Lunedì, 24 giugno 2019 - ore 15.57

Cremona Rifondazione Comunista - SE sullo stop ai nuovi supermercati in città

Tra le tante brutte notizie che circolano sui giornali in questi tempi bui finalmente si è aperto un inaspettato spiraglio di luce: la Commissione paesaggio del comune di Cremona ha legittimamente bocciato i progetti dei prossimi due supermercati cittadini per prescrizioni non ottemperate dai committenti.

| Scritto da Redazione
Cremona Rifondazione Comunista - SE sullo stop ai nuovi supermercati in città

Cremona Rifondazione Comunista - SE sullo stop ai nuovi supermercati in città

Tra le tante brutte notizie che circolano sui giornali in questi tempi bui finalmente si è aperto un inaspettato spiraglio di luce: la Commissione paesaggio del comune di Cremona ha legittimamente bocciato i progetti dei prossimi due supermercati cittadini per prescrizioni non ottemperate dai committenti.

La Commissione aveva subordinato il proprio parere favorevole alla soluzione di alcuni rilievi mossi ai progetti relativamente alla salvaguardia dei manufatti storici presenti in una delle aree interessate, all'impatto visivo delle nuove strutture rispetto al contesto e a quello, non secondario, dei parcheggi e della circolazione stradale in zone già abbondantemente congestionate dal traffico.

I committenti non avrebbero adeguato i loro progetti alle prescrizioni ricevute, forse convinti di farcela comunque perché il giudizio della commissione è obbligatorio ma non vincolante. La vicenda pertanto è tutta nelle mani dell'Amministrazione comunale che dovrebbe cogliere l'occasione di questo stop per valutare tutti gli elementi in campo e magari prendersi un po' di tempo per fare una riflessione in più sull'utilità di altro cemento in città e sulla qualità dei servizi alla popolazione.

Non ci pare che a Cremona scarseggino i supermercati e gli ipermercati, al contrario, tant’è che i negozi di vicinato fanno sempre più fatica a sostenersi.

Il modello economico della grande distribuzione alimenta la logica della quantità e della mercificazione del cibo ed è caratterizzato da una filiera produttiva lunghissima e difficilmente ricostruibile; richiede tanto petrolio per trasportare i prodotti da ogni dove,  aumentando così l'inquinamento, aumenta il consumo di suolo ed è legato alla monocoltura. Impone prezzi e quantità che escludono i piccoli produttori e strangolano gli altri fornitori, per non dire dei lavoratori che sono sempre più esposti al ricatto del lavoro nei giorni festivi o a condizioni di lavoro inaccettabili.

Eppure le alternative ci sono!

Mercati contadini nei quartieri, consegne a domicilio della spesa e un trasporto pubblico capillare possono essere servizi utili non solo ad una popolazione non più giovane ma anche a chi decide di lasciare la propria auto in garage.

E' possibile sostenere concretamente i progetti di economia alternativa che sul nostro territorio esistono da anni e che puntano sulla salute, la sostenibilità e la giustizia sociale, la valorizzazione della qualità che tanti piccoli produttori locali sanno mettere nel loro lavoro, la trasparenza, le relazioni tra le persone e tra queste e i produttori. Per tutti questi buoni motivi da otto anni ospitiamo nella nostra sede un gruppo d'acquisto costituito da famiglie socie di Filiera Corta Solidale e mettiamo tempo, testa ed energie per garantirne al meglio l'attività.

Ma è possibile e doveroso anche dai banchi del consiglio comunale dire no a un modello economico che contribuisce in modo pesante allo spreco delle risorse e allo sfruttamento delle persone. Noi l'abbiamo sempre fatto, quando siamo stati eletti nelle istituzioni locali, sia come forza d'opposizione, che come amministratori, parte di una coalizione al governo della città.

 

 

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