispettato l'obbligo vaccinale durante la pandemia Covid, stabilisce che “i procedimenti sanzionatori non ancora conclusi sono definitivamente interrotti, mentre le sanzioni pecuniarie già irrogate sono annullate” e “i giudizi pendenti, aventi ad oggetto tali provvedimenti, sono estinti di diritto a spese compensate" mentre invece "restano acquisite al bilancio dello Stato le somme già versate, per sanzioni pecuniarie, alla data di entrata in vigore del presente decreto”.

 

Ricordato che:

Cremona è stata particolarmente colpita dalla pandemia sin dalla prima ondata, che aveva portato alla necessita' di aprire un Ospedale da campo grazie all'arrivo dei Samaritan's Purse cui è stata riconosciuta all'unanimità la cittadinanza onoraria dal Consiglio Comunale.

 

Atteso che:

i vaccini rappresentano per la storia dell'umanità e della medicina uno dei presidi di salvaguardia della salute più straordinari e avanzati, avendo consentito di eradicare o di arginare molte malattie infettive (dal vaiolo alla poliomielite) e avendo permesso, insieme alla scoperta degli antibiotici, un significativo allungamento della vita media dell'uomo negli ultimi cento anni.

 

Considerato che:

l'obbligo vaccinale durante la grave pandemia è stata una scelta legata alla drammaticità della situazione che rendeva necessario salvaguardare tutta la popolazione e in particolare le persone più fragili per età e/o per patologie;

erano state definite, sempre nella drammaticità del contesto, delle sanzioni per chi non rispettava tale obbligo.

 

Valutato che:

Il provvedimento del governo manda un messaggio diseducativo in quanto premia coloro che non hanno rispettato le regole, apparendo peraltro accondiscendente verso le posizioni antiscientifiche e no vax; crea iniquità tra coloro che hanno pagato le sanzioni e coloro che si sono rifiutati di farlo; crea un precedente pericoloso e preoccupante in caso di future crisi pandemiche.

 

Il Consiglio Comunale

esprime contrarietà alla norme salva no vax contenute nel decreto milleproroghe solidarietà ai professionisti sanitari e ai relativi Ordini che si sono espressi chiaramente contro tale provvedimento

 

Impegna il Sindaco:

ad inviare al Ministro della Salute il testo della presente mozione per rappresentare le forti preoccupazioni del territorio per questa scelta.

 

