Domenica, 21 giugno 2026 - ore 19.42

Cremona, venerdì il concerto ‘Quando Mazzini suonava la chitarra’

Appuntamento venerdì 11 novembre al Museo Civico Ala Ponzone

| Scritto da Redazione
Cremona, venerdì il concerto ‘Quando Mazzini suonava la chitarra’

Appuntamento da non perdere per gli amanti della musica classica e in particolare del repertorio ottocentesco. Venerdì 11 novembre, alle ore 21:00, nella Sala Manfredini del Museo Civico Ala Ponzone, concerto Sensibilità e affetti: suoni d’Arte dall’Età del Risorgimento. Il gruppo ’800 Musica Ensemble, composto da Marco Battaglia, chitarra di Gennaro Fabbricatore (Napoli 1811), appartenuta a Giuseppe Mazzini e di proprietà dell’artista, Anna Armenante, flauto traverso, e Alessandra Romano, violino (tutti strumenti originari dell’Ottocento), eseguirà brani di Gioachino Rossini, Filippo Gragnani e Ferdinando Carulli. L’ingresso è libero sino a esaurimento dei posti. Il concerto si inserisce nell’800 Musica Festival, giunto alla nona edizione, rassegna che, sotto la direzione artistica del M° Battaglia, propone da giugno sino alla fine di novembre una serie di concerti in prestigiosi spazi della Lombardia. L’appuntamento di venerdì 11 novembre avviene in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune - Settore Cultura, Musei e City Branding, con il sostegno di Wonder, e si colloca tra le iniziative tese a valorizzare la collezione Le Stanze per la Musica del Museo Civico. Per informazioni è possibile telefonare allo 0372 407770-784, scrivere a museo.alaponzone@comune.cremona.it o visitare il sito www.musei.comune.cremona.it.

I brani che verranno eseguiti sono citati in una lettera autografa di Mazzini, più oltre trascritta, che scrive alla madre chiedendo spartiti per il suo strumento, spesso suonato da solista o in varie formazioni cameristiche nei salotti della borghesia e dell’aristocrazia londinesi. In effetti può sembrare incredibile, ma Mazzini, di cui tutti conoscono il nome per essere stato un severo e intransigente cospiratore, e uno dei Padri della Patria, fu un profondo conoscitore dell’arte dei suoni tanto da scrivere una Filosofia della musica e da organizzare addirittura un concerto annuale a Londra, dove visse per più di un quarto di secolo, per sostenere la causa di una scuola italiana da lui fondata al fine di accogliere poveri fanciulli che provenivano dall’Italia senza alcun danaro. L’opera di Mazzini è di grande interesse, tocca vari argomenti tra cui la musica italiana, che, nata con Palestrina, Porpora, Pergolesi e padre Martini, a suo dire non ha ancora raggiunto lo scopo di un “concetto rigeneratore”. Non solo al mero toccare i sensi con il fascino di armonie e melodie sarebbe votata l’arte musicale, ma a una vera profondità d’espressione ed è Gioachino Rossini l’autore più acclamato: «Per lui la musica è salva. Per lui, parliamo oggi d’iniziativa musicale europea». Mazzini vede in realtà in Donizetti (e poi in Meyerbeer) il vero genio iniziatore e in Rossini quello compendiatore.

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