Dopo l’illustrazione del contenuto della mozione da parte del primo firmatario Roberto Poli (Partito Democratico), si è aperto il dibattito che ha visto intervenire i consiglieri Carlalberto Ghidotti (Fratell’Italia), Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona Energia Civile), Daniele Bonali (Partito Democratico), Carlo Giussani (Partito Democratico), Paola Tacchini (Movimento 5 Stelle – Cremona cambia musica), Riccardo Merli (Fare Nuova Cremona Attiva), Marco Olzi (Fratelli d’Italia), Luca Fedeli (Fratelli d’Italia), Chiara Capelletti (Fratelli d’Italia), Fabiola Barcellari (Partito Democatico), Andrea Segalini (Cremona sei tu!),  Roberto Poli (Partito Democratico), Maria Vittoria Ceraso (Oggi per Domani) e Mattia Gerevini (Partito Democratico). Il dibattito si è concluso con l’intervento, a nome della Giunta, il sindaco Andrea Virgilio: Il condono delle multe per chi ha scelto di non vaccinarsi contro il Covid, deciso dal Governo e inserito nel decreto Milleproroghe è una decisione che mi lascia perplesso, perché manda un messaggio completamente sbagliato, non solo dal punto di vista della giustizia ma anche della responsabilità collettiva. Durante la pandemia, il vaccino è stato uno strumento essenziale per salvare vite, proteggere i più fragili e ridurre la pressione sul nostro sistema sanitario. Questo non lo dico io, ma la comunità scientifica, che è stata chiara: i vaccini hanno ridotto drasticamente il numero di ricoveri e decessi. Chi sceglieva di non vaccinarsi non metteva a rischio solo sé stesso, ma anche gli altri, contribuendo a mantenere attivo il contagio e aumentando il rischio per i più deboli. Ora, condonare quelle multe significa ignorare tutto questo. Significa dire che le regole che ci siamo dati non contano, che chi non le rispetta alla fine può cavarsela senza conseguenze. È quello che ha detto anche Andrea Mandelli di Forza Italia, e lo cito perché mi sembra un punto fondamentale: “Il condono delle multe ai no vax rappresenta un messaggio sbagliato, che può essere percepito come un incentivo a non rispettare le regole future, specialmente in ambito sanitario.” Non si può che essere d’accordo. Ma voglio soffermarmi anche sulle conseguenze di questa scelta. Cosa diciamo a tutte le persone che hanno fatto la loro parte durante la pandemia? Agli anziani che si sono messi in fila per vaccinarsi, magari con qualche timore, ma lo hanno fatto per proteggere sé stessi e gli altri? Alle famiglie che hanno rispettato le regole, anche quando erano difficili da accettare, come il distanziamento, il green pass, le limitazioni agli incontri? O ai lavoratori – medici, insegnanti, forze dell’ordine – che si sono sottoposti all’obbligo vaccinale, anche a costo di sacrifici personali. Ora, a queste persone, che cosa stiamo dicendo? Che forse sono stati ingenui a fare la loro parte? Che chi ha deciso di ignorare tutto questo è stato più furbo? E non dimentichiamoci le ripercussioni a livello locale. Durante la pandemia, molte attività hanno fatto grandi sacrifici per rispettare le regole: bar, ristoranti, palestre, teatri. Hanno investito soldi per adeguarsi alle norme, chiesto il green pass ai clienti, organizzato spazi per garantire la sicurezza. Ora, con questo condono, stiamo premiando chi invece ha scelto di ignorare quelle stesse regole. È profondamente ingiusto. La cosa che mi preoccupa di più, però, è il messaggio che questo manda per il futuro. Gli esperti ci dicono che le pandemie non sono un evento isolato. Potremmo trovarci di nuovo ad affrontare un’emergenza sanitaria in futuro. E allora mi chiedo: chi rispetterà le regole, sapendo che poi magari arriva un condono? Quale fiducia potranno avere i cittadini nelle istituzioni, se lo Stato si dimostra debole con chi viola le regole? È importante ricordare che quelle multe non erano solo una sanzione, ma anche un modo per ribadire un principio: in una società, il benessere collettivo viene prima degli interessi individuali. E questo principio va difeso, non cancellato. Anche perché quelle risorse avrebbero potuto essere utilizzate per rafforzare la sanità pubblica, che in questi anni ha sofferto tantissimo e avrebbe bisogno di ogni euro possibile per garantire cure migliori. Mi dispiace, ma non posso accettare che questo condono passi come una scelta di buon senso.

 

Messa ai voti, la mozione è stata approvata: 23 i favorevoli, 1 astenuto (Andrea Carassai), 1 contrario (Luca Fedeli), mentre il consigliere Ghidotti non ha partecipato al voto.

Mozione presentata in data 20 dicembre 2024 dal consigliere comunale del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia Matteo Carotti Azioni riguardante le iniziative a tutela delle minoranze cristiane, con particolare riguardo all’opposizione a qualunque forma di cristianofobia.

Rinviata per assenza giustificata del proponente.

Ordine del giorno presentato in data 19 dicembre 2024 da consiglieri comunali vari (prima firmataria Jane Alquati) sulla contribuzione comunale scuole paritarie e nidi accreditati.

Rinviato per assenza giustificata della proponente.

Mozione presentata in data 14 gennaio 2025 dalla capogruppo del Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Paola Tacchini per favorire la diffusione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici nelle aree del territorio comunale.

Premesso che:

il pacchetto di misure “Fit for 55” contiene l'impegno di tutti gli Stati membri a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030. Si tratta di un passaggio intermedio verso la neutralità climatica da raggiungere entro il 2050, secondo quanto previsto dal Green Deal europeo adottato nel 2019;

le autovetture e i furgoni, infatti, rappresentano il 15% delle emissioni totali di biossido di carbonio nell'UE;

a riguardo il Green Deal europeo ha stato stimato il raggiungimento, nel 2025, di un numero di 1 milione di punti di ricarica accessibili al pubblico, mentre la Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente del 9.12.2020 ha previsto un fabbisogno di 3 milioni di punti di ricarica accessibili al pubblico entro il 2030;

pertanto il perseguimento degli obiettivi relativi alla riduzione delle emissioni da CO2 non può prescindere dalla diffusione dei veicoli alimentati da carburanti rinnovabili o a basse emissioni che impone la creazione di una rete globale di infrastrutture di ricarica e rifornimento per consentire l'adozione diffusa di veicoli a basse e a zero emissioni in tutte le modalità di trasporto;

il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257 recante “Disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014”, all'articolo 2 ha fornito le definizioni relative alle colonnine di ricarica. In particolare, la let. e-ter) qualifica “infrastruttura di ricarica come l'insieme di strutture, opere e impianti necessari alla realizzazione di aree di sosta dotate di uno o più punti di ricarica per veicoli elettrici. [...] composta da uno o più dispositivi di ricarica e dalle relative interconnessioni elettriche”;

sul tema, il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito con modificazioni dalla Legge 11 settembre 2020, n. 120, ha introdotto misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale. Tra gli altri, l'articolo 57 ha introdotto una semplificazione delle norme per la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici, prevedendo taluni adempimenti a carico dei comuni. Questi ultimi, ai sensi del comma 7 del citato articolo, sono tenuti a disciplinare la programmazione dell'installazione, della realizzazione e della gestione delle infrastrutture di ricarica a pubblico accesso tenendo conto delle richieste ad essi pervenute ai sensi del comma 6 della citata disposizione. Ulteriori adempimenti demandati ai comuni sono contenuti nei seguenti commi da 8 a 10;

 

Considerato che:

risulta pressante l'esigenza di garantire la diffusione nel territorio comunale di una rete di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici, anche nelle aree abitative finora non servite, anche al fine di non ostacolare l'attuazione degli obiettivi del Green Deal europeo.

 

Il Consiglio Comunale impegna la Giunta:

a individuare le aree idonee al fine di consentire l'installazione di infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici garantendo un'equa e capillare distribuzione in tutte le aree del territorio comunale.

 

All’illustrazione da parte della proponente hanno fatto seguito gli interventi dei consiglieri Roberto Poli (Partito Democratico) e Rosita Viola (Sinistra per Cremona). A nome della Giunta ha preso la parola l’assessore Luca Zanacchi sottolineando che in città sono già presenti colonnine per la ricarica elettrica e si aprirà un bando per vedere l’interesse a realizzare altre postazioni.

 

Messa ai voti, la mozione è stata approvata all’unanimità.

Mozione presentata in data 16 gennaio 2025 dai consiglieri comunali del Gruppo consiliare Novità a Cremona (primo firmatario Alessandro Portesani) sulla concessione di spazi ad Antares Onlus che possano garantire la continuità dell’azione sociale di inserimento lavorativo di soggetti fragili da essa svolta per la Città di Cremona.

Premesso che:

Antares è una Società Cooperativa Sociale, nata a Cremona nel 1998, che ha come scopo lo svolgimento di attività finalizzate all’integrazione sociale ed all’inserimento lavorativo di persone con problemi d’invalidità civile, forme di dipendenza, salute mentale, disagio sociale;

la cooperativa gestisce una lipolitograï¬Âa, specializzata nella stampa offset e digitale per editoria e su carta, si occupa di sviluppo di progetti grafici e di consulenza alla cure del brand aziendale, offre servizi di dematerializzazione e di digitalizzazione documentale;

attraverso la gestione di tali servizi Antares declina progetti di inserimento lavorativo di persone fragili, svolgendo un’importante attività sociale sul territorio della città di Cremona;

Antares occupa 19 lavoratori soci e di questi 14 hanno una certificazione di invalidità: ovvero il 70% dei lavoratori rispetto al 30%, richiesto dalle norme: un unicum nella cooperazione sociale cremonese;

in 25 anni di attività Antares ha ospitato altre 300 persone con progetti di inserimento lavorativo: persone con disabilità, giovani e adolescenti con fragilità, disagio sociale e psicologico: ragazzi a cui si è data una seconda opportunità;

Antares è una realtà radicata sul territorio Comunale ed è punto di riferimento per cittadini e aziende nel territorio per l’offerta di servizi di stampa, grafica e dematerializzazione documentale, nota per la capacità di offrire chance di lavoro e integrazione sociale per persone fragili.

 

Considerato che:

da anni Antares ha la disponibilità di un immobile di proprietà del Comune di Cremona, sito in Cremona, via Foppone 2/a;

l’immobile è adeguato alle necessità produttive e sociali della cooperativa;

la disponibilità dell’immobile è fondamentale per garantire la continuità produttiva di Antares;

la prosecuzione dell’attività produttiva è condizione necessaria per la declinazione dei progetti sociali di inserimento sociale e lavorativo attuati dalla cooperativa.

 

Considerato altresì che:

la concessione dell’immobile alla cooperativa Antares aveva durata sino al 31.12.2024;

è stata concessa una proroga a suddetta condizione sino al 30.03.2025;

dal mese di maggio 2025 l’immobile sarà soggetto a interventi di ristrutturazione nell’ambito del progetto del “Giovani in Centro”, finanziato con fondi PNRR, nell’ambito della più ampia riqualificazione e connessione degli spazi pubblici della città, tra piazza Lodi e piazza Giovanni XXIII;

per quanto noto il progetto “Giovani in Centro” ad oggi non contempla la continuità della presenza di Antares nell’immobile a tutt’oggi dalla stessa occupato;

Antares avrebbe richiesto più volte al Comune di individuare soluzioni alternative per la localizzazione dei servizi della Cooperativa durante i lavori di ristrutturazione e di poter disporre dell’immobile sede delle proprie attività una volta terminati i lavori di ristrutturazione;

ad oggi non avrebbe ricevuto dal Comune l’indicazione di soluzioni alternative, né garanzie rispetto alla disponibilità dell’immobile successivamente ai lavori di ristrutturazione.

 

Appurato che:

ad oggi Antares non avrebbe individuato alcuna soluzione alternativa;

l’attività sociale svolta da Antares, a forte contenuto di utilità sociale, non garantisce margini di contribuzione economica adeguati per reperire soluzioni immobiliari “a mercato”;

 

Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:

  1. individuare tra gli immobili di proprietà del Comune o di proprie società partecipate localizzazioni idonee ad ospitare la cooperativa Antares per tutta la durata dei lavori di ristrutturazione dell’immobile situato in via del Foppone 2/a;
  2. valutare la possibilità di integrare il progetto di rigenerazione urbana “Giovani in Centro” e le azioni sociali ad esso sottese, affinché si possa prevedere di ricollocare l’attività di Antares Onlus nella sede indicata, una volta terminati i lavori di ristrutturazione della stessa;
  3. in subordine, laddove non possibile, ad individuare soluzioni immobiliari continuative e compatibili con le necessità produttive e sociali di Antares.

 

Esposto il contenuto da parte del primo firmatario, è intervenuto il consigliere Roberto Poli (Partito Democratico) che ha presentato il seguente emendamento in sostituzione del dispositivo finale della mozione: “a continuare l’interlocuzione con la cooperativa Antares per trovare una soluzione idonea stante i lavori di ristrutturazione dell’immobile attualmente in via del Foppone; a sostenre tutti i percorsi di sostegno per l’integrazione sociale e l’inserimento di persone con problemi di invalidità civile, forme di dipendenza, salute mentale, disagio sociale”. Il consigliere Alessandro Portesani ha accolto l’emendamento proposto.

Sull’argomento è intervenuto l’assessore con delega al progetto “Giovani in Centro” Luca Burgazzi evidenziando è intervenuta, all’insediamento di questa Amministrazione, una modifica dovuta al rincaro delle materie prime. L’assessore ha comunque tenuto a precisare che, come previsto dal progetto, una porzione del complesso di S. Francesco verrà destinata ad un’associazione di carattere sociale da individuare, come stabilito, attraverso un avviso di evidenza pubblica. Per quanto riguarda la cooperativa Antares sono già avvenuti incontri con il presidente e sono già stati fatti alcuni sopralluoghi per trovare un’alternativa, tenendo conto che i lavori inizieranno più tardi rispetto al previsto, ad agosto, a seguito di alcune prescrizioni da parte della Soprintendenza.

 

La mozione, emendata, è stata approvata all’unanimità.

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